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Visualizzazione dei post da 2006

Un ricordo: Il Giro 87 ed il tradimento di Sappada

http://oldforum.cicloweb.it/viewthread.php?tid=5555
Ci fu tutto. Un percorso all’altezza, campioni stranieri al via, colpi di scena, trame e tradimenti. Il Giro più strano che personalmente ricordi. Già quando Torriani (che avrebbe retto la corsa rosa ancora ufficialmente per due anni ma che già era affiancato da Michelotti e soprattutto da Castellano) svelò il percorso fu una sorta di colpo di scena. 
Erano gli anni del duello Moser-Saronni, un duello che bruciava gli ultimi fuochi e che il grande patron alimentava con tracciati dove ‘si saliva poco’. Forse resosi conto che tanto Saronni quanto soprattutto Moser (che cessata l’attività diverrà per qualche anno assistente dell’Organizzatore) non avrebbero potuto far loro la corsa rosa, Torriani la rifarcì di salite storiche. Insomma il percorso era tornato selettivo e da quell’anno (con un 1988 davvero durissimo) lo sarà sempre. 
Il via da Sanremo con una novità. Subito 4 km di Prologo sul lungomare e poi due semitappe. Al mattino 31 …

FOOTBALL PORTRAITS - Bendtner, nel segno di Zlatan (2006)

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Per alcuni è il “nuovo Ibrahimović” e in Danimarca un talento così non si vedeva dai tempi dei fratelli Laudrup. Come con lo svedese, l’Arsenal l’ha visto per primo, ma stavolta non se lo è fatto scappare. Prestato al Birmingham City per farsi le ossa, rientrerà presto ai Gunners
di CHRISTIAN GIORDANO,  Guerin Sportivo n. 44, 31 ottobre – 6 novembre 2006
Zlatan Ibrahimović racconta che la sua maglia numero 9 dell’Arsenal, consegnatagli a 16 anni da Arsène Wenger, è ancora appesa alla parete dai suoi a Malmö, in Svezia. Nel 1997 il Professore vi si era recato in visita pastorale col dichiarato intento di portarsi via l’unica argenteria di casa, Zlatan. Invece fu bruciato da quella vecchia volpe di Leo Beenhakker che ai tempi del Real Madrid aveva visto quel lungagnone svedese di origini croate allenarsi durante una tournée spagnola. Fu amore a prima vista. Tornato all’Ajax, il futuro Ct di Trinidad & T…

Intervista a Tito Tacchella

http://piazzettamonte.dobank.com/ii-trimestre-2006/intervista-a-tito-tacchella
Tito Tacchella, classe 1941, grande appassionato di ciclismo, interista da sempre ma ormai da tempo abbonato al Chievo Verona, seconda squadra della città. Il giornalista e scrittore Cesare Marchi usava definirlo scherzosamente come “l’uomo che ha messo gli italiani in braghe di tela”. Nel 1965 infatti, ha fondato insieme ai fratelliImerio e Domenico la Carrera Jeans, azienda numero due del settore in Italia. Dice di essere tecnicamente in pensione, “se non vado in ufficio nessuno mi rimprovera”, ma è difficile credergli visto che un minuto più tardi racconta che a breve ha in programma un viaggio di lavoro con il figlio e il fratello in India. Emerio è il Presidente, il figlio Gianluca l’amministratore delegato, lui e l’altro fratello Domenico i consiglieri.  L’anno scorso il quarantesimo anniversario della Carrera, tra ricordi e memorie, abbiamo cercato di ricostruire la storia di questa azienda veronese, …

L'ultimo vagone del treno

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https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/08/tiravolata.shtml
Da Poblet-Baffi a McEwen-Steegmans (nella foto), passando per Cipollini-Martinello: dietro ai successi di un velocista c'è il lavoro della squadra e dell'uomo che gli lancia lo sprint
di JACOPO GERNA, Gazzetta.it
VITRE' (Francia), 8 luglio 2006 - Sì è visto benissimo ieri. Dietro le vittorie di un grande velocista come Robbie McEwen, c'è il lavoro della squadra. Dai gregari che tirano per ricucire le fughe da lontano all'ultimo apripista. Gert Steegmans, che dopo la caduta di Fred Rodriguez tira le volate all'australiano, ha compiuto due capolavori in questo Tour. L'ultimo proprio ieri, portando in carrozza McEwen ai 200 metri. "Pazzesco, quando ci ha superato con a ruota Robbie andava a 4-5 km all'ora in più di tutti gli altri". "Gert - a parlare è Daniele Bennati - sta facendo un lavoro super. Io so vincere anche senza nessuno che mi tir…

