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Visualizzazione dei post da giugno 18, 2016

Le radici di Ibrahimović

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MALMÖ. L’uomo arrivato a Parigi da re e andato via da leggenda, a casa sua è qualcosa in meno e molto di più. È un idolo e un fantasma, è un dio lontano, del resto a chi verrebbe in mente di venerare un vicino di casa. Mentre Manchester si prepara ad accoglierlo con un assegno da 13 milioni all’anno per ricongiungerlo a Mourinho e guastare i giorni a Guardiola, esiste un solo posto in cui sia ancora possibile essere Ibrahimović senza smettere di sentirsi Zlatan. Qui, dove tutto è iniziato, dove grazie a lui la vita è cambiata prima che il ponte di Öresund unisse la città a Copenhagen. 
“Un Mondiale senza di me non merita di essere visto” disse nell’estate del 2014. “Non riesco a immaginare un Europeo senza di me”, ha ripetuto a ottobre. Avrà 34 anni, otto mesi e dieci giorni quando il 13 giugno inizierà il suo torneo, l’ultima stagione di caccia con la Nazionale, avversaria l’Irlanda. Poi toccherà a noi, e…