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Caro Zilioli, poeta del ciclismo

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CONTROPEDALE  di Gino Sala, l'Unità - lunedì 15 novembre 1976
Le buone maniere ti appartengono, e perciò non ci siamo meravigliati quando alla vigilia dello scorso Giro di Lombardia, sei venuto a salutarci. E' stata una stretta di mano che sottolineava il tuo addio al ciclismo agonistico. Un addio e un arrivederci, poiché l'anno prossimo farai ancora parte della carovana in qualità di direttore sportivo della Vibor. Bene, e tanti auguri. Nulla, o ben poco dovrai insegnare a quel marpione di Bitossi, vecchio più di te e con cento amicizie che forse diminuiranno il peso della maglia tricolore, ma gli altri, specie i ragazzi dell'ultima leva, avranno molto da imparare. Per esempio, un certo stile, una certa classe come bagaglio della vita quotidiana, e quel coraggio, quella sfacciataggine, oserei dire, che ti sono mancati e sui quali (essendo dotato di autocritica) non mancherai di soffermarti.
Adesso, una valanga di ricordi ci assale. Qualcuno ha descritto la tua carrie…