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Visualizzazione dei post da dicembre 9, 2017

Alberto Volpi: ripartire dall'affetto dei tifosi

http://www.museociclismo.it/content/articoli/6104-Alberto+Volpi%3A+ripartire+dall%27affetto+dei+tifosi/index.html
Tuttobici Numero 5 - Anno 2008 
di Gino Sala
Ognuno di noi ha un carattere, uno stile, un modo di interpretare la vita e dovendo parlare di Alberto Volpi io penso che ben merita la qualifica di gentiluomo. Per esempio non l'ho mai sentito alzare la voce o per meglio dire esprimersi con toni esagitati. Sempre pronto e disponibile ad affrontare qualsiasi discussione con la massima calma e altrettanta ragionevolezza. Pacato e convincente, insomma.
Nato a Saronno il 9 dicembre 1962, professionista dal 1984 al 1997, altezza 1,77, peso 64 chili, un fedelissimo e intelligente gregario di Argentin e Bugno, che ha vinto il Gran Premio di Camaiore, il Giro di Calabria, una prova di Coppa del Mondo sul traguardo di Leeds, la cronosquadre del Tour '95 e una tappa della Volta ao Alentejo. Tanti i piazzamenti nei primi cinque, più volte secondo e terzo in gare importanti a dimos…

Alberto Volpi

http://www.museociclismo.it/content/articoli/11303-Alberto+Volpi/index.html

Nato a Saronno il 9 dicembre 1962. Passista scalatore. Alto 1,77 per 64 kg. Professionista dal 1984 al 1997, con 8 vittorie. 
Ci sono corridori che passano abbastanza inosservati e, magari, posti all’attenzione del giudizio dell’osservatorio, vengono definiti modesti, ma che nella realtà sono molto migliori e potrebbero persino recitare pagine importanti. A diminuire di tanto lo spessore delle considerazioni, c’è il loro carattere, la loro volontà di vivere lo sport col pragmatismo di un lavoro da svolgere in punta di piedi, con buon senso ed una buona dose di gentilezza. Purtroppo chi è fatto così, spesso è gran brava persona che, però, va a cozzare con una immagine realistica e per nulla fuori senno, che vuole lo sportivo dotato di una gran dose di cattiveria, di egoismo e, perché no, di falsità e di ipocrisie. Aspetti che, più si va avanti coi tempi e più si cementano. In fondo, non sono altri che la dimost…

Roberto Pagnin: Sappada? Io avrei piantato casini

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di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per Rainbow Sports Books, ©

“Nuova Barina” Fiesso d’Artico (Venezia), 9 dicembre 2017

- Roberto Pagnin, che corridore sei stato?
«Io son sempre stato un corridore impulsivo. Quando mi svegliavo la mattina, sentivo già delle sensazioni mie positive e che potevo affrontare anche una corsa difficile, impegnativa e potevo essere protagonista e mi prendevo tutte le mie responsabilità. E facevo la mia corsa e vincevo. Andavo contro anche a certe, diciamo, “contraddizioni” dei direttori sportivi, e alcune cose, però alla fine, quando uno vince, dicono sempre “ha ragione”».
- È vero che eri un corridore amatissimo proprio per questo tuo modo di correre? Tu dicevi: io vado all’attacco, perché io corro per vincere, sennò me ne sto a casa.
«Io ho sempre avuto una filosofia sin da bambino, e l’ho sempre portata avanti così. Sono nato battagliero e da piccolo fino a quando ho avuto queste grandi soddisfazioni vedevo che riuscivo a farlo, mi veniva semplice, no…

Diego Ronchini

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/
Il 9 dicembre 1935 nasce a Imola Diego Ronchini, professionista dal 1956 al 1966. Alla conclusione di una splendida carriera dilettantistica (solo nell'ultimo anno il '56 la Ruota d'Oro, il Gran Premio Pirelli e altre venti gare) debuttò in maniera stupefacente nel Giro di Lombardia restando in testa alla corsa, assieme al suo idolo Coppi, sino a 5-6 chilometri dal Vigorelli allorché sotto la spinta di Fiorenzo Magni (scatenatosi per reagire alla "dama bianca" che, superandolo in auto, gli aveva fatto uno sberleffo) il gruppetto degli inseguitori con Darrigade raggiunse la coppia di testa e il francese vinse davanti al "campionissimo" uno sprint spaccacuore.  Un anno dopo Ronchini, che chiuse quell'edizione all'ottavo posto, si prese la rivincita imponendosi nella classicissima delle foglie morte davanti a Bruno Monti e Aurelio Cestari. Ma non fu questo il solo exploit, anche se un mal…

Alberto Volpi

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/
Tanti auguri ad Alberto Volpi, nato a Saronno il 9 dicembre 1962. Dopo una buona carriera da dilettante, Volpi passa professionista nel 1984 con la Bianchi, per poi l'anno dopo prendere parte al suo primo Giro d'Italia, vestendo la maglia della Sammontana e chiudendo al 10mo posto in classifica, il che gli vale il premio di miglior giovane. Nel corso della stagione vince il Gran Premio di Camaiore, davanti ad Amadori e Colagè, per poi piazzarsi in terza posizione al Giro del Lazio, battuto da Leali e Andersen. Abile in salita, Volpi negli anni successivi non conferma il risultato del primo anno al Giro, relegandosi così al ruolo di uomo-squadra tra i più apprezzati del plotone, ed in carriera assomma altre quattro vittorie. Nel 1989 vince una tappa e la classifica finale del Giro di Calabria, nel 1993 conquista la Leeds International, classica britannica valida per il circuito di Coppa del Mondo, per poi completare i…

Ryder Hesjedal

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=324795777927446&id=313059979101026
Compie oggi gli anni Ryder Hesjedal, corridore canadese nato a Victoria il 9 dicembre 1980. Inizia la sua carriera nella mountain bike, specialità nella quale consegue la medaglia d'argento nella categoria XC Juniores durante il campionato mondiale 1998. È di nuovo argento nella categoria XC Under-23 nel campionato mondiale 2001, e poi bronzo nella stessa categoria nel 2002; nel 2003 ottiene invece la medaglia d'argento nella categoria XC Elite. Vince inoltre due ori di squadra nella gara di Team Relay, nel 2001 e 2002. Nel 2004, dopo due anni trascorsi nella Rabobank Beloften, la formazione giovanile della Rabobank, passa professionista su strada con la US Postal Service; nello stesso anno gareggia ai Giochi olimpici di Atene partecipando (si ritirerà) alla prova del cross country. A dieci anni di distanza, ammetterà nel 2013 d'essere ricorso all'epoca all'uso di pratiche dopa…