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Visualizzazione dei post da aprile 1, 2015

Carpi, è quasi A

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Il sogno è lì, solo da afferrare. E dopo la notte magica del Cabassi, nessuno vuole più svegliarsi: 3-0 al Bologna. Al Bologna.
Sessantaquattro km e sette scudetti di distanza, un abisso storico che sembrava incolmabile. Cinque anni fa, il piccolo Carpi era ancora in Serie D. Oggi la creatura di Stefano Bonacini, uno che il Bologna ha pure provato a comprarlo, quell'abisso lo ha ribaltato: Carpi primo a +12 dopo lo scontro diretto.

È durata un tempo la partita del Bologna: 4 occasioni rossoblù, ma il gol lo ha trovato la capolista. Nella ripresa in campo s'è visto solo il Carpi. Ci ha provato, Lopez, a riacciuffare la partita, dopo l'infortunio di Zuculini addirittura col 424: Sansone e Importa attaccanti esterni; Cacia e Mancosu punte centrali.

Dall'altra parte, troppa la differenza di fame e di voglia. E di momento magico. Il Carpi sente l'odore del sangue e nell'acqua dell'alta classifica ci sguazza. Greg Paltrinieri, tifoso doc che se ne intende, sog…

Frans Verbeek - THE FLYING MILKMAN

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As founder of clothing manufacturer Vermarc, Frans Verbeeck has had more impact on the sport since retiring than he did in his pomp in the 1970s, when ‘The Flying Milkman’ gained a reputation as the nearly man of the Classics
Writer: Peter Cossins
Procycling, April 2015

What does it say about Frans Verbeeck’s racing career that he’s best-remembered not for the dozens of races he won, including the Amstel Gold Race, La Fleche Wallonne and the Belgian national title, but for his unforgettable nickname: ‘The Flying Milkman’? Well, that and for delivering the most memorable quote ever made about the Ronde van VlaanderenSeventeen times a runner-up in major one-day races, Verbeeck had just finished second once again at the Ronde in 1975. The only rider who had been quick enough and strong enough to respond to Eddy Merckx’s attack at the foot of the Oude Kwaremont, Verbeeck spent the next 95 km with ‘The Cannibal’, barely able to hang on, let alone offer a hand with the pace setting.
Finall…

Latina, l'internazionale nerazzurra

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A Brescia, Mark Iuliano ha schierato 6 stranieri nell’undici iniziale, record nella storia del club
17.03.2015 09:30 di Marco Ferri - Fonte: Il Giornale di Latina

L’Internazionale nerazzurra va in scena a Brescia. Figlia di un mercato di riparazione esterofilo e dell’assenza di una delle pedine italiane più utilizzate (Valiani), il Latina ha fatto registrare il numero più alto di stranieri nell’undici titolare. I 6 schierati al Rigamonti da Mark Iuliano sono un record nella storia della società e una decisa rottura con il recente passato.

LINEA-IULIANO – Ai due calciatori nati all’estero (Benali e Da Silva) di cui si è servito Calori, Iuliano ha risposto riempiendo la squadra con oltre il 50% distribuiti tra tutti i reparti. Dal tridentone di matrice africana, con Oduamadi, Sowe e Bidaoui, si è passati per il debutto del franco-algerinoAmmari fino alla conferma, sulle fasce, dei soliti noti Ristovski e Alhassan. A questi si aggiunge  l’innesto in corso d’opera dell'ex bresciano

Di Gennaro, una porta sul passato

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01.04.2015 14:00 di Marco Ferri - Fonte: Il Giornale di Latina
Una porta sul passato. Raffaele Di Gennaro la aprirà domani, quando, al Francioni, farà tappa la squadra con la quale ha iniziato la sua carriera tra i grandi. Storia di non più di un anno fa, quando il 20enne di belle speranze, svezzato dall’Inter, scelse la periferia della serie B per iniziare per continuare quel percorso di maturazione in una carriera che gli addetti ai lavori gli preconizzano radiosa.

ENFANT PRODIGE – Il destino lo mette subito di fronte ai ricordi, facendogli sfidare l’Inter in Coppa Italia nella Scala del calcio italiano. Sarà la seconda delle sue 41 presenze stagionali. Tutte da titolare, con 51 gol sul groppone e 13 gare imbattuto, che hanno concorso alla salvezza last-minute della squadra di Claudio Foscarini, arrivata grazie a un girone di ritorno a ritmo da play-off: “L’anno scorso mi arrivavano molti più tiri in porta, c’era praticamente un assedio a ogni partita. Sapevamo di giocare rischian…