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Visualizzazione dei post da settembre, 2010

Il catenaccio si fa ma non si dice

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Il sistema di gioco più difensivo che c'è, ormai tabù da più di 20 anni, torna alla ribalta dopo le accuse di Totti a Ranieri. Ma il catenaccio ha vinto tanto. Ultimo interprete Mou, in trincea a Barcellona con l'Inter che poi trionfò in Champions. di Christian Giordano Catenaccio. I ventenni di oggi potrebbero non averne mai sentito parlare. E se è successo, era una parolaccia. Perché quando sono nati, fra gli anni 80 e 90, era già diventato un tabù, un nemico, il male assoluto per i seguaci di Sacchi. L'ayatollah di Fusignano. Eppure, unito al contropiede, il catenaccio ha vinto tanto e a lungo. La Grecia a Euro 2004, e senza andare lontano, l'Inter di Mourinho, in trincea a Barcellona in Champions. Sono gli ultimi esempi - camuffati più o meno ad arte - di un modulo inventato negli anni 30 dall'austriaco Rappan. Che lo chiamò verrou, in francese "chiavistello", che non è la stessa cosa ma quasi. Con il Servette prima e nella nazionale Svizzera poi, R...

IL LADRO DI BAMBINI

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https://corrieredelveneto.corriere.it/rovigo/notizie/cronaca/2010/11-settembre-2010/rapitore-patrizia-tacchella-ho-sbagliato-ora-aiuto-poveri-1703741892202.shtml Il rapitore di Patrizia Tacchella: «Ho sbagliato, ora aiuto i poveri» Valentino Biasi è libero: «Ero disperato, volevo morire».  Sequestrò la figlia del patron della Carrera. Ora studia teologia: «Ho scoperto la fede» di Andrea Priante Corriere del Veneto, 11 settembre 2010 MONCALIERI (Torino) — Ci sono criminali che non cambiano mai. Altri che promettono di farlo. E altri ancora che invece diventano persone nuove. Valentino Biasi è uno di questi, un «redento », assicura chi gli sta intorno. «Ora cerco di recuperare alle cose brutte che ho fatto mettendomi al servizio degli altri», dice. Ha 72 anni, i capelli grigi, un presente tra casa e chiesa, scandito dalle visite agli anziani che assiste, l’aiuto ai senzatetto e al parroco di Moncalieri (Torino) al quale dà una mano. E un passato da ladro di bam...

Addio a Fignon, il professore

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Laurent Fignon in una tappa del Tour 1989,  seguito dal grande rivale Greg Lemond La lotta al cancro non è servita: Laurent è morto ieri a Parigi, aveva appena 50 anni 1 Sep 2010 - Corriere dello Sport di Mario Viggiani Laurent Fignon non ce l’ha fatta: ieri mattina si è arreso al cancro, nell’ospedale Pitié-Salpetriere a Parigi. L’ennesimo campione del ciclismo stroncato da una grave malattia, inevitabile conseguenza degli abusi (medicine e droghe) serviti per andare forte sui pedali. Aveva 50 anni, il “Professore” (la filosofia era l’altra sua grande passione), e questo sport nonostante tutto ne scandiva ancora le giornate: lo commentava per una Tv francese, senza giri di parole quando in gruppo c’era da criticare qualche mossa sbagliata, e aveva acquistato un albergo sui Pirenei , la base ideale per gli amatori che volevano migliorarsi con i suoi programmi di allenamento. Alla fine, però, la resa è stata inevitabile. «Questa malattia è una carognata, ma la mia vita è stata una ...