Post

Visualizzazione dei post da Agosto, 2015

Vuelta, la prima di Sbaragli

Immagine
"Qhubeka" in lingua Zulu significa "resistere", "progredire", "andare avanti". Kristian Sbaragli, 25enne empolese di nascita e di Castel Fiorentino d'adozione, l'ha presa alla lettera: ha resistito, fatto progressi, è andato avanti. E alla fine è arrivata la sua prima vittoria in un grande Giro, il primo successo importante al secondo anno da pro.
Un anno magico per la MTN, il team sudafricano con sede europea a Guamo, in provincia di Lucca, a 50 chilometri da casa sua. Al Tour un mese fa, con l'eritreo Daniel Teklehaymanot la prima maglia a pois di un corridore africano e con Cummings la prima vittoria di un team con licenza protour interamente africano e per di più nel Mandela Day.
Ora, alla decima tappa, il primo successo italiano in questa Vuelta, che con l'ennesima serie di cadute alla vigilia del primo riposo vede ancora in maglia rossa l'olandese Tom Dumoulin.
Allo sprint di Castellòn, Sbaragli ha battuto un fuoriclasse…

Kristian Sbaragli, l'africano

Immagine
http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=3811

TuttoBici, Numero 3 - Anno 2013

di Giulia De Maio

Qhubeka in Zulu significa “resistere”, “progredire”, “andare avanti”. La squadra MTN-Qhubeka promoted by Samsung è il primo team africano della storia registrato con licenza Pro­fessional dall’UCI e nutre la grande ambizione di far crescere il ciclismo in questo magnifico continente, ma non solo.
Il suo progetto infatti prevede anche di aiutare le comunità rurali a crescere fornendo al maggior numero di bambini delle biciclette permettendo loro così di studiare e, successivamente, lavorare per migliorare il loro am­biente e la loro società. Gli atleti diretti da Douglas Ryder e Brent Copeland, pedalando con le loro maglie giallo-nere, rappresenteranno da questa stagione in avanti un mezzo di promozione delle iniziative di Qhubeka e una fonte di ispirazione per potenziali nuovi atleti provenienti dalla terra che aiuteranno con le loro gesta.
Kristian Sbaragli …

SEVENTIES - Macdonald, questo è un lavoro per Supermac

Immagine
di Christian Giordano, Indiscreto.it
Comincia la carriera da terzino nel Tonbridge prima di arrivare, nell’agosto 1968, al Fulham, dove Bobby Robson lo avanza a centravanti. Quando Robson se ne va, Malcolm Macdonald cade in disgrazia e nell’estate 1969 viene ceduto al Luton Town per 30 mila sterline. In due stagioni agli Hatters (i cappellai) viaggia a oltre un gol ogni due partite: 49 in 88 gare di campionato.
Nel maggio 1971 il Newcastle United lo prende per 180 mila sterline, allora record del club. Nel Tyneside, diventa l’idolo più grande dai tempi di Jackie Milburn, capostipite di una genìa di centre forward e striker poi sublimata, a cavallo tra gli anni 90 e 2000, nell'icona Alan Shearer. In uno dei suoi primi match coi Magpies (“mègpìs”, non “megpàis”) rifila una tripletta al Liverpool, e per tutte le sue cinque stagioni è il miglior marcatore del Newcastle. Alla fine saranno 138 gol in 258 presenze. Quando le Gazze raggiungono la finale di FA Cup, nel 1974, Supermac va a…

SEVENTIES - Vestivamo alla Mariner

Immagine
di Christian Giordano, Indiscreto.it
Comincia a giocare dalle sue parti, nel Lancashire, al Chorley, club dilettantistico di non-League, prima di essere ceduto al Plymouth Argyle per quattro soldi nel luglio 1973. Poche settimane della nuova stagione e Paul Mariner ha già rubato il posto a Jimmy Hinch, mettendosi in luce come uno dei migliori attaccanti della Third Division. 
Nel 1975-76, in coppia con Billy Rafferty trascina l’Argyle alla promozione in Second Division. Su di lui mettono gli occhi club di First Division quali Ipswich Town, West Bromwich Albion e West Ham United. Ma è di Bobby Robson, nell’ottobre 1976, la padriniana offerta che il club del Devon non può rifiutare. Con sette gol in dieci giornate di campionato, Mariner dimostra di saper segnare in Division Two come aveva fatto in Division Three, e così l’Argyle ne accetta la valutazione fatta dall’Ipswich: 220.000 sterline più il cartellino di Terry Austin e di John Peddelty. 
La grande considerazione in cui Robson te…