FOOTBALL PORTRAITS - Henry, il fantastico Titì (2006)

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Assieme a Ronaldinho è la prima superstar del calcio mondiale. All’Arsenal lo legano un contratto che scadrà nel 2007 e una riconoscenza lunga sette anni. Se il capitano andrà via, il club dovrà trarne il massimo
di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo
Da che parte cominciare? Henry è con Ronaldinho il numero uno al mondo, per quanto possa avere senso buttar lì classifiche individuali, e fra ruoli diversi, in uno sport di squadra. Allora tanto vale raccontarla dall’inizio la storia di un centravanti fantastico e atipico, per arrivare alla fine, ancora tutta da scrivere, di una stagione magica: per la prima finale di Champions League del suo Arsenal e per i record realizzativi strappati ai bomber all-time dei Gunners, Ian Wright in assoluto (185 reti in 287 gare dal 1991 al 1998) e Cliff Bastin in campionato (159 gol nel 1929-39). L’uno il …

Due libri, tre film

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venerdì 10 marzo 2006

Sono in pochi a saperlo, ma il celebre film Fuga per la vittoria ("Victory" nell’edizione originale), diretto nell’81 da John Huston, si basa sulla “Partita della morte” giocata domenica 9 agosto 1942 a Kiev. Ed è la terza pellicola da essa ispirata, dopo Due tempi all’Inferno dell’ungherese Zoltán Fábri (1961) e Il terzo tempo (noto anche come "L’ultima partita") del russo Yevgeni Karelov (’62). 
Quella che vede coprotagonista Pelé e preziosi cameo di stelle più o meno note quali gli inglesi Moore, campione del mondo ’66, Summerbee del Man Utd e Osman, lo scozzese Wark, il belga van Himst, il polacco Deyna, l’argentino Ardiles, il danese Linsted, il norvegese Thorensen, l’olandese Prins, l’irlandese O’Callaghan, è tratta dal romanzo di Jeff Maguire, Djordje Milicevic e Yabo Yablonsky (che del film è cosceneggiatore con Evan Jones) e si è presa varie licenze poetiche. A partire dalla location, Francia, 1943, con lo stadio dell’MTK Budapest s…

FOOTBALL PORTRAITS - "Kun" Agüero, santo subito (2006)

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di CHRISTIAN GIORDANO Eurocalcio, marzo 2006
La dieresi non è negoziabile: si pronuncia, per imperscrutabili motivi tutti argentini, A-gue-ro e non alla spagnola, “Aghero”. 
Qua siamo al livello di santità promessa al blaugrana Lionel Andrés Messi. 
Sito personale, studia l’inglese, gli alitano addosso scout e maneggioni di mezzo mondo da quando, col numero 34, divenne il più giovane debuttante in prima divisione argentina (Independiente-San Lorenzo 0-1 del 5 luglio 2003, grazie a Oscar Ruggeri), a 15 anni, due prima di regalare al Ct Francisco Ferraro il Mondiale Under 17. 
In patria ha giurato fedeltà al Rojo, nel quale è l’erede del "Bocha", Ricardo Bochini. Nonostante tutto, el Kun (dal personaggio dei cartoni animati giapponesi) migliora giorno dopo giorno. Unico limite: il cielo, e forse la concentrazione. 
Il dg del Bologna, Renato Zaccarelli, la prima settimana del marzo 2006 è anda…

FOOTBALL PORTRAITS - Keane, il Roy guerriero (2006)

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di CHRISTIAN GIORDANO Guerin Sportivo n. 5, 31 gennaio-6 febbraio 2006
Solo chi non conosce il background di Roy Keane si è sorpreso per il brusco epilogo della sua turbolenta storia d’amore con i Red Devils. Chiusa dopo 12 anni e mezzo, sette mesi prima della scadenza di un contratto che tutti sapevano non sarebbe stato rinnovato. In primis Sir Alex Ferguson e il suo pupillo, «il più grande giocatore da me allenato, una leggenda dello United per i prossimi 500 anni». Perché tale è stato il guerriero di Cork, storicamente ribelle come la terra da cui proviene. «Irlandese di nascita: di Cork, per grazia di Dio». 
Così rispondono i corkiani quando gli viene chiesto delle loro origini, delle quali sono terribilmente orgogliosi. E la risposta è spesso «accompagnata da un sorriso o una bella risata verso chi non ha avuto la benedizione di nascere nella “Rebel County”. Un complesso di superiorità è il segno di…