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IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Laurent le Magnifique

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Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books, 176 pagine
Volando alti, nello stile aulico e snob di un bipede originale come il soggetto analizzato, per descrivere Laurent Fignon potremmo utilizzare il concetto artaudiano di poesia nello spazio.
Il parigino, personaggio fortissimo quindi odiamato come nessuno in quel periodo, attraversò gli Ottanta caratterizzandoli col suo physique du rôle inconfondibile, misterioso e affascinante. 
(...)
Arrivò al professionismo dopo un apprendistato sereno nei puri, accolto nella Bauhaus del ciclismo, la Renault del diesse Cyrille Guimard. Il pigmalione che allevò almeno tre generazioni di campioni. 
In quel periodo, all’ombra di Toro SedutoHinault, crebbero il nostro, Greg LeMond, Marc Madiot, Pascal Jules, Charly Mottet; in un vivaio di talenti che potrebbe avere corrispondenze, nella storia dello sport, soltanto nel colleg…

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Soukho, il Comunista che si mangiava gli avversari

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Simone Basso
IN FUGA DAGLI SCERIFFI
Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta
Prefazione di Herbie Sykes
Rainbow Sports Books, 160 pagine - kindle, amazon.it – € 9,90

La conoscenza con il Merckx del Volga nell’Europa capitalista la fecero per primi i francesi. 
Al Tour de l’Avenir ospitarono un’edizione irripetibile dell’Armata Rossa: oltre al cameo del grande Aavo, al contadino di Trostynia si affiancarono altri bimbi-prodigio come Ramazan Galaletdinov (ventenne...), forzuti dell’arrampicata (Serguei Morozov) e passisti alla Aleksandr Averin (da cineteca i suoi zigzag in salita, sfinito, dopo centinaia di chilometri di fuga solitaria). 

Sergei Soukhoroutčhenkov gigioneggiò su ogni terreno, spalleggiato da una ciurma di pirati che monopolizzò tutte le classifiche.


(...)
Una belva sui falsipiani, spericolato in discesa, fortissimo sulle salite lunghe e sul passo; a completare l’identikit, il coraggio leonino dell’attaccante a lunga gittata, inn…

MAESTRI DI CALCIO - Rehhagel, König Otto

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di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo

Alla vigilia dell’Europeo portoghese un tedesco, diventato chissà come Ct della Grecia, si vantava in conferenza stampa che l’aver raggiunto la fase finale gli consentiva privilegi vietati ai comuni mortali. Per esempio, transitare con la propria auto nel centro di Atene sulle corsie preferenziali riservate agli autobus. Più che un oscuro segno della decadenza dei tempi, un chiaro segnale della mutevolezza degli umori del calcio; dopo le sconfitte nelle prime due partite del girone di qualificazione, Rehhagel doveva tornarsene a casa, meno di un mese dopo quella conferenza stampa, il privilegio è diventato «riuscire ad entrarci, ad Atene». 
Facile, ad Europeo vinto (dalla Grecia!), dimenticare che cos’era la selezione ellenica prima dell’arrivo del nuovo “Kaiser” del calcio europeo (a proposito, una montatura le polemiche legate alla sua presunta auto-proclama…

Sanremo 2020, Van Aert à l'Alaphilippe

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Van Aert doveva essere, e Van Aert è stato. Come da pronostico, anche se nel modo forse più imprevedibile nella Sanremo "meno Sanremo" di sempre.
Trecentosei km (317 effettivi, con il trasferimento) per la 111-esima Classicissima di primavera, stravolta - per Covid-19 - nel calendario, nel percorso, negli organici (6 corridori per squadra) e nella cornice.

Niente tifosi, niente Turchino, niente capi Mele-Cervo-Berta, 500 metri di dislivello in più per 2400 totali ma concentrati negli ultimi 140 km. E persino con l'autogol commerciale e di immagine di troppi sindaci del Savonese, esclusa Albenga, che ha costretto gli organizzatori a ridisegnare una semi-classica del nord fino al consueto finale sull'Aurelia e il classicissimo, quello sì, traguardo sul rettilineo di Via Roma.
Caldo e distanza ne hanno fatto una corsa a eliminazione, non sulla novità Colle di Nava né sulla Cipressa, bensì sul solito Poggio.
Lì, ai meno sei, ha attaccato Alaphilippe, portandosi dietro V…

Milan-San Remo 2020 – Race Preview

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https://www.cyclingnews.com/races/milan-san-remo-2020/preview/
Poggio attack or sprint finish? Revamped edition of La Classicissima sure to deliver on Via Roma
By Stephen Farrand cyclingnews.com, 6 August, 2020
Milan-San Remo has a new summer date, and a new inland 299km route, but the climbs of the Cipressa and the Poggio should produce yet another thrilling finale as the biggest sprinters and finisseurs fight to win one of cycling's most prestigious Monument Classics.
Milan-San Remo often falls on the day of the spring equinox and, in late March, heads from the winter weather of Milan to the warmer spring conditions of the Ligurian Riviera. On the revised calendar as a result of the coronavirus pandemic, La Primavera was rescheduled as a summer race on Saturday, August 8 with temperatures of 30°C expected for much of the race, even at the 18:30 CET finish time. 
Organiser RCS Sport apparently pushed to hold their Classics in August to ensure some of the races would go ahead, hedgi…

Perché Sanremo è Sanremo

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https://www.sport-e-cultura.com/2020/08/07/perche-sanremo-e-sanremo/?fbclid=IwAR0PIENloTpbQPqyFCIUj1bqCE-1KCbG0U8TNpfk0_q4VgzJP9XfGohRUPk

Sabato 8 agosto 2020 in Liguria ma non troppo, il minimo indispensabile, si disputa la Milano-Sanremo più improbabile di sempre.
La Classicissima dei Fiori, per una volta agostana, è riuscita a ricomparire nel calendario malgrado il Covid-19: si temeva lo stop, il primo dalla Seconda guerra mondiale.
Un 2020 che di cose da raccontare ne avrebbe troppe, anche e solo (...) di sport e ciclismo.
La Milano-Sanremo nacque quasi per scommessa nel 1907, dopo il fallimento di una competizione automobilistica, e potremmo definirla (fin dalle prime pedalate) ammalata di fregolismo.
La Classicissima è sempre stata un rebus difficile da interpretare: ha vissuto di tali trasformazioni nella sua storia da divenire, a dispetto del chilometraggio fachiresco, un enigma beckettiano.
“Chi osservi una fotografia delle strade sulle quali un tempo si correva la Milano-Sanr…

Addio a Casillas, la leggenda del Santo paratore

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Stavolta, la prima e l'ultima in trent'anni, è stato lui, il Santo, a invocare i suoi devoti. E non il viceversa. 
Iker - per tutti "San" - Casillas li ha ringraziati tutti - blancos, rojos, dragoes - con una lunga, accorata lettera. Una preghiera laica di un Prescelto che oltre al dono innato ha avuto in sorte anche le durezze della vita. In campo e fuori. 
Per precocità, talento, carattere e longevità è stato il Buffon di Spagna. L'uno si è sempre rivisto nell'altro.

Caratteri diversi, stessa classe. Pari pressioni ambientali, a volte oltre a quelle che, al Real come alla Juve, e in nazionale, la fascia di capitano comportano. 
L'esposizione mediatica di un amore glamour con tanto di "Beso del Mundial" alla futura moglie Sara Carbonero. Le questioni di salute familiari. 

I problemi al cuore come spartiacque della carriera. Da calciatore la sua sembrava finita, invece si è concesso un dorato tramonto al Porto.
Il suo sogno di bambino - poi div…