Uomini d'oro mercato: da De Bruyne a Sterling

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Da De Bruyne a Sterling, da Di Maria a Benteke e Vidal, sono tanti i calciatori pagati a peso d'oro nel mercato estivo, a due giorni dallo stop. Le maggiori follie le ha fatte il Manchester City che solo per tre innesti, uno a reparto, ha speso 190 mln: 68 per Sterling, 45 per Otamendi e ora il record di 75,5 per Kevin De Bruyne. La Premier al solito la piu' spendacciona. Juve, Inter e Milan hanno fatto investimenti importanti di oltre 30 milioni per Dybala, Kondogbia e Bacca.

Questi i colpi piu' costosi del mercato (comprensivi dei bonus), a due giorni dallo stop delle contrattazioni.

1) DE BRUYNE: Il colpo di fine mercato. Il City lo strappa al Wolfsburg per 75,5 mln. Centrocampista, trequartista, esterno ambidestro in possesso di forza, tecnica, dribbling. Belga 24/enne che il Chelsea due anni fa ha lasciato al Wolfsburg per 16 mln.  2) STERLING: dal Liverpool al City per 68 mln. Esterno destro di 22 anni, anglo-giamaicano, 23 gol in 4 stagioni al…

Dumoulin rouge

Immagine
Tappa e maglia. Era sua alla quinta tappa, la Roja, e alla nona se l'è ripresa, Tom Dumoulin. L'olandese dal cognome francese, di professione cronoman che s'è reinventato scalatore.

Spettacolari quegli ultimi 3 km sulla seconda ascesa del Cumbre del Sol. I big ci hanno provato tutti ad attaccare, prima Valverde poi Dumoulin e, ai -2,3, la maglia rossa Chaves con il connazionale Quintana; ai -2,1 il nostro Aru quasi en danseuse, danzando sui pedali; ai -2 gli stessi Dumoulin e Chaves, che il simbolo del primato glielo aveva sfilato vincendo ad Alcalá de Guadaíra la quinta tappa, il secondo dei suoi due successi in questa Vuelta.

Stavolta però il colombiano non ha lo stesso passo: a -1,9 riparte Aru, Chaves gli prende la ruota ma agli ottocento cede. A -1,7 seconda frustata di Dumoulin; ai meno 1,2 comincia a frullare Chris Froome. A un chilometro dal traguardo di Benitachell parte Majka e ai trecento metri scatta di nuovo Froome. Sembra l'attacco decisivo ma Dumoulin -…

10) MONDAY 31 AUGUST: Valencia - Castellón

Immagine
10
Distance: 152km
Category: Medium Mountains
Highest point: 495m

This is another tricky stage with a rather lumpy aspect. With a rest day and a longish transfer to come, the GC riders should be content to let a break go and have the sprinters’ teams chase it down. There’s a complication for the latter in the shape of the second-category Alto del Desierto de las Palmas, which comes late in the stage. Averaging five per cent over 8km, it featured on the circuit used for the 2011 Spanish Road Race Championship won by JJ Rojas. Very much in the chasers’ favour, though, are the 20km of pan-flat road that follow it and run all the way into the finish. The breakaways will need two minutes at the very least if they are to hold on until Castellón.
Fernando Escartín
This is one of the few stages on the race for the sprinters. Even though there’s a climb not too far from the finish, I would expect most of them to cope with it fairly comfortably and then retrieve any losses on the 10km drop towards …

