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Visualizzazione dei post da Novembre, 2014

Dortmund, disturbo bipolare

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Già agli ottavi di Champions League, e con un turno di anticipo, anche se in un girone non impossibile con Arsenal, Anderlecht e Galatasaray. Ultima da sola con appena 11 punti in tredici giornate di Bundesliga. Difficile da spiegare con i soli, freddi numeri un avvio di stagione così bipolare del Borussia Dortmund.
Gli infortuni, tanti e pesantissimi, spiegano molto, ma non tutto. Reus, Hummels, Papastathopoulos, Immobile, Kirch, Blaszczykowski e adesso, nel 2-0 di Francoforte contro l'Eintracht, di nuovo Piszczek, a lungo fuori la scorsa annata. 
Ma anche con un robusto e prolungato alibi come questo, come può una squadra seconda negli ultimi due campionati e finalista di Champions appena due stagioni fa ad aver racimolato, in campionato, solo due risicate vittorie interne con Friburgo e Gladbach (grazie al clamoroso autogol di Kramer) più quella esterna con l'Augsburg, e il doppio 2-2 con Stoccarda e la matricola assoluta Paderborn?
Una squadra che ha sì ceduto, per di più…

A qualcuno piace Calderon

Per i turisti che giungono da tutto il mondo a Madrid una delle tappe obbligatorie è ormai da decenni uno stadio. Il Santiago Bernabeu, la casa del Real. Uno degli stadi più belli del mondo, uno dei più capienti, uno di quelli con il museo più emozionante, con i trofei più lucenti. Ma chi passa da Madrid e ha solo pochi giorni per visitarla rischia di perdersi un piccolo gioiellino: il Vicente Calderon. Non è sontuoso come il Bernabeu ma è più a misura d’uomo; non è gonfio di trionfi come lo stadio del Real ma, anche vuoto, è pieno dell’amore dei tifosi biancorossi; non è enorme ma, tutto esaurito, è caldo come pochi stadi del vecchio continente.

Fino al 1966 l’Atletico gioca le sue partite casalinghe in un altro impianto, l’Estadio Metropolitano de Madrid, un centro storico ma freddo, gonfio di tradizione ma piccolo. I soli 35.800 spettatori non bastano più ad un popolo affamato di calcio e di emozioni e così nel 1958 sono i soci del club a sottoscrivere delle obbligazioni e a paga…

El estadio Vicente Calderón cumple 45 años con los días contados

El Atlético se mudará en 3 años, una vez empiecen las obras en 'La Peineta'
El Manzanares se inauguró el 2 de octubre de 1966, con Luis como goleador
Los atléticos vivieron en el Calderón momentos como los del doblete de 1996

RAMÓN PIZARRO, RTVE.es 01.10.2011

Cuando el Atlético de Madrid se enfrente en la tarde de este domingo al Sevilla, su campo, su querido Manzanares o Vicente Calderón, cumplirá 45 años. Una historia que comenzó a la una menos cuarto de la tarde del dos de octubre de 1966, transmitido en directo por Televisión Española y con el Valencia como primer rival.
Un campo moderno

En aquella fecha, el Estadio del Manzanares se convirtió en un hito de la modernidad, con su aforo de 40.000 espectadores (54.851, después de la última remodelación) , todos sentados, su avanzada arquitectura y sus comodidades, como una muestra de lo que España podía construir si la FIFA le concedía un anhelado, pero no conseguido, Mundial de 1974.

Con la llegada al Manzanares, la entidad rojib…

Del Retiro al Vicente Calderón

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En nuestros más de 100 años de historia, hemos cambiado de casa en varias ocasiones

CAMPO DEL RETIRO (1903-1913)
En un solar situado detrás de las tapias del Retiro, conocido como el “campo de la rana”, se ubicó el primer campo de fútbol del Athletic Club de Madrid, donde el 2 de mayo de 1903 se organizó un partido entre sus socios.
La implicación de estos primeros miembros del equipo era de tal magnitud que hasta el terreno de juego era alisado por ellos mismos, al igual que debían pintar las líneas del campo y fijar las porterías en el suelo. Era un campo que estaba sin vallar pero circundado por una zanja, para evitar que los carros de basura accediesen para arrojar desperdicios. En estos terrenos no sólo se practicaba el nuevo deporte sino que también en ocasiones se utilizaba como espacio de instrucción militar.
Para aquella época, el campo del Retiro no sólo era uno de los mejores de la capital sino también de España.

CAMPO DE O´DONNELL (1913-1923)
La creciente asistencia de afic…

Bernard Hinault e il tifo degli avversari

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http://www.indiscreto.info/2014/11/bernard-hinault-tifo-degli-avversari.html
Simone Basso Indiscreto.info, 11 novembre 2014
Tre giorni e il 14 novembre, compleanno di altri sfregaselle notevoli (Adorni, Nakano, Nibali), Bernard Hinault compirà sessant’anni. Nessuna agiografia per festeggiarlo, solo un amarcord che racconta – a chi non lo vide in diretta – uno dei campionissimi del Novecento ciclistico.

