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Visualizzazione dei post da 2007

FOOTBALL PORTRAITS - Rolandinho furioso, ma non abbastanza

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Se il buongiorno si vede dal mattino… Balle. Eppure, nel Manchester City, Rolando Bianchi aveva debuttato con gol. Alla sua maniera, in scivolata, e alla faccia della concorrenza: Mpenza, Bojinov (subito rotto), Vassell, Samaras, Corradi (poi ceduto al Parma), Dickov, Sturridge. Robetta per un 24enne che nella Reggina aveva chiuso a 18 gol il suo primo anno di A senza infortuni. Poi, Eriksson l’ha accantonato, nonostante i 13,2 milioni di euro sborsati, su consiglio di Roberto Mancini, per portarselo nelle Eastlands.
Bergamasco di Albano Sant’Alessandro (15-2-1983), Rolandinho è cresciuto nel vivaio atalantino. In A lo fa debuttare, 18enne, Vavassori, all’80’ di Juventus-Atalanta 2-1 del 17 giugno 2001. Dopo 19 presenze in due stagioni e lo spareggio perso contro la Reggina, scende in B. 
Mandorlini non lo vede (una presenza) e a gennaio 2004 lo manda in parcheggio al Cagliari (14 gare e 2 reti) ch…

FOOTBALL PORTRAITS - Agbonlahor, leone in Gabby (2007)

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Velocissimo, immarcabile nel gioco aereo, il travolgente centravanti dell’Aston Villa e della Under 21 inglese brucia le tappe come fossero avversari. Il futuro è suo?
Un Andrew Howe d’oltremanica, quindi al contrario. Troppo veloce per non pensare alla pista e innamorato del pallone, nonostante il tocco non proprio sudamericano, Gabriel Agbonlahor è stato a lungo al bivio: calcio o atletica? Per fortuna, come il reatino di Los Angeles, per dirla alla Spike Lee, ha fatto la cosa giusta. FIDAL e Villans sentitamente ringraziano.
Figlio di un medico nigeriano e di un’assistente insegnante scozzese, Gabby nasce il 13 ottobre 1988 a Erdington, cinque miglia a nordest di Birmingham. I genitori si separano quando è ancora piccolo, e lui cresce con il padre e la seconda moglie del dottorSamson Agbonlahor. La madre naturale, Tina Burgess, non la vedrà per vent’anni. Nel 2009, per il suo 23esimo compleanno,…

FOOTBALL PORTRAITS - Sir Carletto, leader silenzioso

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di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo (2007)
Miguel Muñoz, Giovanni Trapattoni, Johan Cruijff, Frank Rijkaard. E Carlo Ancelotti. Sono gli unici ad aver vinto la Coppa dei Campioni/Champions League sia da giocatori sia da allenatori. Già questo basterebbe a descriverne carriera e status. Che assurgono a leggendari se, come è riuscito al tecnico milanista, fai il bis rovesciando in capolavoro la stagione più difficile: quella senza preparazione per via dei preliminari di coppa, con la penalizzazione di 8 punti in campionato, la rosa falcidiata dagli infortuni (Ambrosini, Kaladze, Maldini, Nesta) e priva di Shevchenko, le esternazioni di Costacurta, i tormentoni Oddo-Ronaldo, le disquisizioni tattiche col pupillo Seedorf (a Livorno l’acme, nel Trofeo Berlusconi 2007 il fresco bis), le scorie-post-mondiale, le ansie da rivincita nella finale europea col Liverpool dopo la beffa di Istanbul 2005. 
Ce n…

Taking the triple

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http://autobus.cyclingnews.com/riders/2007/interviews/?id=stephen_roche07
An interview with Stephen Roche
"If you had asked me before what I would do if those sort of conditions were in store, I would have said that I'd have gone home." - Stephen Roche reflects on spitting Tifosi and chasing team-mates
Twenty years ago Stephen Roche did what only one man had done before; he took the three biggest races in cycling over the period of a few months. His Tour victory was the cornerstone of this achievement and, like the edition just completed, was an open, unpredictable and ultimately very close race. The Irishman talked to Cyclingnews' Shane Stokes about the season where everything went right.
cyclingnews.com - August 8, 2007
There are many parallels between this year's Tour de France and the edition waged two decades ago. Both had an absence of a patron, both were very open events, both went down to the wire in the penultimate day's time trial and both ended up wit…

