Post

Visualizzazione dei post da maggio 20, 2018

Londra 1992 - Buonanotte sogni Doria

Immagine
di CHRISTIAN GIORDANO ©
Guerin Sportivo

Il missile di Koeman affonda i blucerchiati
Quell’anno, superati i sedicesimi e gli ottavi, le squadre non disputano i quarti ma si affrontano in due gironi all’italiana dai quali usciranno le finaliste, una formula macchinosa che toglie alla coppa buona parte del suo fascino. Le esigenze tv e le pressioni dei grandi club (in primis Milan e Real Madrid) hanno piegato l’Uefa.
Fresca di scudetto, la Sampdoria si affaccia per la prima volta in Coppa dei Campioni e non nasconde le sue ambizioni. La squadra stenta in campionato, ma in Europa supera agevolmente i primi due turni (5-0 e 2-1 ai norvegesi del Rosenborg, 1-2 in Ungheria con la Honved e 3-1, con qualche brivido, a Genova) e accede alla seconda fase. Ai doriani il sorteggio riserva subito un battesimo del fuoco, la Stella Rossa. In casa, dopo un sofferto primo tempo, i blucerchiati dimostrano tutta la loro maturità vincendo 2-0. Dopo lo 0-0 di Atene (sotto la neve) contro il Panathinaikos, …

Da Roche a Yates, perché Sappada è Sappada

Immagine
L’attacco di Sappada. Trentun anni dopo, il Giro tornava sul luogo del delitto, affaire Roche-Visentini. Stavolta nessun tradimento o presunto tale: come nell’87, però, c’è sempre la rosa di mezzo e una 15esima tappa che entra anch’essa nella storia. 
Oggi come allora il più forte parla inglese, non è un dublinese di Dundrum ma un Mancunian di Bury. Si chiama Simon Yates, e ha lo stesso sorriso gentile di chi sa di meritare il Giro ma non lo dice.
L’attacco decisivo, ai -17,3km, la maglia rosa lo sferra tra gli inediti Passo di Sant’Antonio e Costalissoio, terzo e quarto GPM di 176 km da Tolmezzo a Plodn, come in quest’isola linguistica chiamano in dialetto tedesco Sappada che dal dicembre scorso – dopo un secolo e mezzo anni – è tornata provincia friulana: da Belluno a Udine.
Mentre gli altri big litigano fra loro Yates disegna curve perfette e poi chiude con 41” su tutti i più pericolosi: Lopez, Dumoulin (un leone a rientrare nel finale), Pozzovivo, Carapaz e Pinot. 
A 48 ore dalla…

MANCA ROCHE VISENTINI CI PROVA

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/05/20/manca-roche-visentini-ci-prova.html?ref=search

di Mario Fossati la Repubblica, 20 maggio 1988
I TECNICI votano Zimmermann: e dietro di lui Bernard, Rominger, Delgado, Giovannetti, Bugno, Visentini, Hampsten, Breukink, Saronni. Giupponi sarebbe quartultimo. Argentin e LeMond non avrebbero diritto a voto. Se il Giro d'Italia riportasse una simile classifica finale, il risultato, fischiatissimo dal popolo del ciclismo, verrebbe definito disastroso. Ma la classifica molto astratta del post Tour de Romandie si rifà alla "corsa in merito", non tiene conto alcuno di chi è andato a farsi la gamba altrove e tanto meno di Maurizio Fondriest, che al pari di Gianni Bugno e di Flavio Giupponi appartiene alle stelle che vorremmo vedere brillare di luce sempre più vivida. 
Assente Roche - che dopo l'ultima sua corsa vera (secondo nel Giro d'Irlanda) è entrato nelle cronache per una fibrosi da cicatrice al gi…