Walter Dukes, delusione gigante


Walter Dukes con coach Honey Russell

di CHRISTIAN GIORDANO

Uno dei più forti giocatori universitari di sempre, Walter Dukes è stato uno dei primi settepiedi (2,12) dotato di grazia e agilità. Nel 1953, il due volte All-American guidò Seton Hall a un record (per i college maggiori) di 27 vittorie consecutive e stabilì il primato NCAA per rimbalzi in una stagione, oltre 22 a partita. Come non bastasse, è stato il primo collegiale con una media di 20 punti e 20 rimbalzi in carriera.

Rapido di piedi e con ottimi riflessi, a differenza di gran parte dei lunghi dell'epoca, Dukes era un buon tiratore e sapeva fintare. Era così promettente che quando i Knicks ne fecero la prima scelta al Draft NBA del 1953, dovettero rilanciare alla mega-offerta degli Harlem Globetrotters. Una volta pareggiato il bonus di 17 dollari però, Dukes finì ai Trotters. Ci rimase due anni e in quella sua scelta molti ci lessero, con il senno del poi, l'inizio della fine: fu lì, si disse, che prese le "brutte abitudini" che lo avrebbero danneggiato quando poi ai Knicks ci arrivò per davvero, nel 1955.

Da rookie fu una delusione. Troppe palle perse e infrazioni di passi. Troppi falli, e pure problemi disciplinari, a cominciare dai ritardi agli allenamenti. Alla prima stagione nella lega, 8 punti e 7 rimbalzi a partita. L'anno successivo, fu sospeso dal training camp. Il coach dei Knicks, Vince Boryla, entrò duro: «Non è il giocatore che fa per noi. Non ha il temperamento, né lo spirito, né la mentalità». Due settimane dopo, "Wally" non era più ai Knicks.

Nel curioso scambio fra il giocatore NBA più alto e quello più basso, fu spedito ai Lakers per Slater Martin, guardietta di 1,77 ma dal tiro esiziale. E l'anno dopo, ai Pistons. Un inizio carriera nei pro’ certo non stellare ma con un paio di record NBA. Con quella mole di 2,12 per 100 kg, era considerato il terrore dei tabelloni, soprattutto in attacco. Noto per «i più acuminati gomiti della NBA», fu tra i primi 8 rimbalzisti nelle sue prime quattro stagioni con i Pistons, ma anche il giocatore con più uscite per falli. Primato, quest'ultimo, tuttora imbattuto. Il fatto poi che i quattro anni siano stati consecutivi rende il record ancora più particolare.

Dukes giocò altre due stagioni ma prima di ritirarsi stabilì un altro record difficile se non impossibile da battere. In 553 partite NBA uscì per falli 121 volte (record pure in percentuale: 21.88%), una ogni cinque gare. Nessuno ci si è mai neanche avvicinato.

Un pericolo pubblico tale, con quei gomiti dai colpi proibiti, che nemmeno i suoi compagni erano al sicuro. Bailey Howell, lo Spazzino suo compagno ai Pistons, una volta disse: «Ho più paura di Walter che di chiunque altro», e dire che giocavano insieme. In allenamento un giorno i compagni gli legarono una campana attorno al collo per sapere sempre dove si trovasse, ed evitare così quelle braccia che mulinavano senza controllo.

Tutt'altra persona fuori del campo, Wally era intelligente, ben istruito, un esperto pilota che nel tempo libero componeva musica classica. Laureatosi in legge pur giocando a livello professionistico, ebbe successo nel ramo immobiliare e con le agenzie di viaggio.

Nel 1959, tenuto fuori rosa tre settimane prima di firmare, per essere sicuro che avrebbe lasciato Detroit in tempo il giorno successivo, caricò i bagagli in macchina la sera prima, ma al risveglio scoprì che la portiera della sua auto era stata forzata e che i suoi vestiti erano spariti. Ora, chi avrà creduto di indossare o rivendere indumenti di un 2,12 sarà rimasto deluso, ma mai come chi aveva pensato che Walter “Wally” Dukes, una leggenda al college, lo sarebbe stato anche nei pro’.

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