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Visualizzazione dei post da novembre 5, 2016

Chelsea, rivoluzione totale

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Eccola l'istantanea del diverso momento storico di Chelsea e Everton. L'olandese di scuola e passaporto se ne sta lì, impassibile, davanti alla lezione di 343 impartitagli dall'olandese di campo: l'italiano che esulta così, anche sul 3-0, suscitando su twitter lo humour tutto britannico del Daily Mirror: "basta festeggiare i gol così; conte, o José s'offende".
A Stamofrd Bridge stavolta non c'era lo United, e la dimostrazione di forza dei Blues londinesi è stata, a tratti, persino imbarazzante: il Chelsea ha chiuso la partita in un minuto, a neanche metà primo tempo; e l'Everton ha tirato in porta per la prima volta al settantesimo.
Dalla doppia scoppola presa contro Liverpool e Arsenal, Conte ha rivoluzionato la squadra e complice l'assenza di impegni europei i risultati si vedono: cinque vittorie su cinque in Premier, 16 gol fatti e zero subiti.
Davanti a Courtois, fasce coperte con due esterni di spinta come Moses e Marcos Alonso; difesa …

Straordinariamente Ibra

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È un fuoriclasse, anche in quanto a spocchia: con i compagni di squadra («la svezia sono io»), con i giornalisti («vai a casa a cucinare», a una della tv). capace di far arrabbiare perfino i capi di stato. Ma lui non se ne cura, anzi: «non sono arrogante, so quanto valgo». E il 14 e 15 novembre la sua vita esagerata arriva al cinema
di Alessandra Bocci
Sportweek, sabato 5 novembre 2016

C’è del family man inquesto Ibrahimovic, a giudicare dall’ultimo spot: un’automobile comoda, uno dei suoi bambini biondi, la bionda moglie Helena e una bella strada da percorrere tutti insieme. «Io sono una persona normale che pensa alla propria famiglia», ha detto alla stampa inglese appena arrivato a Manchester. «Non sono un bad boy e non sono arrogante». Peccato che poi abbia aggiunto: «Mi viene da ridere a pensare a quanto sono perfetto». Zlatan è così, prendere o lasciare. The

Legend. L’uomo che scambiava forbiciate non soltanto verbali con i compagni nello spogliatoio dell’Ajax. Quello che confes…

Così Ibra è diventato leggenda

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di Aldo Fittante SportWeek, sabato 5 novembre 2016
Il ragazzo Zlatan. Così recita il titolo originale del film dedicato a uno dei più amati (e “detestati”) calciatori del nostro tempo, nelle sale italiane solo per due giorni, lunedì 14 e martedì 15 novembre. Già presentato, negli ultimi mesi, in una dozzina di festival in tutto il mondo, il documentario si concentra sugli anni decisivi di Ibra, raccontati attraverso rare immagini d’archivio nelle quali il giovane Zlatan parla della sua vita e delle sue sfide. La cinepresa lo segue nel debutto con il Malmö FF (1999), durante gli anni conflittuali nell’Ajax di Amsterdam (2001-04), fino all’esplosione nella Juve del ’05.  Un lavoro ben congegnato che cattura il viaggio complesso di un giovane, non poco problematico, (pre)destinato a divenire una superstar del calcio. La storia, in sostanza, di un talento costantemente sotto pressione: alal Malmö i compagni lo reputano troppo egoista (pensano giochi solo per se stesso); gli autoritari m…

MAESTRI DI CALCIO - Menotti, Flaco a metà

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«Il calcio è tre cose: tempo, spazio e inganno.  Però non ci sono tempi,  non si cercano gli spazi e non mi ingannano più»  – César Luis Menotti
«El fútbol es tan generoso que evitó que Bilardo se dedicara a la medicina» 
– César Luis Menotti
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di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo
Racconta Antonio Ubaldo Rattín, capitano del Boca Juniors negli anni 60, che una sera, con la squadra in svantaggio alla Bombonera, la tifoseria xeneize stava per perdere la pazienza; quindi Rattín si rivolse così al compagno Menotti: «Flaco, corri, ché qua ci ammazzano tutti». E lui, senza scomporsi: «E da quando per giocare a calcio bisogna correre?» Già da calciatore teneva fede ai princìpi, poi applicati da allenatore, secondo i quali, nel fútbol, «è possibile smettere di correre, si può non entrare in gioco per lunghi tratti, ma l’unica cosa che non si può smettere di fare è pensare»; perché «di un giocatore di calcio si p…