MAESTRI DI CALCIO - Stein, l'ultimo immortale

Immagine
di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo
«John, you're immortal now!» (Bill Shankly)
Ci sono strani modi di scaldare il cuore di una tifoseria. Per quella del Celtic, storicamente passionale ma su certe cose intollerante almeno quanto quella dei Rangers, ne esiste uno infallibile: riportarle alla mente gli eroici tempi di Jock Stein (si pronuncia “Stin”). Il primo non cattolico a sedersi sulla panchina biancoverde. E l’ultimo «immortale». Così gli si era rivolto il 25 maggio 1967 Bill Shankly, leggendario manager del primo Liverpool “europeo”, nel fargli i complimenti per la fresca vittoria in Coppa dei Campioni. La prima di una britannica e, più in generale, di una non latina. 
John Stein, figlio unico di George e Jane, nasce il 5 ottobre 1922 a Burnbank, minuscolo centro minerario scozzese alle porte di Hamilton, nel South Lanarkshire. Come per quasi tutti i suoi contemporanei, anche per Jock – così all’epoca lo chiamano amici e parenti – il futuro sembra tracciato: in miniera. F…

Vuelta, cadute, moto: peggio che al Tour

Immagine
Come al Tour, anzi peggio. Anche nella ottava tappa della Vuelta tante, troppe cadute; Sagan che se la prende con una moto, Boenkamps, Martin, Bohuanny e Van Garderen che si ritirano. Va bene che la ASO, madre-padrona del giro di Francia, organizza anche quello di Spagna, così però si esagera.

La frazione solo in teoria per velocisti l'ha vinta Jasper Stuyven, passistone che si allena in Italia, nel lucchese, e da junior ha vinto oro e bronzo ai mondiali e ha vinto la roubaix sia da junior sia negli under 23; per il 23enne belga della Trek Factory Racing è il primo successo in due anni da pro'.

E' arrivata al suo secondo grande giro, alla Vuelta, che Stuyven ha corso anche l'anno scorso. E con uno sprint di forza e classe, al termine di una frazione molto nervosa, soprattutto per le cadute.

La più grave quella di un altro belga, Kris Boeckmans, a lungo a terra, ma tali da comportare il ritiro anche quelle di Daniel Martin, che era nella top ten della generale comandat…

9) SUNDAY 30 AUGUST: Torrevieja - Cumbre del Sol. Benitachell

Immagine
09
Distance: 168.3km
Category: Medium Mountain
Highest point: 415m

Like the previous day, the finale of this stage features a double crossing of a climb. However, the Cumbre del Sol is not only a tougher proposition than the Cresta del Gallo but the finish is also located at its summit. It’s the only difficulty of a day that passes through regular training camp territory on the Costa Blanca. The riders don’t go all the way to the top on the first passage over the Cumbre del Sol. As such, it’s rated as It may seem odd to describe a stage that descends most of the way to a shark-toothed finishing circuit as being hard for the sprinters, but Spain rarely offers anything that’s completely straightforward for the bunch finishers. Many riders will know the finale from the Vuelta a Murcia, where the Cresta del Gallo’s appearance is almost de rigueur. Extending to 5.5km at an average of 6.8 per cent, it could be a launchpad for second category. On the second ascent, they tackle its full 3.5km, a…

8) SATURDAY 29 AUGUST: Puebla de Don Fadrique - Murcia

Immagine
08
Distance: 168.3km
Category: Medium Mountain
Highest point: 415m
Distance: 188.6km
Category: Hilly
Highest point: 1,240m

It may seem odd to describe a stage that descends most of the way to a shark-toothed finishing circuit as being hard for the sprinters, but Spain rarely offers anything that’s completely straightforward for the bunch finishers. Many riders will know the finale from the Vuelta a Murcia, where the Cresta del Gallo’s appearance is almost de rigueur. Extending to 5.5km at an average of 6.8 per cent, it could be a launchpad for second category. On the second ascent, they tackle its full 3.5km, averaging 11 per cent, with sections at close to 20. It looks to be an ideal opportunity for explosive climbers like Joaquim Rodríguez but the time gaps between the GC hitters won’t be large. attacking climbers. But the 12 flat kilometres to the finish provide hope to those in pursuit. Norway’s Thor Hushovd won in Murcia in 2010 but that stage only crossed the Cresta del Gallo once. An…

7) FRIDAY 28 AUGUST: Jódar La Alpujarra

Immagine
07
Distance: 188.3km
Category: High Mountain
Highest point: 1,490m


There’s barely a metre of flat road on this stage, which concludes with the first high-altitude summit. Once again, the finale is new to the race, although many of the riders will be familiar with the roads that run close to the Sierra Nevada resort, which hosts so many training camps. The finale on the Alto de Capileira lies on the southern flank of the Sierra Nevada. Reached via the water-producing centre of Lanjarón and the town of Órgiva in the Alpujarra mountains, the road to it rises for almost 20km at an average gradient of five per cent. The second half of the climb is steeper than the first and will see the field whittled down until just the contenders for the red jersey are left.

