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Visualizzazione dei post da 2006

Un ricordo: Il Giro 87 ed il tradimento di Sappada

http://oldforum.cicloweb.it/viewthread.php?tid=5555
Ci fu tutto. Un percorso all’altezza, campioni stranieri al via, colpi di scena, trame e tradimenti. Il Giro più strano che personalmente ricordi. Già quando Torriani (che avrebbe retto la corsa rosa ancora ufficialmente per due anni ma che già era affiancato da Michelotti e soprattutto da Castellano) svelò il percorso fu una sorta di colpo di scena. 
Erano gli anni del duello Moser-Saronni, un duello che bruciava gli ultimi fuochi e che il grande patron alimentava con tracciati dove ‘si saliva poco’. Forse resosi conto che tanto Saronni quanto soprattutto Moser (che cessata l’attività diverrà per qualche anno assistente dell’Organizzatore) non avrebbero potuto far loro la corsa rosa, Torriani la rifarcì di salite storiche. Insomma il percorso era tornato selettivo e da quell’anno (con un 1988 davvero durissimo) lo sarà sempre. 
Il via da Sanremo con una novità. Subito 4 km di Prologo sul lungomare e poi due semitappe. Al mattino 31 …

Novembre, tempo di "Baracchi"

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http://www.giannibertoli.it/S050.htm
di Gianni Bertoli - 4 novembre 2006
L’idea di fare disputare una corsa a cronometro a coppie risale ai tempi eroici del ciclismo. Era il 1917, in piena Prima guerra mondiale. Molti corridori erano al fronte, altri, loro malgrado, erano inattivi quando, il 24 giugno, si corse la prima edizione del "Giro della Provincia di Milano", 102 chilometri sul percorso Milano-Como-Erba-Milano. L’arrivo era previsto al Velodromo Sempione. Presero il via solamente quattro coppie: Girardengo-Gremo, Belloni-Sivocci, Ferrario-Bordin e Egg-Lucotti. Lo svizzero Oscar Egg garantiva il carattere internazionale della gara. Tano Belloni, alla sua prima stagione da professionista, si impose, ben coadiuvato dall’ottimo Alfredo Sivocci, alla straordinaria media di 37,450 km/h. Il ritardo dei secondi, i favoritissimi Girardengo e Gremo fu di 54". Egg e Lucotti si classificarono a 2’26" mentre Ferrario e Bordin finirono a circa un quarto d’ora.
La gara, sa…

FOOTBALL PORTRAITS - Bendtner, nel segno di Zlatan (2006)

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Per alcuni è il “nuovo Ibrahimović” e in Danimarca un talento così non si vedeva dai tempi dei fratelli Laudrup. Come con lo svedese, l’Arsenal l’ha visto per primo, ma stavolta non se lo è fatto scappare. Prestato al Birmingham City per farsi le ossa, rientrerà presto ai Gunners
di CHRISTIAN GIORDANO,  Guerin Sportivo n. 44, 31 ottobre – 6 novembre 2006
Zlatan Ibrahimović racconta che la sua maglia numero 9 dell’Arsenal, consegnatagli a 16 anni da Arsène Wenger, è ancora appesa alla parete dai suoi a Malmö, in Svezia. Nel 1997 il Professore vi si era recato in visita pastorale col dichiarato intento di portarsi via l’unica argenteria di casa, Zlatan. Invece fu bruciato da quella vecchia volpe di Leo Beenhakker che ai tempi del Real Madrid aveva visto quel lungagnone svedese di origini croate allenarsi durante una tournée spagnola. Fu amore a prima vista. Tornato all’Ajax, il futuro Ct di Trinidad & T…

FOOTBALL PORTRAITS - Huntelaar, il Cacciatore (2006)

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Lo chiamano The Hunter, giocando sul cognome e sul fiuto del gol che lo rende una specie di nuovo Ruud van Nistelrooy. A soli 23 anni, deve ancora maturare ma ha la stoffa del bomber di razza e la testa giusta per sfondare
di Christian Giordano - Guerin Sportivo (2006) © Rainbow Sports Books
Estate 2000, per avere il centravanti serbo Mateja Kežman il PSV Eindhoven versa al Partizan Belgrado la cifra più alta mai sborsata da un club olandese: 11 milioni di euro. Il 29 dicembre 2005 l’Ajax ritocca il record per il mercato interno: 9 milioni di euro all’Heerenveen per assicurarsi (fino al 30 giugno 2010) il 22enne Klaas-Jan Huntelaar, top scorer dell’attuale Eredivisie. Piccolo particolare: Huntelaar aveva lasciato il PSV di Gus Hiddink perché chiuso da Kežman
Klaas Jan Huntelaar nasce il 23 agosto 1983 a Drempt, piccolo centro della provincia del Gelderland dove è nato anche il motociclista Jarno B…

