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Sono stato una cavia felice

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https://www.corriere.it/europeo/sport/2009/05/ciclismo-francesco-moser-ritiro_6ad0eea2-3564-11de-92cb-00144f02aabc.shtml
Il campione porta con sé un rimpianto: non aver corso con Coppi e Bartali. E per questo parla dei tempi eroici del ciclismo, dei guadagni, delle enormi fatiche. Ma anche del doping
di Gian Antonio Stella Corriere dlla Sera / L'Europeo, 30 aprile 2009
Il pioniere tecnologico del ciclismo del Duemila se ne va con solo un rimpianto: non avere smesso vent’anni fa. Cioè non essere abbastanza vecchio per aver corso nel dopoguerra con i Bartali e i Coppi e i Magni: «Magari mi battevano tutti, per carità. Magari vincevo di meno, e in ogni caso tutto quello che ho fatto mi va benissimo. Ma il ciclismo che mi sarebbe piaciuto è quello lì. Eroico, duro, con le strade brutte e le soluzioni di forza. Insomma, quello dove non fai sei ore in bicicletta per poi arrivare imbottigliato nel gruppo. Perché qualche volta non c’è proprio senso». Noia? «Noia… oddio, non è che mi sia ma…