David López
It looks a pretty hard stage even though there aren’t many categorised climbs. It could be a good day for a breakaway but the favourites may have an eye on this one, too. There are a lot of finishes on small climbs this year …

6) THURSDAY 27 AUGUST: Córdoba - Sierra de Cazorla

Immagine
06
Distance: 204km
Category: Medium Mountain
Highest point: 870m
A stage the Spanish describe as rompepiernas, or leg-breaking. The road bumps constantly up and down for the first two thirds, with two much larger bumps to follow in the final third. The category 3 Alto de Baeza won’t disturb the serene progress of the favourites but the first-time finish on the Alto de Cazorla might trouble some of them. The climb has two very different aspects. It rises steadily for almost 20km before a sharp descent that leads straight onto a very steep 2km up to the finish. After more than 200km in sapping heat, the closing 2,000m could well produce the biggest splits so far between the big hitters for the overall.

Fernando Escartín
You’d be right to describe this as rompepiernas. Once again there are constant undulations but I don’t suspect that the gaps between the main contenders will be all that big. The uphill finish will suit riders such as Joaquim Rodríguez and Alejandro Valverde.

5) WEDNESDAY 26 AUGUST: Rota - Alcalá de Guadaira

Immagine
05
Distance: 182km
Category: Flat
Highest point: 70m

On paper, this is the most straightforward stage of the race with barely a pimple hindering the riders’ progress as they head inland into the province of Sevilla. However, the elements could make for an uncomfortable day. In this parched landscape, the heat is likely to be intense. The riders will also be watchful for echelons forming if the wind begins to gust. This threat is greatest in the first half of Although essentially a flat stage, the sprinters’ teams won’t be keen on chasing down any breaks due to the two climbs on the finishing circuit in Vejer de la Frontera. Running steeply up to the old town, the two ascents will, however, prove tempting for any puncheurs using the Vuelta as a build-up for the World Championships in Richmond. The 1,500m run up to the finish rises through the narrow streets of this classic Andalucian the stage, which runs near the sea, but remains in the open countryside of the latter half. The finale is …

4) TUESDAY 25 AUGUST: Estepona - Vejer de la Frontera

Immagine
04 Distance: 203km
Category: Flat
Highest point: 190m

Although essentially a flat stage, the sprinters’ teams won’t be keen on chasing down any breaks due to the two climbs on the finishing circuit in Vejer de la Frontera. Running steeply up to the old town, the two ascents will, however, prove tempting for any puncheurs using the Vuelta as a build-up for the World Championships in Richmond. The 1,500m run up to the finish rises through the narrow streets of this classic Andalucian the stage, which runs near the sea, but remains in the open countryside of the latter half. The finale is in the impressively imposing walled town of Alcalá de Guadáira, which is hosting its first finish. The sprinters should provide an equally impressive flourish. pueblo blanco that looks across the Straits of Gibraltar. With bonus seconds available to the first three finishers, the overall favourites will also be tempted to the fore with the aim of striking an early psychological blow on their GC rivals.

José…

3) MONDAY 24 AUGUST: Mijas-Málaga

Immagine
03
Distance: 164.6km
Category: Medium Mountains
Highest point: 660m

With no fewer than nine summit finishes on the menu and a number of other significant days in the mountains besides, there isn’t a lot for the sprinters to pick over during these three weeks. Consequently, the peloton’s speedsters won’t want to pass up on this opportunity for some elbows-out action. The bulk of today’s climbing comes early on but there’s a tricky ascent into the old city of Málaga half a dozen kilometres from home that will add a touch of uncertainty. This will offer a chance for a last-minute escape attempt but comes
far enough out for the sprinters’ teams to organise themselves and chase it down before the mad dash for the line.

