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Visualizzazione dei post con l'etichetta Cagliari

Un Rombo nel cielo

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Nessuno ha mai segnato quanto lui con la maglia azzurra nonostante due gravi infortuni. Quello scudetto indimenticabile a Cagliari GIGI GARANZINI Martedì 23 gennaio 2024 - La Stampa - Nazionale Avrebbe fatto una gran fatica anche il sommo Brera in un momento come questo. A maggior ragione perché amava Giggirriva più di ogni calciatore, o prestipedatore, della storia. Figurarsi un pensionato della penna cui era toccato l’onore, il grande onore, un paio di anni fa di prestare a Gigi la penna affinché si decidesse, una volta per tutte, a raccontare in prima persona la storia della sua vita. E che storia. «Vado per gli ottanta»: così l’aveva incominciata. Con un mezzo ghigno scaramantico: ma chi andava a pensare ci fosse anche del profetico, visto che gli ottanta sarebbero arrivati soltanto il 7 novembre prossimo venturo. Fosse stato per Brera, d’altra parte, la leggenda si sarebbe chiusa molto ma molto prima. Perché i veri, grandi eroi, secondo il maestro, meriterebbero di morire giovani...

Gigi Riva, un sogno e un alfabeto

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di Gino Cervi - 24 gennaio 2024 A ciascuno il suo. Vale anche per i sogni. Per non dire delle interpretazioni. Il mio, ricorrente da quando ero bambino, è quello di essere Gigi Riva. Sogno di aver fatto gol e di correre sotto la curva del vecchio Amsicora. Ho indosso la maglia bianca, quella con il colletto rossoblù chiuso dai laccetti. I tifosi sono folli di felicità. Io alzo i pugni al cielo. Un gesto di esultanza antico, elementare, uno di quei gesti che non hai bisogno di pensare e di provare prima. Davanti a me il muro della curva, serrato come le pietre di un nuraghe. Per loro io sono l’eroe, un eroe bello come Aiace. E allora tendo il braccio sinistro in avanti, come se impugnassi un arco immaginario. Il mio sguardo fiero si specchia in migliaia di sguardi altrettanto fieri. Fieri di loro e fieri di me. La mia maglia ha il numero 11: sembra anche quello un segno ancestrale, un graffito sul bianco delle spalle. Lassù in alto, dove termina la curva-nuraghe, vedo cinque tifosi appo...

Gigi Riva - di Lamberto Artioli

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"Brebbia, 16 giugno 1960. Anche quest'anno ha riscosso un grandissimo successo l'edizione del torneo a sette disputato presso il campo sportivo dell'oratorio. Meritatamente ha vinto la squadra del Leggiuno sulla Gaviratese per 8 a 4. Tutti da elogiare i giovani vincitori. Un plauso particolare al piccolo Riva autore di ben quattro reti e sicura promessa del calcio italiano".  Questa notizia, pubblicata dalla Cronaca Prealpina di Varese, porta la firma di Enzo Zuin. Fu lui, quando Riva aveva appena 15 anni, a scoprire quel giocatore che Gianni Brera molti anni dopo avrebbe soprannominato "Rombo di tuono". "Non tocca la palla da latino," scrive lo stesso Gianni Brera, "non ha neppure il destro come dovrebbe avere un giocatore della sua fama, però la sua classe ha pochissimi eguali al mondo. La sua struttura morfologica è del grande atleta nordico: spalle ampie, fianchi sottili, gambe leggermente ipertrofiche, non abnormi. Il suo scatto è co...
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di Roberto Beccantini 23 Jan 2024 - Il Fatto Quotidiano Era sempre là, tesoro dell’isola. Con i suoi amori, le sue cicatrici, il suo orgoglio. Raccontare Luigi Riva, eternamente Gigi, adesso che se n’è andato a 79 anni, tradito da quel cuore che non aveva mai nascosto, significa entrare a gamba tesa su un pezzo di storia e nei sentimenti di tutti coloro che lo hanno adottato fino ad amarlo, i sardi, e fino a invidiarlo, gli avversari. Perché Gigi Riva è stato il più grande attaccante italiano del Dopoguerra. Ha portato il Cagliari alla leggenda dello scudetto (1970), è stato campione d'Europa nel 1968 e vicecampione del mondo in Messico, sempre nel ’70. Detiene ancora oggi il record di gol in Nazionale: 35 in 42 partite. Tre volte capocannoniere, in Serie A ne firmò 156, e chissà quanti sarebbero stati se solo avesse potuto contare sul liberismo normativo della sbronza moderna: dal mani-comio al fuori-giochicidio, dagli autogol strozzati in culla al potere rubato ai difensori e ven...

