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Visualizzazione dei post da 2008

FOOTBALL PORTRAITS - Mihajlovic, al centro del mirino

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Repubblica — 08 novembre 2008 pagina 10 sezione: BOLOGNA 
di CHRISTIAN GIORDANO
«Da piccolo sfondavo la saracinesca del garage: ogni due mesi mio padre doveva cambiarla». Alla Stella Rossa, per “studiarlo” si scomoda mezza facoltà di Fisica: «Più che dalla potenza del tiro, i prof erano colpiti dalle traiettorie che imprimevo al pallone. E ancora adesso, la perfezione mi affascina: nel calcio, nella vita, sempre». Predestinato, Sinisa Mihajlovic.
Il primo pallone è il primo amore, e non si scorda mai. «Era il ’73 - racconta - La mia era una famiglia modesta. Papà lo acquistò a una bancarella da un ambulante polacco. Era giallo, di cuoio, con tutto il necessario per ingrassarlo. Giurai a me stesso di non usarlo mai sull’asfalto, ma solo sull’erba. Alla fine, durò ben quattro anni».
I primi di una favola, se non della carriera, per il futuro “Sinistro di Dio”, serbo di Vukovar (20-2-1969) che con il padre Bogdan (serbo nato in Bosnia) e la madre serbo di Vukovar (20-2-1969). nella vici…

FOOTBALL PORTRAITS - Zaki: lo chiamano Bulldozer (2008)

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Il 25enne attaccante del Wigan Athletic, in prestito per una stagione dallo Zamalek, ha sopreso tutti. Per lui i paragoni si sprecano. Nulla gli sembra proibito. Neppure il Pallone d’oro africano

di CHRISTIAN GIORDANO Guerin Sportivo n. 43, 21-27 ottobre 2008
Alan Shearer e Mark Hughes. Dicono somigli a loro l’egiziano Amr Zaki, bomber-rivelazione del Wigan Athletic. Al primo lo paragona il presidente Dave Whelan, al secondo l’allenatore Steve Bruce, che di Hughes è stato compagno nel Manchester United dal 1988 al 1995. 
«Basta guardarlo – spiega il proprietario dei Latics – La corporatura, i movimenti: di Shearer ha tutto. Pure la sfrontatezza, non appena ha palla. Sa sempre dov’è la porta e senza dover alzare la testa, ha un fiuto innato. Punte così hanno l’istinto del gol, e non si insegna: o ce l’hai o non ce l’hai». Otto reti in dieci gare in biancazzurro (di cui due in precampionato contro Shef…

FOOTBALL PORTRAITS - L'Inter di Orrico? Una gabbia di matti

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lunedì, agosto 04, 2008

Venne, vide, perse. Da signore. All’Inter, Corrado Orrico (Massa, 1940) aprì il post-Trap con dichiarazioni acchiappagonzi («voglio il WM, ma a zona») e chiuse rinunciando alla grana. «Se il problema sono io, me ne vado».

Sfiorata la A col miracolo-Lucchese, la risposta a Sacchi, «ma con uno stipendio da operaio specializzato, per sentirmi in sintonia col partito che ho sempre votato», sbarca all’Inter tedesca (i declinanti Matthäus e Brehme, più Klinsmann) e fresca di Coppa Uefa. Non funzionerà. La gabbia fatta costruire ad Appiano imprigionò lui in primis. «L’Inter detentrice eliminata dal Boavista al primo turno? Più facile crolli il Duomo di Milano». Appunto. Salutò all’ultima di andata (1-0 dall’Atalanta), venne Suarez. Inter ottava, niente coppe.

I flop dopo il ritorno a Carrara (Avellino, Alessandria e Empoli retrocesse, poi Treviso, Massese e ancora Carrarese) non fanno storia. Il Maestro aveva perso la voglia. Ora, da pensionato, rinuncia alla tenuta…

Visentini: «Va cambiato tutto»

L’ACCUSA. L’ULTIMO VINCITORE BRESCIANO DEL GIRO, DOPO IL RITIRO, GIÀ QUANDO ERA IN ATTIVITÀ AVEVA DENUNCIATO CERTE PRATICHE ILLECITE 
«Ormai il doping è nel bagaglio di troppi atleti Non c’è più voglia di lavorare duramente»
I colpevoli certi non dovrebbero correre mai più Bisognerebbe costringerli a zappare la terra  Ai miei tempi si sgobbava anche otto ore al giorno Ora vedo ciclisti allenarsi con il telefonino in mano