Bernard è nato a Yffiniac, Bretagna, ed è diventato il culmine di una grande tradizione di quelle terre battezzata da un “argentino”, Lucien Mazan, che ebbe un caposcuola del livello di Louison Bobet. Hinault, figlio orgoglioso di contadini, che in giovinezza cominciò con la corsa campestre, sta già tutto nella sua prima gara in bici. Quando un enfant du pays, col quale condivise l’azione decisiva, gli chiese di lasciarlo vincere. Bernard acconsentì e poi, all’arrivo, spietato, lo infilzò come un tordo: quel pomeriggio nacque il mito del Tasso. Che, sul finire dei Settanta, mise le unghi…

Marchi di fabbrica

A cura di Salvo Ferrara, Gianlucadimarzio.com
Otto reti in dodici gare, tre tutte insieme. Al Bari. Al primo anno in B della sua Pro Vercelli. Ed è già record, perché non era mai andato oltre i sei, segnati con la Triestina nel 2010/11. Da esterno a prima punta, classe 1985: è questo il biglietto da visita di Ettore Marchi, il capocannoniere che non ti aspetti. Da Gubbio in giro per l’Italia, con la valigia sempre in mano e la voglia di segnare ovunque. Triestina, Sangiovannese, Bellaria, Portogruaro, Sassuolo e Benevento. Poi Vercelli, dove sembra aver trovato la sua dimensione ideale. Con 16 gol è stato uno dei protagonisti del ritorno in Serie B del club bianconero, trascinatore e idolo della tifoseria. Adesso, Marchi vuole alzare l’asticella. E la tripletta al Bari di Devis Mangia è già da incorniciare.
- Che emozione hai provato e a chi l’hai dedicata? “E’ stata sicuramente una gran bella emozione, perché è stata la mia prima tripletta in carriera. Non ho dediche particolari”.
- N…

Carpi diem

di Christian Giordano
Totò Di Natale e Hernán Crespo, mica Jerry Mbakogu. Ci sono due gigantografie nell'ufficio di Stefano Bonacini, padre-patron del Carpi dei miracoli. Entrambe di centravanti. Una del bomber all-time dell'Udinese (199 gol in Serie A), l'altra dell'argentino al Genoa nel 2009-2010. Entrambi con maglia sponsorizzata Gaudì. La sua Gaudì, colosso dell'abbigliamento con sede a Carpi. La sua Carpi.
È lì che è cresciuto giocando a calcio per strada con l'amico d'infanzia Maurizio Setti, ieri nei dilettanti dell'Athletic Carpi e oggi presidente del Verona. È più forte di loro: il calcio, nonostante tutto, ce l'hanno nel sangue. In passato Bonacini aveva anche provato a entrare nel Padova, ma poi ha visto i libri contabili e gli è bastato. E allora s'è preso il Carpi, e dopo il classico apprendistato da un Zamparini o un Cellino qualsiasi s'è affidato a Cristiano Giùntoli (accento sulla u), il vero ds dei miracoli. È sua la scomm…

Carpi diem

di Christian Giordano, la Repubblica - ed. Bologna
5 novembre 2014

Totò Di Natale e Hernán Crespo, mica Jerry Mbakogu. Ci sono due gigantografie nell'ufficio di Stefano Bonacini, padre-patron del Carpi dei miracoli. Entrambe di centravanti. Una del bomber all-time dell'Udinese (199 gol in Serie A), l'altra dell'argentino al Genoa nel 2009-2010. Entrambi con maglia sponsorizzata Gaudì. La sua Gaudì, colosso dell'abbigliamento con sede a Carpi. La sua Carpi.

È lì che è cresciuto giocando a calcio per strada con l'amico d'infanzia Maurizio Setti, ieri nei dilettanti dell'Athletic Carpi e oggi presidente del Verona. È più forte di loro: il calcio, nonostante tutto, ce l'hanno nel sangue. In passato Bonacini aveva anche provato a entrare nel Padova, ma poi ha visto i libri contabili e gli è bastato. E allora s'è preso il Carpi, e dopo il classico apprendistato da un Zamparini o un Cellino qualsiasi s'è affidato a Cristiano Giùntoli (accento sulla …

Marchi ha un segreto: «Mi esalto con Piola»

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L’attaccante della Pro nello stadio del mito di Vercelli: «Vedendo le sue foto mi carico. Come contro il Bari...»
ALESSIO DA RONCH, Gazzetta dello Sport
Il pallone è a casa sua. E’ un trofeo, il ricordo della prima tripletta in carriera, quella che sabato ha firmato il 3-0 sul Bari, quella che lo ha issato al primo posto nella classifica dei cannonieri della Serie B insieme a Mbakogu e Castaldo. Il sorriso di Ettore Marchi, però, è reso particolarmente scintillante da un’altra considerazione: «Su quel pallone - spiega - ci sono tutte le firme dei miei compagni, perché quel trofeo lo abbiamo conquistato insieme, così come abbiamo ottenuto insieme tutti i traguardi dello scorso anno. Sono felice, sarei ipocrita a negarlo, per questi gol, ma credo che conti di più quello che sta facendo la Pro Vercelli e, ancor di più, quello che faremo a Vicenza. E’ uno scontro diretto e avremo la possibilità, finalmente, di mostrare miglioramenti anche fuori casa. Insomma, sarà una sfida fondamentale, p…

Man derby: che musica, maestri

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Blue Moon o Glory Glory Man Utd? Qual è, oggi, la colonna sonora di Manchester? La classifica dice City, perché anche perdendolo, il derby numero 168, i campioni uscenti sarebbero sopra ai cugini: 17 contro 16. Ma lo dice, soprattutto, la storia recente, recentissima. Due vittorie su due, sette gol fatti e solo uno subìto la scorsa Premier; sei punti - col senno del poi - essenziali per vincere il campionato: 3-0 all'Old Trafford e 4-1 all'Etihad.
Lo stadio portafortuna di Wayne Rooney, contro i vicini "sempre più rumorosi" - copyright di Sir Alex Ferguson - da quando la proprietà è passata allo sceicco Mansour. Roo è il miglior marcatore nella storia del Mancunian Derby con 11 gol in 22 stracittadine, e cinque nelle sue ultime quattro visite al City of Manchester Stadium.
Il capitano, che nell'ultimo turno ha lasciato i gradi a Robin van Persie, autore dell'1-1 nel recupero, ha assistito al big match di domenica all'Old Trafford dal directors's box. …