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Visualizzazione dei post da febbraio 12, 2018

Franco Chioccioli: il mio rimpianto rosa

http://www.museociclismo.it/content/articoli/5667-Franco-Chioccioli%3A-il-mio-rimpianto-rosa/index.html
Tuttobici  Numero: 12 Anno: 2004
di Gino Sala
Era il 5 giugno 1988 e pur essendo trascorsi 16 anni da quella tremenda giornata, nella mia memoria sono vivi gli episodi della quattordicesima tappa del Giro d'Italia. Episodi toccanti e indimenticabili. Si andava da Chiesa Valmalenco a Bormio col Passo Gavia come punto cruciale, imperversava il maltempo, temperatura invernale, strade impossibili, con un fondo di neve e di ghiaccio, corridori intirizziti, una gara che doveva essere annullata e che invece veniva portata a termine. 
Ancora oggi non abbiamo l'esatta conoscenza di ciò che è accaduto. Non abbiamo nomi e cognomi dei ciclisti che per continuare sono stati aiutati in vari modi. Sicuro che molti hanno ricevuto soccorsi fuori delle regole. Chi si era rifugiato in macchina, chi veniva dato per scomparso e poi riappariva, un susseguirsi di scenari crudeli e al tirar delle s…

Bordonali l'Antipatico, sotto il segno del salmone

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di CHRISTIAN GIORDANO © in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS ©

Fabio Bordonali o incontro a casa sua, subito dopo pranzo. Affabile, di straordinaria cordialità, si vede che ha voglia di parlare di ciclismo. Meglio: di un certo tipo di ciclismo, che da anni non è più il suo. O meglio ancora: del ciclismo che lui vorrebbe si reinventasse, magari per rientrarci. Alla sua maniera. Controcorrente. 

Brescia, lunedì 12 febbraio 2018

- Per chi non t’ha visto correre, Fabio Bordonali, che corridore sei stato?
«Un corridore che, purtroppo, si arrangiava un po’ dappertutto, si difendeva in salita, sapeva tirar le volate, si difendeva nelle cronometro a squadre. Dico “purtroppo” perché, per diventare qualcuno, bisognerebbe emergere in una specialità, essere un velocista, un gran scalatore, un grande cronoman. Io mi difendevo un po’ dappertutto perciò andavo bene per tutte le stagioni. Ero un “quattro stagioni”, [ride]. Andavo bene con Guido [Bontempi] e anche coi capitani».
- Da dilettante non eri…

Uomini in Carrera

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http://www.indiscreto.info/2009/12/uomini-in-carrera.html
di Simone Basso
Quel nome, nel 1992, divenne celebre: un altro Mario Chiesa, il mariuolo craxiano del Pio Albergo Trivulzio, inaugurò suo malgrado il terremoto di Tangentopoli. Anche in questo particolare beffardo sta il tremendismo del Mario Chiesa giusto, lo sfregaselle della Carrera dei tempi che fu. 
Ricordando il biondino, e gli altri martinitt della vittoria, vorremmo glorificare il ruolo più indispensabile e poetico dell’epos ciclistico, ovvero quello del gregario. Il Mario nei pro' vinse una gara, per sbaglio naturalmente, ma corse tantissimo: rappresentò alla perfezione lo stereotipo ingrato del cavallo da tiro. Ebbe il privilegio di farlo in un’epoca, Epolandia ascensionale, già liberata dalla schiavitù dei kamikaze dell’imperatore: perché, nell’età dell’oro precedente, al luogotenente veniva impedita qualsiasi dignità professionale. Una specie di servo della gleba ciclistico. Allora, per festeggiare la libertà co…

