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Visualizzazione dei post da 2009

La Zona di Coppino

22 dicembre 2009 di Simone Basso, Indiscreto.info
Stavolta ci occupiamo dell’ultimo vincitore toscano del Giro d’Italia; incredibile ma vero, nel dopoguerra la più grande scuola ciclistica del Bel Paese ha vinto una sola rosa finale dal 1958 ad oggi. Malgrado Carlesi, Bitossi, Ballerini, Cipollini, Tafi, Bartoli, Casagrande, Bettini…Ebbene si, bignami doveroso dedicato a Franco Chioccioli da Pian di Scò, un atleta eternamente fuori dal suo tempo.
Sfregaselle sfortunato a capitare in un’era tricolore, gli anni Ottanta, autarchica e conservatrice: di quel ciclismo fu uno degli agnelli sacrificati alla rappresentazione scenica. Ebbe una carriera in chiaroscuro, che un Mastronardi avrebbe definito catramata; per causa di forza maggiore, dagli eventi e dal destino. Figlio di una famiglia contadina, ultimo di otto fratelli, dovette convivere con le storie dolorose di tutti i giorni. Talento annunciato fin dalle categorie giovanili, con un Giro della Lunigiana nella fedina, fu scoperto da u…

FOOTBALL PORTRAITS - Terry, Natural Born Leader

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di Christian Giordano, Guerin Sportivo
Alla sua prima partitella al Chelsea, un 16enne dai capelli a spazzola lascia interdetti i veterani Gianluca Vialli e Mark Hughes. Non per il talento o per come ci dà dentro per far vedere quanto vale, ma per quanto l’imberbe ragazzino grida. A loro. Lungi dal debutto, Terry già urlava cosa fare a due che, insieme, sommavano 131 caps e 24 trofei. Quando si dice leader nato.«Se serviva dire che sbagliavano o che non si sforzavano abbastanza, lo facevo», dirà Terry otto anni dopo, nel maggio 2005, fra un sorriso e un’alzata di spalle. «Sin dagli inizi non mi è mai importato di quanto io fossi alle prime armi e gli altri superstar. Per come la vedo io, in campo siamo tutti uguali e devo dire le cose come stanno. Che senso ha scodinzolare dietro i campioni? Non serve a nessuno».Fuori del campo, sbavava ancora per un autografo come un tifoso qualsiasi, ma una volta…

FOOTBALL PORTRAITS - McDonald, Little Big Mac

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di Christian Giordano, Guerin Sportivo
Mc-chi? Da noi spesso si “scopre” un talento quando segna a una squadra italiana, e pazienza se lo fa in Champions League ed è già nazionale. È successo anche all’australiano del Celtic, che nel torneo ha bollato al debutto, contro lo Shakhtar Donetsk, e firmato all’ultimo minuto, prima del Dida (horror) show, il 2-1 sul Milan all’Hampden Park. Un tap-in, susseguente alla respinta del portiere su tiro di Gary Caldwell, diventato all’istante «il mio gol più importante». Figlio di scozzesi trapiantati a Melbourne, Scott Douglas McDonald è nato lì, il 21 agosto 1983. Comincia a giocare nei Gippsland Falcons, squadretta della “vicina” (per gli standard locali: 149 km) Morwell, nel cuore della Latrobe Valley, il centro energetico dello Stato di Victoria, estremo sud-est australiano.

Nella prima squadra del club fondato nel 1963 da emigrati italiani, in passato noto …

Kobismo

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http://simonesalvador.blogspot.com/2015/12/kobismo-ritratto-di-kobe-bryant-di-simone-basso.html

di Simone Basso
Prologo:
"In campo, ad un'ora e mezza dall'inizio dell'incontro, c'è soltanto un ragazzino, che tratta il pallone da basket come oggetto ormai domato: un palleggio e un tiro, un palleggio e un canestro. Non gli darei più di cinque anni: eppure, da una distanza di due metri, quel ragazzino fa sempre ciuff. Mi diranno in seguito che è Bryant junior, ovvero il figlio del mattatore numero uno della serata "Tutte Stelle"..."  - Paolo Viberti, cronaca dell'All-Star Game di Firenze, su SB del 28 febbraio 1985.
Non preoccupatevi, malgrado l'incipit questo non è un amarcord sui trascorsi italiani di Kobe Bryant. E' semplicemente una scusa per introdurre uno sguardo differente, da un'altra prospettiva, sul numero 24 dei Lakers.