Bresciaoggi, sabato 2 agosto 2008

Roberto Visentini non sembra sorpreso dall’ultima vicenda di doping nel ciclismo, con la positività all’EPO del dilettante brescianoGiovanni Carini e del professionista Paolo Bossoni. Però, non ci sta. Lui, ultimo bresciano a vincere il Giro d’Italia (1986), campione del mondo juniores a Losanna e tricolore a Montecatini nel 1975; campione italiano della cronometro individuale su strada a Santa Maria Codifiume nel 1977, un’altra settantina di vittorie nelle corse di tutte le categorie, ne ha per tutti.

«IL MONDO del ciclismo sconta l…

Visentini: "I dopati non dovrebbero più correre"

Brescia Oggi Sabato 2 Agosto 2008 L’ULTIMO VINCITORE BRESCIANO DEL GIRO, DOPO IL RITIRO, GIÀ QUANDO ERA IN ATTIVITÀ AVEVA DENUNCIATO CERTE PRATICHE ILLECITE 
Visentini: «Va cambiato tutto» 
«Ormai il doping è nel bagaglio di troppi atleti Non c’è più voglia di lavorare duramente»
I colpevoli certi non dovrebbero correre mai più. Bisognerebbe costringerli a zappare la terra. Ai miei tempi si sgobbava anche otto ore al giorno. Ora vedo ciclisti allenarsi con il telefonino in mano
Roberto Visentini non sembra sorpreso dall’ultima vicenda di doping nel ciclismo, con la positività all’Epo del dilettante bresciano Giovanni Carini e del professionista Paolo Bossoni. Però non ci sta. Lui, ultimo bresciano a vincere il Giro d’Italia (1986), campione del mondo juniores a Losanna e tricolore a Montecatini nel 1975; campione italiano della cronometro individuale su strada a Santa Maria Codifiume nel 1977, un’altra settantina di vittorie nelle corse di tutte le categorie, ne ha per tutti.  «IL MO…

FOOTBALL PORTRAITS - Walcott, gli occhi della Tigre

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di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo

La sua velocità fa pensare più ad altri accostamenti creativi, ma il principale soprannome che Theo Walcott, nome completo Theodore James, porta con sé è quello di Tiger, Tigre. In realtà, oltre a sfuggire agli avversari, come ha fatto memorabilmente in Champions League nemmeno due mesi fa, deve continuamente ricorrere prima di tutto se stesso, dato che oltremanica ha battuto ogni record di precocità.
Due stagioni addietro l’allora Ct dell’Inghilterra, Sven-Göran Eriksson, rischiò di bruciarlo e invece si bruciò (anche) portandolo al mondiale tedesco 17enne e digiuno di nazionale Under 21, prima squadra dell’Arsenal e Premier League. Folgorato dalla classe e dal cambio di passo di quell’aletta (1,76 x 70 kg), letale anche da seconda punta, lo svedese per nulla di ghiaccio lo seguiva sin da quando la Tigre, accalappiata dai Gunners il 20 gennaio 2006, straccia…

FOOTBALL PORTRAITS - Zampagna, il bomber con la sciarpa (2008)

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intervista di CHRISTIAN GIORDANO la Repubblica– ed. Bologna, 3 maggio 2008

Ha fama di Calciatore alla rovescia(azzeccato titolo della monografia dedicatagli da Sfide, su RAI Tre), e non solo per le reti in sforbiciata, tutte dedicate a mammà, Franca Mandoloni. E pare meritata per un 33enne che nell’Atalanta in A segnava a raffica, prima di finire fuori rosa per una sfuriata con l’allenatore Luigi Del Neri e, a gennaio, in fondo al lotto in B col Vicenza, penultimo col Ravenna. 
- Riccardo Zampagna, va bene andare controcorrente, ma non avrà esagerato?
«Per me l’immediatezza è la prima cosa. Io voglio tutto e subito. Il direttore Vignoni e Gregucci li conoscevo già, ci siamo parlati e mi hanno fatto un’offerta molto concreta (600 mila euro l’anno fino al 2010, nda), senza tante chiacchiere. è questo che più mi ha colpito». 
- È vero che a gennaio era a un passo dal Bologna? 
«Sì. Ma non c’era solo il …

