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Visualizzazione dei post da febbraio 4, 2018

Citizen Kane fa 100, Momo dice 21

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Settimana da cuori forti per il popolo Spurs, e non solo. Contro lo United erano bastati undici secondi a Eriksen per segnare il suo 50esimo gol in bianco-blu Navy
Sette giorni dopo, ad Anfield contro il Liverpool, dopo neanche 3' Momo Salah è diventato il più veloce ad arrivare a 20 gol da quando esiste la Premier League, stagione '92-93. Ma ce ne sono voluti 95, di minuti, per assistere a uno dei più straordinari finali già nella storia di questa lega.
Dal kenyano Wanyama, in gol un minuto dopo essere entrato, a Kane, che all'87', aveva su rigore - assegnato dopo lungo conciliabolo tra l'assistente Smart e l'arbitro Moss - la più grande chance di diventare lui il secondo più veloce a toccare quota 100 gol in campionato: 141 presenze per l'Uragano Harry, contro le 124 di Alan Shearer. Karius però gli ha guastato la festa. 
Dall'altra parte, al 91' il neopallone d'oro africano ha ribadito chi è il miglor giocatorfe di questa prima metà di Premi…

Storia di Emanuele Bombini

http://www.museociclismo.it/content/articoli/161-Storia+di+Emanuele+Bombini/index.html
Grande vedette in campo dilettantistico, dove, tra l'altro, vinse il Trofeo Stadio nel 1980, pur dimostrandosi buon professionista non ha raggiunto i traguardi che gli si accreditavano. Molte volte piazzato, disponibile per il gioco di squadra e non abbastanza veloce non è riuscito ad ottenere molte vittorie. Ha trovato adeguata collocazione sia in nazionale (5 volte ai mondiali, miglior risultato 23° nel 1989) che al fianco di Saronni e Argentin. Il suo primo centro fu la tappa di Lumezzane nella Ruota d'Oro '83. Una significativa coppia di affermazioni l'ottenne nel 1985: la tappa di Vittorio Veneto al Giro d'Italia (in seguito alla retrocessione, per scorrettezze nei suoi confronti, dell'irruento Pagnin) e la Parma-Vignola (grazie a una secca stoccata nel finale). Ha vinto anche fuori dall'Europa: due tappe del Griffin West (nel'86 in Australia) e una tappa del Coo…

Emanuele Bombini

http://www.museociclismo.it/content/articoli/4755-Emanuele+Bombini/index.html

Nato a San Ferdinando di Puglia il 2 luglio del '59, da piccolo emigrò in compagnia dei genitori a Stradella, nell'Oltrepò. La sua era una famiglia povera ed un giorno Emanuele, andando in cerca di funghi in un bosco della zona, trovò un portafoglio che conteneva 12.000 lire. Dodici come i suoi anni e questo rimase un giorno indimenticabile per Emanuele che con questi soldi acquistò la sua prima bicicletta da corsa.
Grande era la passione per il ciclismo e piano piano i suoi sogni si avverarono. Un'ottima carriera dilettantistica, troppo intensa però, lo proiettò nei ranghi del professionismo con un fisico che aveva speso molto, certamente più del necessario.
Sicuramente un Bombini tenuto a freno nell'attività giovanile avrebbe poi espresso con maggior vigore le sue qualità di ciclista completo e nelle undici stagioni da prof (dall'81 al '91) sarebbe andato ben oltre le nove vittorie …

ZOETEMELK E L’IRIDE AL MONTELLO A 39 ANNI

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https://storiediciclismoblog.wordpress.com/2017/11/13/zoetemelk-e-liride-colto-al-montello-a-39-anni/

di Nicola Pucci
La carriera ciclistica di Joop Zoetemelk è tra le più prestigiose del panorama internazionale. La sua bacheca può vantare un Tour de France – 1980, l’anno dell’abbandono notturno a Pau di Hinault – e una Vuelta nel 1979, classiche come la Freccia Vallone, l’Amstel Gold Race – nel 1987, alla veneranda età di 41 anni – e la Parigi-Tours nel 1977 e nel 1979, gare a tappe come la Parigi-Nizza, vinta tre volte, la Tirreno-Adriatico e il Giro di Romandia, pure un paio di campionati nazionali.
Insomma, il passista-scalatore nato a Rijpwetering il 3 dicembre 1946 ha già di che ritenersi soddisfatto della sua parabola agonistica, quando il 1 settembre 1985 si presenta ai nastri di partenza del campionato del mondo di Giavera del Montello, a difesa dei colori della nazionale olandese. 18 giri di un circuito disegnato tra le colline trevigiane che chiamano alla sfida il belga Cla…

