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Visualizzazione dei post da ottobre 26, 2017

DeMatha vs Power Memorial: i Fantastici Sei

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di CHRISTIAN GIORDANO
Rullo di tamburi. Il 30 gennaio 1965, nella esaurita Cole Field House della University of Maryland si disputa una partita fra scuole superiori cattoliche che farà epoca: la Power Memorial del più rinomato liceale di sempre, il senior Lew Alcindor, contro la DeMatha allenata da Morgan Wootten, dall’ottobre 2000 primo dei tre coach di high school eletti nella Hall of Fame. Gli Stags, imbattuti da 29 gare, vincono 46-43 e fermano a 71 la striscia dei successi newyorkesi. Alla nona stagione con Wootten in panchina, la DeMatha – futura potenza cestistica di Hyattsville, sobborgo di Washington, nel Maryland – era sulla mappa del basket nazionale. 
Alcindor – che nel 1971, in seguito alla conversione all’islam, cambierà legalmente il nome in Kareem Abdul-Jabbar – condurrà poi la Power al terzo titolo cittadino consecutivo. Ma quella sera nemmeno lui, tre volte All-American in altrettante stagioni di eleggibilità e primo sophomore nel quintetto ideale della rivista Para…

HOOPS MEMORIES - Il double di CCNY, i primi saranno gli ultimi

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di CHRISTIAN GIORDANO
Chissà quanto avrà rosicato Adolph Rupp, storico coach di Kentucky. Nel 1949 il Barone ci aveva fatto l’acquolina, ma dopo aver addentato la NCAA (46-36 su Oklahoma State) i suoi Wildcats, già sazi, si erano fatti sbranare da Loyola al NIT. E così, l’anno dopo, la prima doppietta nei due principali tornei per universitari “luccicava” nella bacheca del City College of New York. 
Ateneo urbano zeppo di pendolari e noto come “Harvard dei poveri” - perché offriva ai residenti istruzione di qualità, prima gratis poi a basso costo (tra i beneficiati, Stanley Kubrick, Mario Puzo e Red Holzman) - CCNY vinse sia il National Invitation Tournament sia il National Collegiate Athletic Association Tournament e sempre battendo in finale la Bradley, superpotenza cestistica del Midwest.
La storia inizia con quella del coach, Nat Holman. Membro dei famosi Original Celtics agli alb…

HOOPS MEMORIES - The Shot, ogni santo giorno

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di Christian Giordano
The Shot. Non ne potete più dell’etichetta - appiccicata ad almeno tre Tiri del solo Michael Jordan (valsi il titolo NCAA 1982 con North Carolina, il perenne highlight sul povero Craig Ehlo dei Cleveland Cavaliers nel 1988, il sesto e ultimo anello dei Chicago Bulls, a 6.6" dalla fine nel 1998)? Figuratevi Keith Smart, che da trent’anni se la sente nominare ogni santo giorno.
The Shot, nell’Indiana, è il suo: il jumper scagliato a 5” dalla fine dai quattro-cinque metri, quasi dalla linea di fondo di sinistra, che valse alla Indiana University la vittoria per 74-73 su Syracuse nella finale nazionale di New Orleans, in Louisiana. Era il 30 marzo 1987. 
Smart dice che la gente ancora lo riconosce. Per quel tiro, però, e non perché oggi, nella NBA, è assistente allenatore ai Golden State Warriors dopo esserlo stato dei Cleveland Cavaliers, che il 20 gennaio 2003 l…

$1 Million End to an Unjust Exile

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SEQUEL Seven weeks ago LIFE published the results of Reporter David Wolf ‘s investigation into the charges that led the National Basketball Association to blacklist one of the country’s finest players, Connie Hawkins. In 1961, as a college freshman, Hawkins was implicated in a betting scandal. Wolf’s investigation concluded that Hawkins had been implicated unfairly and had done “nothing that would have justified his being banned.” Last week the NBA agreed.
by DAVID WOLF LIFE, 1969 June, 27

The memories of the false confessions, of the shame, of the ostracism and of thehand-to-mouth existencewould always be part of him. But for the first time in eight years Connie Hawkins could honestly say he was proud to be himself. “The clouds have gone away,” he said. “I don’t have to hide in a shell. I don’t have to be ashamed anymore.” 
For years he had been playing with second-rate teams, often before half-empty houses, always for a small salary. Now the $1 million package agreed to by the NBA’s…