I cinquant'anni di Roberto Visentini

di GIAN PAOLO PORRECA TuttoBici 2 giugno 2007
Venti anni dopo il 1987, tuttora cocciutamente lontano - ci dicono - dal ciclismo, compie oggi 50 anni Roberto Visentini, uno dei campioni più in/discussi del ciclismo italiano degli anni '80.
Venti anni dopo il furto con destrezza del Giro '87 che a sue spese perpetrò l'irlandese Stephen Roche, suo compagno di squadra nella Carrera, cinicamente fortunato nella tappa dolomitica che arrivava a Sappada a trovarsi all'avanguardia della corsa con Salvador e Bagot, giusto al tempo in cui Visentini in maglia rosa cominciava ad accusare difficoltà e a perdere terreno, giusto al tempo per iniziare a collaborare all'attacco determinante...
Quel cambio della rosa, venti anni dopo, è ancora eclatante: Roche al posto di Visentini, sul podio, edun malcapitato direttore sportivo - Davide Boifava - a fare i conti con il meccanico personale di Roche, Patrick Valcke, e il suo singolare gregario personale, il belga Eddy Schepers...
Ma s…

La musica di Salif Keïta

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https://www.indiscreto.info/2007/02/la-musica-di-salif-keita.html
Carlo Maerna Indiscreto, 2 febbraio 2007
Siamo nell’estate del 1967, quella che in California verrà definita la "Summer of Love", in cui da Berkeley parte la Rivoluzione dei Fiori che esploderà con il concerto di Monterey, l’estate in cui escono Are You Experienced?” di Jimi Hendrix, Surrealistic Pillow dei Jefferson Airplane e gli album omonimi dei Doors e dei Grateful Dead. 
Da questa parte dell’oceano i Fab Four celebrano il Mondiale vinto un anno prima da Bobby Charlton e compagni con il Magical Mystery Tour e Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band, mentre in Francia una piccola squadra di provincia, il Saint-Étienne vince per la terza volta nella sua storia il campionato. 
Sono passati troppi anni dall’epopea dello Stade Reims senza che una squadra francese faccia parlare di sé anche in Europa, e per Roger Rocher, ambizioso e geniale presidente dei Verts, è ora di voltare pagina; il tecnico che può far fare …

La maglia del soldato

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di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo

“Se la guardi giocare e poi vai a vedere il museo delle belle arti, apprezzerai di più certi quadri”. Lo dice Lajos Tuchtan, operaio alle acciaierie Csepel (a 200 fiorini il mese), al figlio Gábor, figura centrale di un romanzo-verità che attraversa la storia. Quella della grandissima Honvéd trapiantata nella Aranycsapat, la Squadra d’oro, “e di un giocatore, se possibile, ancora più grande, Ferenc Puskás”, come scrive nella prefazione Roberto Beccantini. E quella, con la maiuscola, della rivoluzione ungherese del 1956.
Solo dopo averle fatte proprie si sconfigge il pregiudizio derivante dal duplice artificio letterario scelto dall’autore, giornalista per Repubblica di cronaca, sport e varia umanità: raccontare l’epopea della Honvéd-grande Ungheria con gli occhi e il cuore di un personaggio immaginario di un “romanzo nonfiction”. L’ossimoro racchiude infanzia e adolescenza di Gábor, amico di Sándor, il figlio del custode del vecchio stadio, di q…

La maglia del soldato

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https://lasquadraspezzata.wordpress.com/2007/01/



“Se la guardi giocare e poi vai a vedere il museo delle belle arti, apprezzerai di più certi quadri”. Lo dice Lajos Tuchtan, operaio alle acciaierie Csepel (a 200 fiorini il mese), al figlio Gábor, figura centrale di un romanzo-verità che attraversa la storia. Quella della grandissima Honvéd trapiantata nella Aranycsapat, la Squadra d’oro, “e di un giocatore, se possibile, ancora più grande, Ferenc Puskás”, come scrive nella prefazione Roberto Beccantini. E quella, con la maiuscola, della rivoluzione ungherese del 1956.
Solo dopo averle fatte proprie si sconfigge il pregiudizio derivante dal duplice artificio letterario scelto dall’autore, giornalista per Repubblica di cronaca, sport e varia umanità: raccontare l’epopea della Honvéd-grande Ungheria con gli occhi e il cuore di un personaggio immaginario di un “romanzo nonfiction”. L’ossimoro racchiude infanzia e adolescenza di Gábor, amico di Sándor, il figlio del custode del vecchio sta…