VALKENBURG '79: IL TRIONFO DI RAAS, LA RABBIA DI BATTAGLIN

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https://storiediciclismoblog.wordpress.com/2018/01/05/il-trionfo-di-raas-e-la-rabbia-di-battaglin-a-valkenburg-1979/

di Nicola Pucci
Valkenburg porta sventura ai colori azzurri del pedale. Chiedete a Coppi e Bartali, che tra i mulini del Limburgo nel 1948 preferirono ostacolarsi piuttosto che puntare l’iride, tanto da venir poi puniti dalla Federazione per comportamento antisportivo; lo sanno per certo Tafi e Bartoli, l’uno atterrato da una caduta, l’altro beffato dal furbastro di turno, Camenzind, nel 1998; magari rivisitate il Cauberg, spianato da Gilbert nel 2012 e che vide Nibali, temerario, rimbalzare indietro all’atto decisivo. Ma c’è un signore di mezza età, abile scalatore, a cui le terre d’Olanda evocano ricordi amari e strappano imprecazioni in strettissimo dialetto vicentino: Giovanni Battaglin, amici miei, e il fatal campionato del mondo del 1979.
La quinta nazionale di Alfredo Martini si presenta al via con due capitani riconosciuti, Moser che da tre anni staziona sul pod…

BARTOLI E LA MAGIA SUL GRAMMONT AL FIANDRE '96

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https://storiediciclismoblog.wordpress.com/2018/01/31/michele-bartoli-e-la-magia-sul-grammont-al-giro-delle-fiandre-1996/
di Nicola Pucci
Alzi la mano chi non ha sussultato con Michele Bartoli, “il leoncino delle Fiandre“, il 7 aprile 1996, giorno di Pasqua.
E’ l’appuntamento che i fiamminghi attendono un anno intero. Equivale da quelle parti ad una sorta di campionato del mondo del pedale, disseminato di muri lastricati in pavé e sentieri che talvolta risulterebbero indigesti anche agli animali da soma, battuto dal vento e infiammato dalla passione che sgorga a fiotti come la birra dalle fumose osterie della zona: benvenuti, gentili signore e signori, sulle strade della Ronde Van Vlaanderen, edizione numero 80. In Italia lo chiamano Giro delle Fiandre.
Quassù il ciclismo è religione, chiedete a Johan Museeuw che nei cinque anni precedenti ha colto due vittorie, 1993 e 1995, e due piazze d’onore: è campione in carica e uomo-faro della corsa, su di lui si punta ad occhi chiusi ed è log…

José Jabardo

https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/?hc_ref=ARRfa9nBCJzfzaC_G7uhnw6aq63AAT6BO3S1EFLf0MlTKVilWXpjj7mztmNTUX_8s5I&fref=nf
Il 3 febbraio 1915 nasceva José Jabardo, corridore spagnolo professionista per due soli anni, nel 1941 e nel 1942. Jabardo ha corso sempre da individuale ottenendo un solo successo in carriera: la terza tappa della Vuelta di Spagna del 1942 da Murcia a Valencia di 248 chilometri. Nella corsa iberica colse i migliori risultati: fu terzo nel 1941 alle spalle di Julian Berrendero e Firmin Trueba, e sesto l'anno seguente, terminando a 27'43" dallo stesso Berrendero. Ottenne anche un secondo posto alla Vuelta a Navarra del 1941 e un terzo alla Subida al Naranco del 1942.

Kuiper e un palmarès quasi dimenticato

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https://sport660.wordpress.com/2018/02/03/hennie-kuiper-e-un-palmares-doro-quasi-dimenticato/
di Nicola Pucci
C’è un velo di mistero sul perché un corridore come Hennie Kuiper sia da sempre destinato ad una sorta di oblio d’oro. Già, perché l’olandese che vide la luce il 3 febbraio 1949 a Noord Deurningen e che scoprì la bicicletta quale mezzo per andare a scuola nella vicina Enschede, ha un palmares tra i più invidiabili dell’intera storia del ciclismo e meriterebbe quella vetrina che invece spetta, a volte per meriti molto meno evidenti, ad altri campioni del pedale. Sentite qua.
Kuiper nasce agonisticamente nel 1972, quando viene convocato per le Olimpiadi di Monaco 1972 come componente del quartetto olandese impegnato nella 100 chilometri a squadre. In effetti la prestazione di Hennie è subito convincente, se è vero che il 29 agosto completa la fatica conquistando il terzo posto alle spalle degli inavvicinabili sovietici e della Polonia, ma la medaglia di bronzo, al collo anche de…