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Conflitto

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di Giovanni De Mauro
Internazionale - 1/7 novembre 2019 • Numero 1331 • Anno 27

“Il Cile somiglia a un’oasi perché abbiamo una democrazia stabile e l’economia in crescita”. 
Dopo tremila arresti, mille feriti, diciannove morti e la più grande manifestazione della storia del Paese che ha portato in piazza un milione di persone, le parole di Sebastián Piñera, presidente del Cile e miliardario, pronunciate appena quindici giorni fa in un’intervista al Financial Times, suonano surreali. 
Come è possibile che di colpo il Cile si sia trasformato da oasi di stabilità in terreno di un conflitto sociale e politico di rara asprezza? 
“No son 30 pesos, son 30 años”, ripetono i manifestanti: il problema non è l’aumento di 30 pesos del biglietto della metropolitana di Santiago, che ha scatenato le proteste, ma trent’anni di tagli alla sanità, all’istruzione, alle pensioni. 
In questo Paese di 18 milioni di abitanti, gli indicatori della disuguaglianza sono chiari. Da una parte il Cile ha il PIL pr…