FOOTBALL PORTRAITS - La striscia di Gazza

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di Christian Giordano
Guerin Sportivo (marzo 2008)
«Sin da quando è apparso sulla scena del calcio inglese, questo talentuoso centrocampista è stato inseguito da guai e polemiche, in campo e fuori».Questo l'attacco di un articolo di BBC news del 19 marzo. Del 1998. Sembra scritto adesso, perché in dieci anni nulla è cambiato. Anzi, se possibile, le cose sono soltanto peggiorate. E ora hanno un nome: Mental Health Act, la legge che permette alla polizia inglese di internare chi, per disturbi psichici, è pericoloso per la pubblica incolumità. 
Perché tale era il protagonista di due incidenti avvenuti il 20 febbraio in altrettanti hotel del Tyneside, dopo che era stato cacciato dal Gateshead Marriott: il Malmaison di Newcastle e l'Hilton di Gateshead, dove oltre a devastare l'arredo, insultare e minacciare i clienti e attivare l'allarme anticendio, si presentava nudo alle cameriere e con…

FOOTBALL PORTRAITS - Bernacci, il Toni dei poveri

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«Il nuovo Toni». Nel calcio, a mettere le etichette si fa presto, il problema è toglierle. Se giochi in attacco in provincia e in sorte hai un fisico da cestista (193 cm x 72 kg), da te si aspettano i gol. E pazienza se hai le spalle larghe la metà di quelle del bomberone azzurro e a te solletica più l’assist che la rete. E se anziché la boa ti senti il perno dell’attacco. 
«Mi capita anche di segnare, certo, ma non è il mio compito prioritario», spiega Marco Bernacci, promessa non più di primo pelo e da quest’anno in comproprietà all’Ascoli. «Io devo appoggiare palloni per i compagni che si inseriscono. E con Soncin vicino, la formula funziona. Anche se abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo». 
E' successo spesso a questa eterna promessa del vivaio cesenate, sin dalle giovanili, lasciate per la prima squadra nel 2000-01 in C1. Il debutto nella stagione seguente (unica presenza), poi due a…

Pechino 2008, giro di BOA

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VENERDÌ 15 FEBBRAIO 2008
Il comitato olimpico britannico ha reso noto oggi di "non avere intenzione di imbavagliare" i propri atleti durante i Giochi di Pechino 2008. Ieri la stessa British Olympic Association (BOA), il comitato olimpico d'oltremanica, aveva annunciato l'esistenza di una clausola contrattuale che avrebbe proibito ai membri della squadra olimpica britannica di esprimere opinioni politiche, con la parola o attraverso qualsiasi altro atto, durante le suddette Olimpiadi. "Chiaramente le istruzioni sono state male interpretate e riconosciamo che erano aperte ad interpretazioni inesatte", ha dichiarato oggi Grahan Newsom, portavoce del BOA: "Non c'è l'intenzione di imbavagliare nessuno. Stiamo cercando di riflettere quanto inserito nella Carta Olimpica", ha aggiunto Newsom. Simon Clegg, amministratore delegato del BOA, ha ammesso un eccesso di zelo nell'interpretazione della Carta Olimpica. "Non è nostra intenzione lim…

FOOTBALL PORTRAITS - Marazzina: un attimo, una vita (2008)

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venerdì, febbraio 15, 2008

di CHRISTIAN GIORDANO, la Repubblica - ed. Bologna
Un attimo, una vita. L’avesse girato trent’anni dopo, Pollack non avrebbe guardato alla F1 ma alla B. In particolare al Bologna sempre più di Massimo Marazzina, che quell’attimo, il gol (14 in 1994 minuti stagionali), lo coglie da gennaio 2006, quando l’allora ds Zaccarelli bissò la scommessa già vinta al Torino prelevandolo in comproprietà dal Chievo. “Il Conte Max”, copyright di un giornalista torinese in omaggio all’omonimo film di Bianchi (1957) con De Sica Sr e Sordi, lo ripagò con 16 centri e la A, poi sfumata per fallimento.
Sembra passata una vita, invece, da quando, un anno fa, Ètv immortalava “la Marazza” stravaccata in panca a La Spezia nell’intervallo. Sembrava il punto di non ritorno, Cazzola lo multò e insieme lo difese. E a fine stagione fece rotolare la testa del comune nemico: Ulivieri. Di lì, la rinascita del …

