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Visualizzazione dei post da novembre 27, 2018

HOOPS MEMORIES - Gli inguardabili 76ers del '73

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di CHRISTIAN GIORDANO
Quella dei Philadelphia 76ers del 1971-72 era davvero una pessima squadra: di 82 gare di regular season ne vinse 30, terminando a 26 vittorie dai Boston Celtics campioni di division. Ma altre quattro formazioni riuscirono a fare addirittura peggio, tra queste i Portland Trail Blazers capaci di chiudere l’annata con un inguardabile 18-64.
Subito dopo quella disgraziata stagione, i Sixers subirono una tremenda mazzata quando un giudice di Richmond, in Virginia, dispose che il capocannoniere della squadra, Billy Cunningham, avrebbe dovuto disputare la stagione successiva nei Carolina Cougars della ABA. Un passo indietro. “Kangaroo Kid” aveva in precedenza firmato con Carolina, ma sosteneva che erano stati i Cougars, con il loro mancato pagamento di un bonus, a rompere il contratto.
I Sixers avevano già perso il coach, Jack Ramsey, che a fine campionato si era dimesso lamentando che la squadra, in quelle condizioni, non era assolutamente allenabile. Diversi candidat…

HOOPS MEMORIES - Punto di non ritorno

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di CHRISTIAN GIORDANO
Tante storie narrano di talentuosi liceali reclutati da dozzine di college che offrono loro borse di studio e molto (troppo) altro. Ma nessuno di questi prospetti ha saputo suscitare tanta attenzione come quella ricevuta, e a volte subita, dal giovanissimo Moses Malone di Petersburg, in Virginia, nel 1974. All’epoca già 2.09, Malone aveva chiuso il suo anno da senior di high school alla media di 35.8 punti, 25 rimbalzi e 12 stoppate. La sua squadra aveva vinto il titolo statale per il secondo anno consecutivo, e lo aveva fatto infilandoci anche cinquanta vittorie in fila.
I reclutatori dei college invasero letteralmente la modesta casetta dei Malone, costringendo periodicamente Moses, giovanotto ai tempi piuttosto chiuso e riservato, a darsi alla macchia. La gran parte della posta a lui indirizzata rimaneva sigillata e quando il campanello suonava, Moses cercava di occultare sotto il letto la sua gigantesca mole, con risultati facilmente immaginabili. Per strapp…

HOOPS MEMORIES - Gervin vs Thompson, la sfida

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di CHRISTIAN GIORDANO
Decisasi il 9 aprile 1978, ultimo giorno di regular season, la sfida all’ultimo canestro tra David Thompson di Denver e George Gervin di San Antonio produsse due delle più grandi prestazioni offensive nella storia della NBA, entrambe avvenute in trasferta.
I Nuggets di Thompson giocavano fuori casa a Detroit, nel Michigan, e fu subito chiaro che i compagni avrebbero fatto di tutto per aiutarlo a vincere il titolo di capocannoniere. David fece la sua parte continuando a scatenarsi per tutto il primo quarto, chiuso a 32 punti, record NBA per un singolo periodo di gioco. All’intervallo Thompson aveva già 53 punti avendo infilato 20 dei suoi 23 tiri dal campo. Si era un po’ raffreddato nella ripresa centrandone soltanto 8 su 15, ma a fine partita il foglio delle statistiche diceva 73: terzo risultato di sempre e primo assoluto non considerando Chamberlain.
Un riconoscente Thompson ringraziò pubblicamente i compagni dicendo: “Mi davano la palla e colpivo. Mi andava b…

HOOPS MEMORIES - Attimi per una vita

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di CHRISTIAN GIORDANO, Hoops Memories

Un attimo, una vita.
Concetto pollackiano per antonomasia, se ne esiste uno. L’intera carriera e poi l’esistenza stessa marchiate da un flash, da un istante, da un’idea, da un pallone perso o intercettato: prima ancora che il risultato, è quel momento scritto nel destino – per chi ci crede – dagli astri, o da chi volete voi. 
Hoops Memories – Momenti epici di basket americano ne racconta alcuni che hanno segnato, bene o male, la storia della pallacanestro - di strada, liceale, universitaria, professionistica - degli Stati Uniti. E a volte, come per gli Harlem Globetrotters a Berlino nel 1951, pure la Storia tut court. Quella con la maiuscola. 
I Beavers precipitati dall’altare dalla prima doppietta NCAA-NIT nella stessa stagione alla polvere, l’anno dopo, del più grande scandalo-scommesse nel college basketball. 
L’intuizione di Danny Biasone, il santo patrono della N…

THE PERFECT CRIME

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by HERBIE SYKES

…For all that the 1987 route was more traditional, the composition of the peloton continued to evolve. Professional cycling’s demographic was changing, and the Giro well reflected the fact. Of the 21 nine-man teams to take the start at Sanremo, eight were non-Italian. Three English speakers – Stephen Roche, the introvert Scottish climber Robert Millar and an Australian, Phil Anderson – were amongst those expected to shine, as was the Dutchman Breukink
Not since Balmamion in 1963 had a native won consecutive giri and, though Italy was running desperately low on grand tour contenders, Visentini was strongly fancied finally to break the hoodoo, particularly if Roche could be persuaded to work in his interests. However those (and there were many) who had predicted that the two would find it difficult to work together remained largely unconvinced, for a number of reasons. 
Logic suggested that Visentini, a reigning champion in decent shape, would lead the team for the Gi…