Stefano Allocchio: l'uomo della strada

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http://www.museociclismo.it/content/articoli/10347-Stefano+Allocchio%3A+l%27uomo+della+strada/index.html
di Pier Augusto Stagi Tuttobici, Numero 8 - anno 2006
Da corridore è stato un buonissimo velocista, adesso è un raffinato passista: calmo, paziente, un vero maestro di mediazione e diplomazia. Da corridore era benvoluto da tutti; da dirigente della RCS Sport, anche. Stefano Allocchio di strada ne ha fatta tanta: ieri in bicicletta, oggi in macchina. Eppure è solo all'inizio del suo viaggio.
«Ho ancora tanto da imparare e non ho fretta di arrivare. Per il momento sono contento di dove sono, di quello che ho fatto. Spero solo di fare sempre meglio».
È così Stefano Allocchio: un agonista ma non un cannibale. Alla polemica preferisce il dialogo, alle urla il sorriso. «Io cerco di andare d'accordo con tutti. Non sempre è facile, ma con un po' di buona volontà e pazienza si può. Magari ci si impiega un po' più di tempo, ma alla fine si arriva dove si vuole arrivare. A me n…

Intervista a Tito Tacchella

http://piazzettamonte.dobank.com/ii-trimestre-2006/intervista-a-tito-tacchella
Tito Tacchella, classe 1941, grande appassionato di ciclismo, interista da sempre ma ormai da tempo abbonato al Chievo Verona, seconda squadra della città. Il giornalista e scrittore Cesare Marchi usava definirlo scherzosamente come “l’uomo che ha messo gli italiani in braghe di tela”. Nel 1965 infatti, ha fondato insieme ai fratelliImerio e Domenico la Carrera Jeans, azienda numero due del settore in Italia. Dice di essere tecnicamente in pensione, “se non vado in ufficio nessuno mi rimprovera”, ma è difficile credergli visto che un minuto più tardi racconta che a breve ha in programma un viaggio di lavoro con il figlio e il fratello in India. Emerio è il Presidente, il figlio Gianluca l’amministratore delegato, lui e l’altro fratello Domenico i consiglieri.  L’anno scorso il quarantesimo anniversario della Carrera, tra ricordi e memorie, abbiamo cercato di ricostruire la storia di questa azienda veronese, …

L'ultimo vagone del treno

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https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/08/tiravolata.shtml
Da Poblet-Baffi a McEwen-Steegmans (nella foto), passando per Cipollini-Martinello: dietro ai successi di un velocista c'è il lavoro della squadra e dell'uomo che gli lancia lo sprint
di JACOPO GERNA, Gazzetta.it
VITRE' (Francia), 8 luglio 2006 - Sì è visto benissimo ieri. Dietro le vittorie di un grande velocista come Robbie McEwen, c'è il lavoro della squadra. Dai gregari che tirano per ricucire le fughe da lontano all'ultimo apripista. Gert Steegmans, che dopo la caduta di Fred Rodriguez tira le volate all'australiano, ha compiuto due capolavori in questo Tour. L'ultimo proprio ieri, portando in carrozza McEwen ai 200 metri. "Pazzesco, quando ci ha superato con a ruota Robbie andava a 4-5 km all'ora in più di tutti gli altri". "Gert - a parlare è Daniele Bennati - sta facendo un lavoro super. Io so vincere anche senza nessuno che mi tir…

FOOTBALL PORTRAITS - Ruud Van Nistelrooy, là dove il portiere non arriva (2006)

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di Christian Giordano, Guerin Sportivo (2006)
“VAN THE Man”. “Van-tastic”. “Reds in Ruud health”. Dal debutto nel Manchester United, 12 agosto 2001 (nel Charity Shield contro il Liverpool), i titolisti del Regno Unito si sono sbizzarriti giocando sulle doti realizzative e sul nome di uno dei più forti e più completi centravanti al mondo: Ruud van Nistelrooy. L’uomo decisivo, fantastico, il numero 10 (quello che Oltremanica storicamente identifica la prima punta): ditelo come volete, lui lo fa a modo suo, con le reti. Che “van Gol”, sin dai tempi del Den Bosch (18 in 67 partite), Heerenveen (13 in 31) e PSV (71 in 82), pennella in quantità industriali e in tutti i modi, di destro o di sinistro, di testa, al volo, in acrobazia, in girata dopo aver stoppato di petto e difeso il pallone, di rapina o in contropiede, sotto-misura e da …

FOOTBALL PORTRAITS - Henry, il fantastico Titì (2006)

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Assieme a Ronaldinho è la prima superstar del calcio mondiale. All’Arsenal lo legano un contratto che scadrà nel 2007 e una riconoscenza lunga sette anni. Se il capitano andrà via, il club dovrà trarne il massimo
di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo
Da che parte cominciare? Henry è con Ronaldinho il numero uno al mondo, per quanto possa avere senso buttar lì classifiche individuali, e fra ruoli diversi, in uno sport di squadra. Allora tanto vale raccontarla dall’inizio la storia di un centravanti fantastico e atipico, per arrivare alla fine, ancora tutta da scrivere, di una stagione magica: per la prima finale di Champions League del suo Arsenal e per i record realizzativi strappati ai bomber all-time dei Gunners, Ian Wright in assoluto (185 reti in 287 gare dal 1991 al 1998) e Cliff Bastin in campionato (159 gol nel 1929-39). L’uno il …