Una sorta di teoria darwiniana, evolutiva, del giocatore più rappresentativo di questo decennio.

Prima di ad…

La discesa di Van der Velde

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22 novembre 2009 di Simone Basso, Indiscreto.info
1. La faccia da schiaffi è di quelle memorabili, i capelli lunghi ma non troppo (da primi Stones) e gli occhietti da eterno furbastro. Johan Van der Velde da Rijsbergen, nato il 12 Dicembre 1956, aveva tutte le caratteristiche del fuoriclasse: il fisico longilineo e la capacità, rara, di essere eccellente in ogni settore richiesto a uno sfregaselle. Si materializzò nei pro, dopo una carriera giovanile notevole, al Giro di Romandia 1978: la matricola ventunenne sorprese tutti nella tappa più dura della corsa elvetica, compreso il suo capitano nonchè leader della corsa, Hennie Kuiper. Con il grande Hennie in crisi, Vdv ebbe via libera per un numero d’alta scuola, salendo verso Thyon nella neve; singolare caratteristica meteorologica che rimbalzerà qua e là nelle vicende agonistiche del nostro. Un presagio o un destino, fate un po’ voi.
2. L’onnipotente Peter Post, a ragione, pensò d’avere in squadra il futuro fenomeno del ciclismo intern…

Addio papà Cioli, gran patron dello sport

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di ANGIOLINO MASSOLINI Bresciaoggi, 16 ottobre 2009
Se ne è andato soffrendo in silenzio, come quando assisteva a una corsa in bicicletta o guardava una partita di pallone. All'età di 75 anni, è scomparso ieri, dopo una breve e dolorosa malattia, Mario Cioli, un imprenditore che amava il suo lavoro ma ancora di più lo sport. Tutti gli sport, ma soprattutto il ciclismo e il calcio, che per anni ha sostenuto, finanziato, sponsorizzato, raggiungendo successi importanti e lanciando tanti campioni della bicicletta.

NATO A REMEDELLO il 12 marzo 1934, piccolissimo era emigrato a Cogliate, in provincia di Milano, con papà Giuseppe e mamma Palmira. A 15 anni ha dovuto interrompere gli studi per la scomparsa del papà, cominciando a lavorare in un'azienda di ceramiche dove divenne poi direttore. 
Nel frattempo staccò la tessera di corridore alla Sandamianese con la quale conquist…

FOOTBALL PORTRAITS - Totti, l'ultimo gladiatore

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di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo 
Kevin Buckley, inviato al Ferraris di Genova dalla rivista ufficiale della Champions League, non riusciva a crederci: 26 novembre 2006, migliaia di sampdoriani applaudono un gol (di rara bellezza) della squadra ospite, la Roma. «Nella terra che ha scordato il fair play, quasi inaudito». 
Capita, se Francesco Totti si specchia in Van Basten contro Dassaev nella finale di Euro88. Sulla sinistra, quasi sul fondo, arma il mancino e scarica al volo sul palo lontano il gran cross di Cassetti da destra. Un attimo, una vita. 
Quella del romanissimo “Pupone” di Porta Metronia, soprannome che lui detesta, inizia (il 27 settembre 1976) appunto là, in via Vetulonia, quartiere Appio Latino. Zona ad alta densità giallorossa. È un predestinato: a dieci mesi già cammina e in spiaggia, a Porto San Giorgio, calcia un pallone di plastica, a cinque palleggia, «ma a casa non ha m…

Dietrologia di un seganervi

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http://www.indiscreto.info/2009/10/dietrologia-di-un-seganervi.html

di Simone Basso
Indiscreto, 5 ottobre 2009

1. Non se lo ricorda più nessuno. Ma il ganzo fu uno dei grandi protagonisti di un periodo, i poco raccomandabili anni ottanta di Francesco Moser e Giuseppe Saronni, che significarono per il ciclismo italiano il tempo dell’autarchia quasi totale. In un panorama oberato da una moltitudine di gare, perfetta scappatoia dal frustante confronto con i big stranieri, la degustazione di tutti i piatti veniva servita ai due cocchi del pubblico e della stampa: Beppe e il Cecco, sempre e comunque, in ogni maniera e a prescindere dalla qualità degli avversari. Per quasi due lustri furono pochi i ribelli che osarono contestare il duopolio: prima Gibì Baronchelli e Giuàn Battaglin, poi il simpatico discolo Silvano Contini e il nostro oggetto d’osservazione diretta, Roberto Visentini da Gardone Riviera.
2. Classe 1957, il perfetto ritratto del corridore italico di quei dì. Talentuosissimo m…