La Sardegna tutto il suo mondo

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Lo scudetto con una squadra che era il paradigma di tutte le rivincite Riva arrivò a Cagliari nel 1963, divenne presto bandiera e sovrano della regione. Il no ai miliardi della Juve fa parte della storia: un eccezionale uomo qualunque Partito da Leggiuno, una vita trascorsa sull’Isola, sostenuto dal calore muto di un popolo devoto: ecco il lungo viaggio di una leggenda del calcio italiano e della nostra Nazionale Miglior marcatore di sempre in maglia azzurra 23 Jan 2024 - Corriere dello Sport di Cristiano Gatti Gigi caro Gigi: certo non sono questi i momenti ideali per trovare le parole, ma noi tutti qui fuori sentiamo comunque il bisogno infantile di dire e di esprimere qualcosa, perché sei dei nostri, perché sei dei migliori, e certo non sarà questo passaggio fatale a cambiare il tuo cuore, il cuore che amiamo noi, un cuore che resterà sempre grande, forte, indomito, nobile. Un cuore che fa bene al nostro cuore. Magari non ha alcun senso stare qui adesso a elencare le ragioni, il per...

Gigi Riva: "I miei gol per dovere"

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https://www.repubblica.it/dossier/sport/italia-germania-4-3/2020/06/16/news/gigi_riva_i_miei_gol_per_dovere_-259150634/?ref=RHEX-BG-P2-S5-T1 L'intervista rilasciata a Mura per i 60 anni dell'attaccante del Cagliari e della nazionale: "In Sardegna sono arrivato incattivito dalla vita, ero senza famiglia e ne ho trovate tante" di GIANNI MURA 15 giugno 2020 - la Repubblica © Quando Riva indossò per la prima volta la maglia numero 9 e si ruppe per la prima volta una gamba (la sinistra) a Roma, il 27 marzo del ' 67, lo andai a trovare. Stanza 126 del Policlinico Italia . «Vuoi un'intervista? Va bene. Ti costerà un paio di sigarette, perché qui oltre al gesso non mi lasciano fumare». Ricordo meno il titolo che uscì sulla Gazzetta . Il concetto era: «Quando torno spero di trovare un terzino che meni». Riva era così: forza e coraggio, come le polisportive d'una volta. Frangar, non flectar, per chi era fresco di liceo. Rombo di Tuono lo sarebbe diventato prima del ...

Adiós a Gigi Riva, el máximo goleador de la selección de Italia

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Gigi. Murió a los 79 años. Dejó un legado enorme para los italianos. 23 Jan 2024 - Clarín ESPECIAL Italia llora la muerte de Gigi Riva, una gloria del Calcio de los 6070 y uno de los pocos hombres “de una sola camiseta”. Había nacido en Leggiuno, provincia de Varese, en plena Segunda Guerra, en 1944. Falleció sorpresivamente, de un infarto, en su Cerdeña adoptiva. “El Sonido del Trueno”, como lo había bautizado el recordado periodista Gianni Brera jugó un año en Legnano en la Serie C hasta que fue vendido al Cagliari en 1962. Fue fiel a la camiseta hasta su retiro en 1976 y se negó a ser transferido cuando Inter, Milan y Juventus quisieron llevárselo de la isla donde se había afincado. En Cagliari jugó 315 partidos y marcó 164 goles. Participó del ascenso en 1964 y fue la figura del equipo que ganó el único scudetto de su historia en 1969-70. Fue tres veces goleador de la Serie A, en 1967-69-70. En 2005, Cagliari retiró el dorsal 11 de sus formaciones en homenaje a Riva quien se lesion...