Pechino 2008, giro di BOA

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VENERDÌ 15 FEBBRAIO 2008
Il comitato olimpico britannico ha reso noto oggi di "non avere intenzione di imbavagliare" i propri atleti durante i Giochi di Pechino 2008. Ieri la stessa British Olympic Association (BOA), il comitato olimpico d'oltremanica, aveva annunciato l'esistenza di una clausola contrattuale che avrebbe proibito ai membri della squadra olimpica britannica di esprimere opinioni politiche, con la parola o attraverso qualsiasi altro atto, durante le suddette Olimpiadi. "Chiaramente le istruzioni sono state male interpretate e riconosciamo che erano aperte ad interpretazioni inesatte", ha dichiarato oggi Grahan Newsom, portavoce del BOA: "Non c'è l'intenzione di imbavagliare nessuno. Stiamo cercando di riflettere quanto inserito nella Carta Olimpica", ha aggiunto Newsom. Simon Clegg, amministratore delegato del BOA, ha ammesso un eccesso di zelo nell'interpretazione della Carta Olimpica. "Non è nostra intenzione lim…

FOOTBALL PORTRAITS - Adrian Clarke: faccio ancora notizia (2008)

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Da ex promessa dell’Arsenal a cronista sportivo: «Niente dà i brividi come giocare davanti ai 40mila di Highbury. Per nove anni ho fatto il mestiere più bello al mondo. Ora mi godo il secondo»
di CHRISTIAN GIORDANO Guerin Sportivo n. 5, 29 gennaio – 4 febbraio 2008
Così ne scrive Joe Rose su The Official Illustrated History of Arsenal: «Adrian Clarke (Haverhill, Suffolk, 28-9-1974) non ha avuto il tempo o la chance per farcela nei Gunners, ma è riuscito in qualcosa sfuggito a più celebrati campioni: entusiasmare Highbury. Ala vecchio stampo, già nelle nazionali giovanili (Under 16 e 18, insieme con David Beckham) saltava difensori in serie, metodo garantiro per ingraziarsi i tifosi. Ci riuscì a sprazzi, ma con classe, a metà della stagione 1995-96, e in molti rimasero delusi quando tornò tra le riserve. Controllo di palla sicuro, cross con tutti e due i piedi, passava il pallone con intelligenza e non si t…

Quattordici stagioni da numero uno

http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2008/01/27/PS4PN_PS404.html

la Provincia Pavese, 27 gennaio 2008
VOGHERA - L'approdo di Luigi Gastaldi al club rossonero risale a 14 anni fa. Nella primavera 1994 nove vogheresi tentano di rilevare la Vogherese dalle mani del patron milanese Gino Nicoletti. Tra essi figurano Cereseto, Ruggeri, Catenacci, Abeli, Nebbioli e Valmori, spalleggiati da Piero Lugano che sponsorizza la squadra da sei stagioni. La trattativa, coordinata dal sindaco Maurizio Ferrari, si arena: l'intendimento è suddividere equamente le quote tra dieci soci, all'appello manca la decima figura. 
Gastaldi all'epoca è presidente del gruppo assicurativo Maa e amministratore unico della Gewiss, una delle più forti squadre ciclistiche mondiali, diretta da Emanuele Bombini. Avviene il contatto, Gastaldi accetta di entrare nel gruppo dei vogheresi che rileva le azioni, 10 soci ognuno con il 10% di quote. 
L'Associazione Vogherese c…

FOOTBALL PORTRAITS - Bucchi: Grande, grosso e goleador (2008)

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di CHRISTIAN GIORDANO la Repubblica, ed. Bologna, 7 gennaio 2008
«Se riesce a fare il Fava, non ce n’è per nessuno». È il parere/pronostico di alcuni addetti ai lavori che hanno avuto con loro Cristian Bucchi, il centravanti neorossoblù che dovrà trascinare in A la capolista. 
L’interrogativo cui Arrigoni dovrà dare risposta, infatti, non è se e quanti gol Bucchi segnerà, ma come l’ultimo arrivato saprà integrarsi con lo straordinario Massimo Marazzina visto nel girone d’andata: 9 sigilli in 18 recite, tutte da prima punta. Perché Bucchi, che di reti ne ha sempre fatte (91 in 240 gare da professionista, 52 in 86 da dilettante), giocherà eccome: non si spendono 400 mila euro netti per un prestito di sei mesi (dal Napoli, via-Siena, e senza diritto di riscatto), per farlo partire in panchina. In dubbio, semmai, c’è il sistema di gioco: nei tre davanti si alterneranno le mezzepunte (Adailton e Bombardi…