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Visualizzazione dei post da 2003

FOOTBALL PORTRAITS - Cole & The Gang

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Ashley Cole dell’Arsenal è il primo candidato per il posto di terzino sinistro della Nazionale inglese. Ma anche in un ruolo in crisi generazionale, la concorrenza freme. Wayne Bridge del All-Star Chelsea e Ben Thatcher dell’«operaio» Leicester City stanno alla finestra. A volte, per mutare le gerarchie, basta un cartellino. Rosso
di Christian Giordano, Calcio Gold 
Neanche fossimo in Italia, persino in Inghilterra i concetti di bipolarismo e alternanza rischiano di spaccare il Paese, seppure solo in senso calcistico. Oltremanica, per sperare in una concreta possibilità di vittoria laburista si sono dovuti attendere 18 anni e un leader con un programma "conservatore"; più prosaicamente, nel football, la questione riguarda la scelta del terzino sinistro della nazionale. Il dubbio, a quelle latitudini necessariamente “amletico”, che attanaglia il Ct Sven-Göran Eriksson è di quelli che a un s…

FOOTBALL PORTRAITS - Kežman, il gol in serbo (2003)

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GIOVANNI CAVALLARO - Sequestro Tacchella, spie russe, gli amici lo chiamavano "Serpico"

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https://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/esteri/iraqvittime/cavallaro/cavallaro.html?ref=search
la Repubblica - 13 novembre 2003
NIZZA MONFERRATO - Martedì sera aveva telefonato a moglie e figlia, la piccola Lucrezia di 4 anni: "Sabato sarò a casa". Ieri mattina però il maresciallo superiore, Giovanni Cavallaro, 47 anni, è rimasto sotto le macerie di Nassiriya. 
"Mi hanno detto che aveva appena preso il caffè con un commilitone e stava tornando nel suo ufficio che purtroppo era proprio sul lato attaccato dai terroristi", sussurra la moglie Sabrina, 35 anni. 
Nei carabinieri Giovanni Cavallaro, originario di Messina, si era arruolato nel '76. "Lo avevamo fatto insieme - dice il gemello Placido che da maresciallo comanda il nucleo operativo di Saluzzo - mio fratello aveva vent'anni di lavoro alle spalle e di pericoli ne ha corsi tanti. Assurdamente è caduto proprio mentre stava per tornare a casa". 
Giovanni Cavallaro era in Piemonte dal '78: pr…

FOOTBALL PORTRAITS - Cruijff, fuoriclasse totale

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di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo (2003)
Johannes Hendrik (Johan) Cruijff, figlio di un fruttivendolo, Manus, e di una lavandaia, Nell Draaijer, nasce ad Amsterdam il 25 aprile 1947. La sua è la classica storia del bambino prodigio. A cinque anni esegue come niente fosse 150 palleggi consecutivi. Casa Cruijff, nel sobborgo popolare di Betondorp, letteralmente «villaggio di cemento», dista poche centinaia di metri dal De Meer, il vecchio stadio dell’Ajax, società nel cui settore giovanile entra a dieci anni, assieme al fratello Heini, di due anni più grande. A 12 anni, Johan perde il padre, appena 44 enne, per un attacco di cuore. La famiglia, già povera, deve vendere casa e negozio. La signora Cruijff trova un impiego presso i locali della società come addetta alle pulizie e commessa del bar. Intanto Johan fra sfracelli nei campionati categoria. In una stagione segna 74 reti e a 14 anni vince,…

Rocca e i suoi “fratelli”

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Lo Zambia a Seul 88, l’altra «Corea» del calcio italiano
di CHRISTIAN GIORDAN
Guerin Sportivo, giugno 2003

Alla fine, è pure andata grassa.

Alle Olimpiadi, il quarto posto dell’Italia viene ritenuto l’obiettivo minimo. Ma a Seul 88, tenendo conto della concorrenza, raramente di così alto livello, e della batosta presa con lo Zambia dell’iradiddio Kalusha Bwalya, autore di una tripletta, poteva davvero andare peggio.

Gli azzurri erano tra i favoriti in virtù dell’ottimo cammino compiuto nelle qualificazioni, sotto la guida di Dino Zoff. Proprio le imprese della selezione Olimpica, che eliminò Germania Est, Portogallo, Olanda e Islanda, avevano convinto la Juventus a scegliere “Dinomito” come successore di Trapattoni (Maifredi era vincolato al Bologna, che non lo mollò) e così sulla panchina azzurra fu promosso il vice di Zoff, Francesco Rocca.

L’indimenticato “Kawasaki” non seppe rivelarsi all’altezza dell’illustre predecessore, però fu anche sfortunato. Infortuni importanti (Ancelotti…

Il calcio e l’Africa, antichi stereotipi e moderne verità

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di Christian Giordano Guerin Sportivo, giugno 2003
Applicare etichette a un intero continente, per di più vasto e variegato come quello africano, è un’assurdità bella e buona eppure di tanto in tanto si verificano episodi in questo senso illuminanti. Difficile infatti uscire dai triti luoghi comuni che riguardano il calcio d’Africa e certi suoi atavici retaggi se poi si devono registare vicende come quella accaduta in Mali, il 7 febbraio di un anno fa, a Thomas N’Kono in occasione della semifinale di Coppa d’Africa (per la cronaca, vinta per 3-0 dal Camerun sui padroni di casa). Bloccato all’ingresso in campo perché portava con sé un amuleto N’Kono, accusato di stregoneria, espressamente vietata per la manifestazione, viene arrestato e picchiato dalla polizia. L’indomani l’ex campione riceve le scuse ufficiali direttamente dal presidente della Repubblica, Alpha Oumar Konare, sceso negli spogliatoi dello stadio di Bamako per chiarire l’episodio. Amareggiato, l’ex campione si rivolge c…

Raschi, 20 anni di nostalgia per il «Divino»

http://archiviostorico.gazzetta.it/2003/maggio/01/Raschi_anni_nostalgia_per_Divino_ga_0_030501121.shtml
Il 2 maggio 1983 moriva il giornalista gentiluomo che legò la sua carriera al ciclismo Sempre in giacca e cravatta: dava del lei a tutti, anche ai colleghi La sorella Anna: «Bravo fin da piccolo, tutti gli chiedevano di scrivere»
di MARCO PASTONESI gazzetta.it, 1. maggio 2003
Nell' aula di una scuola elementare, nell'ufficio di un municipio, nella sala da pranzo di un albergo, alla scrivania in redazione. Davanti, la sua Olivetti Lettera 32, tenuta insieme con gli elastici. Si accendeva la sigaretta, americana: e tirava, come se l'inizio del pezzo fosse lì, in quello sbriciolamento di foglie di tabacco che lui mandava in fumo. Poi attaccava. 
Ezio Graziani, l'autista della Gazzetta che lo portava in giro, e al Giro, non la chiamava macchina per scrivere, ma «pianola». Perché Bruno Raschi non batteva ma componeva, non pigiava ma accarezzava, non scriveva ma suonava. S…