Rielezioni europee

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1. Non siamo più ai tempi di Ceausescu e dei quarantelli da regimedi Rodion Camataru (1987) e Dorin Mateut (’89). Quindi, se rivinci da“Pichichi” la Scarpa d’oro – stavolta all’Atlético, dopo che l’hai fatto nel Villarreal, mica nel Barcellona o nel Real Madrid – qualcosa vorrà dire. Per esempio che Diego Forlán il verbo del gol sa declinarlo, purché a certe latitudini. Uno dei pochi, e più clamorosi, flop di Sir Alex Ferguson al Manchester United, l’uruguaiano in Inghilterra era diventato un cult da You Tube per l’incapacità di reinfilarsi la maglia tolta per festeggiare uno dei 10 gol (in 63 presenze) coi Red Devils. Quello nel 2-1 al Southampton. Là patì l’agguerrita concorrenza: Ruud van Nistelrooy, i “Calypso Boys” Dwight Yorke e Andy Cole e il 12esimo uomo per antonomasia, Ole Gunnar Solskjaer. Cinque anni dopo i 25 gol del 2004-05, è tornato capocannoniere, stavolta con 32 reti e rubando la scena a un compagno di reparto, Sergio “Kun” Agüero (17), che del suo Ct Maradona è gen…

Rielezioni europee

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Non siamo più ai tempi di Nico Ceausescu e dei quarantelli da regime di Rodion Camataru (1987) e Dorin Mateut (’89). Quindi, se rivinci da “Pichichi” la Scarpa d’oro – stavolta all’Atlético, dopo che l’hai fatto nel Villarreal, mica nel Barcellona o nel Real Madrid – qualcosa vorrà dire. Per esempio che Diego Forlán il verbo del gol sa declinarlo, purché a certe latitudini. Uno dei pochi, e più clamorosi, flop di Sir Alex Ferguson al Manchester United, l’uruguaiano in Inghilterra era diventato un cult da You Tube per l’incapacità di reinfilarsi la maglia tolta per festeggiare uno dei 10 gol (in 63 presenze) coi Red Devils. Quello nel 2-1 al Southampton. Là patì l’agguerrita concorrenza: Ruud van Nistelrooy, i “Calypso Boys” Dwight Yorke e Andy Cole e il 12esimo uomo per antonomasia, Ole Gunnar Solskjaer. Cinque anni dopo i 25 gol del 2004-05, è tornato capocannoniere, stavolta con 32 reti e rubando la scena a un compagno di reparto, Sergio “Kun” Agüero (17), che del suo Ct Maradonaè …

FOOTBALL PORTRAITS - Onyewu, un americano a Milano

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Rivelazione dell’ultima Confederations Cup, il centrale difensivo ha lasciato a parametro zero lo Standard Liegi per il Diavolo. Si giocherà il posto con Thiago Silva e il redivivo Alessandro nesta, ma non sarà un altro Alexi Lalas. Potenza, personalità e un ottimo colpo di testa i pregi. Lentezza ed eccessiva irrienza i difetti. Per quello che è costato, valeva la pena scommetterci

di Alec Cordolcini e Christian Giordano
Guerin Sportivo n. 29, 21-27 luglio 2009

L’ultimo volo dell’Air Force One sulla Mosa è datato 9 maggio 2009, giorno di Standard Liegi-FC Bruges. Adesso gli toccheranno i cieli ben più impegnativi, e pericolosi, di Milano. “Air Force One” è uno dei soprannomi di Oguchi Onyewu, colosso americano (1,93 x 95 kg) prelevato dal Milan a parametro zero dallo Standard Liegi. Armadio a quattro ante che gioca in Europa dal 2002, “Gooch” (altro nick che va per la maggiore) è pronto a giocars…