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Sandro Mazzola

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di Lamberto Artioli I più grandi , Sonzogno, 1980 Il suo scatto era bruciante. È stato un grande attaccante, veloce di gambe e di cervello. Non esisteva difensore al mondo che potesse seguirlo. Avesse fatto lo sprinter, sarebbe stato accreditato di tempi di assoluto valore mondiale. Le sue migliori qualità erano l'agilità, i riflessi improvvisi, lo scatto in allungo, il dribbling e la battuta, specie di destro. Uno dei più famosi calciatori, Omar Sivori , disse di lui nel 1966: "È la più grande punta del mondo,' come dire, fuori dalla frase tecnica, la spina più "velenosa' e "insidiosa". Sandro Mazzola , figlio di "capitan Valentino" morto nel 1949 nel rogo del Torino, approdò all'Inter e alla nazionale nei primi Anni Sessanta. Nato a Torino l'8 novembre 1942, Sandro con la madre Emilia, il fratello Ferruccio e il patrigno , subito dopo la tragedia di Superga si trasferì a Cassano d'Adda dove il padre era nato trent'anni prima ...

Il gol lampo di Mazzola

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24 febbraio 1963: Inter-Milan 1-1 Sergio Di Battista La storia illustrata dell'Inter La Casa dello Sport, 1986 Il gol più fulmineo di tutti i campionati è quello segnato dal ventunenne Sandro Mazzola , nella sua prima partita giocata contro il Milan, agli inizi di una lunga e fortunata carriera. Lo stesso protagonista lo racconta così - il linguaggio è quello tipico dei resoconti calcistici - a Nino Oppio del «Corriere della Sera»: «Di Giacomo batte il calcio d'inizio passandomi la sfera, io a Suárez , questi a Corso , di nuovo allo spagnolo il quale, pur stretto fra due avversari opera un bel lancio verso destra dove mi sono smarcato. Punto decisamente a rete: evito Maldini, supero Trebbi e poi tiro di destro mentre Trapattoni tenta l'intervento in extremis e Ghezzi mi viene incontro. Tutto incredibilmente facile, solo che, essendo il terreno ammollato dalla pioggia, non riesco ad indirizzare il pallone dove voglio, cioè alla destra del portiere. Per la verità Ghezzi avev...

GHIACCIO INCANDESCENTE: MAZZOLA

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PROTAGONISTI La carriera straordinaria del baffo parlante di Vladimiro Caminiti La storia illustrata dell'Inter La Casa dello Sport, 1986 Non ha avuto, il calcio italiano, molti attaccanti alla sua altezza, pur non potendo condividere quanto un notista inglese ebbe a dire di lui, che nel calcio sia stato artista e operaio, poeta e contadino, padrone e gregario. In realtà, Sandro Mazzola, col suo baffo parlante, pinocchiescamente inaugura un'epoca di dialettiche stringenti; lui e Rivera rappresentano l'ingresso del nostro calcio nel mondo con una tecnica di pallone almeno audace quanto quella labiale. Due campioni che si difendono anche fuori campo con sopraffine abilità, direi soprattutto Sandrocchio , chiamiamolo da questo punto con questo maggiorativo; sì, questo si può dire, fu sempre maggiorativo rispetto agli altri campioni della sua epoca, per come riuscì a farsi largo e nonostante certe antipatie preconcette del suo allenatore Helenio Herrera , in quei giorni grandis...

RIVERA E MAZZOLA I DIOSCURI DI MILANO

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di Gianni Brera I MONDIALI DI CALCIO, Fratelli Fabbri Editori, 1974 Matura prima Giovannino Rivera, piccolo-borghesemente chiamato Gianni, anche se è nato dopo: fine agosto 1943. Alessandro Mazzola è di razza diversa e meno precoce. Nasce a Torino in piena guerra (1942). Padre di Giovannino è un ferroviere che sta quasi in campagna per risparmiare e, chissà?, anche per stare più a suo agio. L'estrazione è contadina. Avere un pollaio significa qualcosa sotto certi chiari di luna. E poi si avverte l'incedere delle stagioni. E la pergola abbarbicata alla ringhiera è votiva e sacrale come il fico all'ingresso della corte. Padre di Alessandrino è un giocatore già celebre, Valentino Mazzola, abduano di pelle rossiccia e di capelli rameici. È piccolo e tozzo, ancorché morfologicamente vicino al longilineo: un nordico sbagliato. Ed è incerta e tardiva anche la sua maturazione atletica. Giochicchia all'Alfa - dov'è operaio - senza particolare fortuna. Prova per il Venezia, q...