Chiesa: la mia vita a due ruote

http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=3035
Numero 5 - Anno 2010
di Daniele Gigli
È passato dalla Liquigas alla Katusha e ha portato in seno allo squadrone russo tutta l’esperienza accumulata in trentatré anni di ciclismo. Mario Chie­sa è un direttore sportivo giovane che ha sempre dimostrato qualità e valori umani rilevanti. Si è avvicinato al mondo delle due ruote quasi per scherzo, ma con il trascorrere del tempo quello che era solo un gioco è diventato l’amore di una vita. Undici anni da professionista e poi subito a bordo di un’ammiraglia per proseguire quanto precedentemente iniziato. Passione, impegno e spirito di abnegazione gli hanno permesso di emergere e di ritagliarsi un ruolo sempre più importante. La Katusha è un’avventura stimolante che Mario sta affrontando con dedizione e serenità. È schietto e cordiale, ri­flessivo ed espansivo, tranquillo e de­ter­minato e ha le doti necessarie per raccogliere grandi soddisfazioni anche nella nuova r…

Fabio Bordonali controcorrente: Tutti contro la Sky? Ce ne vorrebbero di più

http://www.ciclonews.biz/fabio-bordonali-controcorrente-ci-vorrebbero-piu-sky/
Fabio Bordonali controcorrente: “Ci siamo fatti rubare il ciclismo”. L’ex dirigente e corridore ripercorre in una intervista rilasciata a tuttobiciweb come il ciclismo sia cambiato (in peggio) negli ultimi anni. 
“Mi ricordo le riunioni carbonare con Verbruggen, c’eravamo io, Corti, Ferretti, Boifava e Stanga: volevano convincerci che il Pro Tour sarebbe stata la manna per il ciclismo” attacca Bordonali “quando nel 2004 proposti alla Liquigas di rientrare nel ciclismo, tutto era pronto, poi Paolo Zani (Mister Liquigas ndr) mi disse: ti do 2 milioni in meno l’anno, perché Verbruggen mi ha garantito che arriveranno ogni anno 2 milioni dai diritti tv. Naturalmente tutti e due sapevamo che non sarebbe arrivato nulla, e così è stato. E non se ne fece nulla”.
“Il ciclismo italiano era un fiore all’occhiello, un marchio costruito in ottant’anni di corse, eravamo il movimento più forte, potevamo dettar legge se sol…

Bordonali: un posto tra i grandi

http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=2738
Tuttobici Numero 1 - Anno 2009
di Pier Augusto Stagi
Il duemilaotto non è stato un anno semplice, soprattutto sotto l’aspetto «politico», perché dal punto di vista sportivo le soddisfazioni non sono mancate. Fabio Bor­donali è però tecnico abituato a guardare avanti «anche perché se mi volto, ri­schio di rivedere ciò che non mi è piaciuto affatto della scorsa stagione e potrei perdere la voglia di fare e l’ot­timismo che mi contraddistingue», dice con un sorriso tra il divertito e l’iro­nico.
Guarda avanti, Fabio Bordonali. Nuo­va stagione, la sedicesima alla guida di una squadra che sente profondamente sua.
Nuova stagione, nuovi obiettivi. «Nel complesso, sotto l’aspetto sportivo il 2008 è stato più che soddisfacente - dice -. Abbiamo vinto ventidue corse, siamo sempre stati protagonisti dall’inizio alla fine e abbiamo gioito per la maglia rosa e quella azzurra di Ga­briele Bosisio. Le vittorie di Danilo Di …

Botta&risposta con Fabio Bordonali

http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=3989
Tuttobici Numero 11 - Anno 2013
di Giulia De Maio
All’inizio dell’anno ci avevi detto che la Utensilnord avrebbe fatto un passo indietro per farne uno avanti... 
«Il bilancio della prima esperienza tra i team Continental è positivo. Essendo un team per metà ungherese e per l’altra metà italiano, ab­bia­mo seguito un calendario internazionale con particolare attenzione ai paesi dell’Est e all’Italia. Abbiamo margini di crescita e non possiamo che essere soddisfatti. Abbiamo chiuso il 2013 partecipando al campionato del mondo a squadre. Ci è stato co­mu­­ni­­cato all’ul­timo di essere tra le 35 formazioni invitate dall’UCI e siamo riusciti a difenderci con onore».
Il rapporto con l’Ungheria proseguirà nel 2014?  «Sì, abbiamo gettato le basi per il 2014 proprio con la federazione ungherese che sta seguendo con interesse il nostro lavoro. Il ciclismo non è il primo sport del paese e noi siamo l’unica squadra prof…