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Visualizzazione dei post da ottobre 24, 2016

Mimmo & Benny, ragazzi di (Reggio) Calabria

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Dieci giorni di differenza separano due ragazzi di Calabria. Di Reggio Calabria. Benito (per tutti Benny) Carbone, da Bagnara Calabra è nato il 14 agosto del '71 e dal giorno del suo 45esimo compleanno allena la Ternana dopo l'esonero di Christian Panucci. Domenico (per tutti Mimmo) Toscano è un suo concittadino di dieci giorni più anziano e la Ternana l'ha allenata due volte, dal 2011 al 2013 e poi, per appena sei partite, da luglio a settembre 2015.

I due si conoscono. Anzi, per sei mesi - nel 1991 - sono stati anche compagni di squadra: alla Reggina, e dove sennò? Toscano ne è tifosissimo e ci è cresciuto. Carbone ci ha passato una stagione dopo le giovanili nel Torino.

Sul sintetico del Partenio-Lombardi, per l'11esima di B, si affrontano con gli stessi punti (nove) e la stessa posizione in classifica: penultimi con il Latina. A neanche un quarto di campionato, è già sfida-salvezza. E Toscano, che a Terni con la promozione in B del 2012 è diventato grande, deve vinc…

LA VITA È UN PALLONE ROTONDO (N. 5)

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https://www.facebook.com/michele.d.virgilio.9/posts/10207941276863051
di MICHELE DI VIRGILIO, 24 ottobre 2016
LA VITA È UN PALLONE ROTONDO Quinta puntata. Dedicata ad Andrés Iniesta, il mio Joaquín Sorolla: fuerza, Don Andrés, fuerza.
1. «Vidal è un altro giocatore che ha un tempismo unico nell'arrivare davanti alla porta». Le telecronache al brodino, Fabio Capello e l’analisi (il)logica.
2. A chiosa della presentazione di Milan-Juventus, Fabio Caressa si rivolge al suo sparring partner, Beppe «Yes Man» Bergomi, e si riscopre Erofilo da Calcedonia: «Hai visto Montella? C’ha (sic, ndr) l’occhio fisso delle partite importanti». Sipario (e chiamate la neuro).
3. La partita di San Siro ci ha detto due cose. Primo: in quanto a livello di orexina, è stata un’ode simposiale alla narcolessia, superando di gran lunga Doncaster Rovers-Fleetwood Town, il match più noioso del secolo. Secondo: il tecnico juventino ha lo stesso tic nervoso (al collo) di Adriano Galliani.
3. È il minuto trentuno…

Netzer, L'altro Kaiser

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http://www.ilsensodelgol.it/primo-piano/l-altro-kaiser-226
Günter Netzer è stato uno dei più grandi calciatori tedeschi di sempre. Ma pochi lo sanno, perché stava troppo sulle balle a Beckenbauer. Il che non gli ha impedito di diventare comunque un gigante.
di Fabio Corti Twitter: @fabiocorti84

Per rimettersi in piedi il magazziniere fa perno col palmo sulla coscia, sbuffa e sibila un'imprecazione in dialetto kölsch. Non è la sciatica. Soffia via la polvere dalle mani e parla, senza levar lo sguardo da terra:
- Sarebbe stato più facile se avesse avuto due piedi sinistri, Hennes.
Hennes non dice niente, fa solo un tiro di sigaretta.
"Hennes" è Hans Weisweiler, allena il Borussia Mönchengladbach ed è pronto a consegnare alla storia del calcio europeo una delle squadre più belle e vincenti. L’ultimo tassello è appena andato a posto: trovare un paio di scarpe per il tizio dai due piedi sinistri, l'uomo indispensabile affinché tutto si compia.
Günter Netzer ancora non lo s…

Parigi 1998: Francia-Brasile 3-0 - La rivoluzione franco-algerina

di CHRISTIAN GIORDANO
Rryszard Kapuściński, uno dei massimi corrispondenti di guerra del XX secolo, nel suo Sha-in-shah scrive che «i libri sulle rivoluzioni iniziano di solito con un capitolo dedicato alla corruzione del potere in declino, alle miserie e alla sofferenza del popolo. Dovrebbero invece cominciare con un capitolo di analisi psicologica dove si spieghi il processo per il quale un uomo oppresso e in preda al terrore vince improvvisamente i propri timori e smette di avere paura».
"E magari diventa un campione", Kapuściński avrebbe potuto aggiungere se anziché di uomini oppressi si fosse occupato di calcio. E in particolare di Zinédine Zidane, ex prezioso ninnolo del Bordeaux che alla Juve prima e in nazionale poi ha saputo trasformarsi in imprescindibile uomo-squadra fino ad assurgere a fuoriclasse senza tempo.
«È un processo insolito – continua Kapuściński – che talvolta si compie in un attimo come per una specie di choc liberatorio: l’uomo si sbarazza della pau…

Yokohama 2002: Brasile-Germania 2-0 - Kahn bastonato

di CHRISTIAN GIORDANO
Corsi e ricorsi della storia. Cile ’62: come dimenticare le polemiche sollevate dall’arbitraggio dell’inglese aston nel match (in ogni senso) fra i padroni di casa e l’Italia, o le papere commesse in finale dal miglior portiere del torneo, il cecoslovacco Schrojf? Quarant’anni dopo, mezza italia (quella incompetente, o in malafede) insorge contro l’arbitro Byron Moreno, reo di aver favorito la squadra del paese co-organizzatore, la Corea del Sud, e il miglior portiere della competizione a sbagliare la finale è oliver Kahn, simbolo della Germania «meno favorita» mai vista a un Mondiale. Incredibile ma vero, almeno quanto il fatto che in 17 edizioni della Coppa del Mondo non si sia mai assistito a un Brasile-Germania. Il primo, manco a dirlo, vale il titolo. La Seleção in campo all’International Stadium di yokohama è quella corretta in corsa da Scolari nella formazione-tipo. in tempi di turn-over esasperato (e obbligato), una notizia. Per laurearsi pentacampeão, i…