Boninsegna: “Testone, egoista, amico per sempre”

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“Il calcio è stato inventato per Gigi.  E noi due sembravamo fatti per giocare insieme. Che bello stare con lui prima e dopo la partita. A Cagliari non avevo l’auto, stavo sempre con lui, in campo e fuori.  Il suo gol ai tedeschi nel '70 fu una cosa epica. Agli avversari lui faceva paura” di Cosimo Cito 23 Jan 2024 - La Repubblica © - Nazionale ©RIPRODUZIONE RISERVATA Tre stagioni insieme a Cagliari a dividersi il fronte d’attacco, la camera d’albergo, l’auto, la Sardegna, i palloni da scagliare in porta. Poi la storia che si fa epica in azzurro: l’avventura messicana e i giorni in Germania, il bianco e nero e il colore, Bonimba e Rombo di Tuono, l’eternità. Per Roberto Boninsegna la morte di Gigi Riva è arrivata «all’improvviso, come una pugnalata al cuore». - Bonimba e Rombo di Tuono, dunque. La coppia perfetta, da Cagliari fino all’azteca. Com’era essere uno di quei due, Boninsegna? «Gigi era un testone egoista, un attaccante vero, di quelli che hanno negli occhi due cose e...

Zeffirelli lo voleva attore ma lui litigò con la Lollo

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Era un gladiatore con il cuore tenero. Nel 2006 durante i rigori della finale andò in bagno a fumare per la tensione di Emanuela Audisio 23 Jan 2024 - La Repubblica © - Nazionale ©RIPRODUZIONE RISERVATA Non te l’aspettavi da uno con la faccia così. Dura e sincera. Ma Riva aveva un cuore tenero, sempre pronto a emozionarsi, a preoccuparsi, e a scassarsi per qualcosa. Il viso invece era da gladiatore, da uno capace di attraversare tutto. Lo chiamavano Hud dal film Hud il Selvaggio con Paul Newman. Perché era forza e coraggio. Ma soffriva anche lui, perché era sensibile, capace di sentire, quasi senza pelle. Nella notte mondiale di Berlino 2006, il momento dei rigori contro la Francia sembrò un tempo eterno, la corsa alla toilette era per non averne bisogno poi al momento del risultato finale. Riva era lì. Sigaretta in mano. Team manager azzurro. «Gigi, cosa fa qui, stanno tirando i rigori». E lui: «Lasciami fumare, sono teso, nervoso, ho paura di guardare, preferisco stare qui da solo, ...

Riva, et le tonnerre se tut

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L’un des  plus formidables attaquants de l’histoire du football italien  s’est éteint hier soir : « Gigi » Riva, recordman des buts en sélection et héros de Cagliari et toute la Sardaigne. Il avait 79 ans. ROBERTO NOTARIANNI 23 Jan 2024 - L'Équipe On n’entendra plus le grondement du tonnerre. Hospitalisé depuis dimanche soir et une première alerte à son domicile, Luigi Riva n’a pas résisté à une nouvelle attaque cardiaque, hier, alors que les médecins de l’hôpital Brotzu de Cagliari semblaient plutôt optimistes et envisageaient une intervention dans les prochains jours. Ainsi s’est éteint, à 79ans, l’un des plus redoutables attaquants de la seconde moitié du XXe siècle, ce Riva que la presse italienne avait justement surnommé «Rombo di tuono», le grondement du tonnerre. Pourquoi ce surnom? Probablement pour rendre au mieux l’idée de la frousse qu’il inspirait aux adversaires avec ses terribles frappes du gauche, ses têtes acrobatiques aussi puissantes que des catapultes. Et so...

RIVA - di Gianni Brera (1974)

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di Gianni Brera (1974) Dal 1966-67 il calcio italiano si chiama Riva: per i suoi gol ha vinto un campionato d'Europa nel '68 ed ha potuto qualificarsi ai mondiali nel '70. Riva è stato battezzato come Luigi a Leggiuno, dov'è nato, il 7 novembre 1944. Oggi lo chiamano Gigi, che è una patente offesa al suo eroismo d'atleta. Per ovviare a questo equivoco grottesco mi sono ingegnato di trovargli soprannomi un po' enfatici ma schietti come "Rombo di tuono" e "Re Brenno". Normalmente lo chiamo Luis o anche Luison, che ha senso vezzeggiativo come in francese. Qualche volta mi accade di parafrasare i sardi unendo nome e cognome in un Gigirriva che almeno ha il pregio di evitare il lezio di Gigi, vezzeggiativo adatto persino a Didi, un nero che arrossisce (!) per timidezza, non certo a Rombo di tuono. Gigirriva è stato acquistato appena diciassettenne dal Cagliari per 37 milioni di lire. Era in forza al Legnano e giocava ala sinistra-centravanti. Era ...