David López
This should be a sprint as the last 50km will be easy for the sprinters’ teams to control. The heat might be a problem, but the coastal roads should provide some relief. Philippe Gilbert won on the climb to Málaga in 2010 but that stage finished in the old city. The …

2) SUNDAY 23 AUGUST: Alhaurín de la Torre - Caminito del Rey

Immagine
02
Distance: 165km
Category: Medium Mountain
Highest point: 560m

Málaga is proud that it’s the first province to host four Vuelta stages in the same year, and particularly so of this one, which takes the race to one of the region’s most renowned sights. Cut high into the cliff face in the early 20th century to allow workers access to hydroelectric installations, the Caminito del Rey (the king’s pathway) became a hotspot for climbers until it fell into disrepair. Now restored, it will provide a spectacular backdrop to the first of nine summit finishes. The concluding ascent of the Alto de la Mesa is short but sharp. It extends to 2.5km at an average of almost nine per cent, with sections at 15 per cent. It will test the GC contenders’ mettle from the very start.

Fernando Escartín
I’d classify this stage as rompepiernas [leg-breaking]. It isn’t hugely difficult but the road goes up and down constantly and that will definitely take a toll. I’d guess that there will be about 20-25 riders in …

Ottanta voglia di Vuelta

Immagine
di SIMONE BASSO, Il Giornale del Popolo
Oggi, sabato 22, parte la Vuelta Grandi Firme. Per l'entusiasmo di molti, e lo scetticismo di alcuni, il terzo Grande Giro dell'anno - in tutti i sensi - sta diventando un cespite di valore nelle mani dell'inarrestabile Amaury (la potentissima società del Tour de France). Quest'anno poi, grazie a una serie di circostanze fortunate, le scelte dei ras - soprattutto i tappisti - ne hanno fatto una sorta di rivincita immediata della recente Grande Boucle.
L'ultimo ad accettare la sfida è stata la maglia gialla: Chris Froome potrebbe essere il primo campione a fare la doppietta con il nuovo calendario, lui che si rivelò proprio in Spagna nel 2011, quando le scelte tattiche di Team Sky - che costrinsero il keniano bianco a far da sgobbone a Sir Bradley Wiggins - regalarono la roja al carneade Juan José Cobo.
Reduci anche loro dal podio della Festa di Luglio, i Movistar Quintana-Valverde promettono battaglia: con tredici giorni di …

1) SATURDAY 22 AUGUST: Puerto Banús - Marbella

Immagine
01
Distance: 7.4km
Category: TTT
Highest point: 9m


It had been suggested that the race would open with a prologue time trial. But, after some input from Cofidis’s local star Luis Ángel Maté, the organisers decided to stick with their preference for a team test. The route will follow the beach-side promenad that links the glitzy resorts. Starting on the breakwater at Puerto Banús, to which the teams will be ferried on launches, the riders will sweep onto the seafront, cross the Rio Verde on a temporary bridge and hurtle towards the finish on the Playa de la Venus. The TTT’s difficulty stems from the narrowness of the promenade and the different surfaces, including wood, marble and cobbles. Thankfully, there’s little chance of rain.

Javier Guillén
The race starts on the port’s breakwater, which is a very lovely setting. Although it’s very short, I think the beach-side course will look very impressive, and it will have the first ever finish on a beach. It shows that cycling can com…

How a Colombian Cycling Tradition Changed the World

http://www.bicycling.com/culture/advocacy/how-colombian-cycling-tradition-changed-world


A million cyclists taking over the busiest, biggest, and most important streets of a notoriously traffic-snarled metropolis? No big deal-it happens every week in Bogotá, Colombia.

by Mark Jenkins, August 17, 2015

Carrera Séptima, in Bogotá, Colombia, bisects the financial district, the commercial district, and the government sector. Closing such a street every Sunday is akin to New York City closing Madison Avenue, or Washington D.C. closing Pennsylvania Avenue.

Pedaling side by side, my wife, Sue Ibarra, and I are part of wave after wave of cyclists that take up the entire 12-mile stretch of the main street, Carrera Séptima, in downtown Bogotá, Colombia.

An old man in a serape on a bright-red 1970s Sting-Ray spins alongside us, grinning beneath a yellow helmet. We split to pass around a four-year-old, fingers barely reaching the brakes, seated on a teeny orange bike with training wheels. An ex-Col…