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Visualizzazione dei post da maggio 14, 2019

Jersey tales

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No. 13: 7-Eleven. How a US convenience store helped to take road racing beyond its traditional European heartland 
Words GILES BELBIN Cyclist, ISSUE 86 - May 2019
With one day remaining of the 1987 Tour de France, the manager of the 7-Eleven team, Jim Ochowicz, was a happy man. The US squad had enjoyed a remarkable race. Davis Phinney and Dag Otto Lauritzen had both won stages, while the team’s 23-year-old Mexican rider, Raúl Alcalá, had secured the young rider’s competition. 
For a team that had arrived in Europe for the first time as a professional outfit just two years earlier, such returns on the sport’s grandest of stages represented a huge achievement. Before the final stage into Paris started Ochowicz told his riders he was proud of them. ‘You looked like a team,’ he said. ‘Today, let’s go finish things off.’ 
That was exactly what they would do. With one-lap remaining of the iconic Champs Élysées circuit that is the traditional finishing stage of the Tour, the squad’s Jeff Pie…

Dumoulin-splatter e il bis di Carapaz

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Questa immagine è già nella piccola grande storia del Giro 102: il ginocchio sinistro, sanguinante, di Tom Dumoulin colpisce più dei 4'04" che l'olandese ha beccato dal vincitore, Richard Carapaz, e soprattutto dalla maglia rosa Primož Roglič, dei big l'unico ad aver guadagnato in quella che sembrava, ma solo sul Garibaldi, una seppur lunga tappa di trasferimento: 235 km da Orbetello a Frascati.
La pioggerellina e due cadute, ai -12 km e soprattutto quella ai -6 km (innescata da Puccio), hanno spezzato il gruppo.
Nel finale, adatto ai finisseur, restavano in otto, con ben 3 UAE Emirates, che lì tatticamente qualcosa han sbagliato: Valerio Conti, Marco Marcato e Diego Ulissi si son fatti infilzare dall'ecuadoriano, scattato ai seicento metri e imprendibile anche per Caleb Ewan, l'ultimo dei velocisti ad arrendersi, e Ulissi, terzo quest'anno anche alla Freccia Vallone dei dominatori di primavera Julian Alaphilippe e Jakob Fuglsang.

Per il quasi 26-enne del…

Tappa 4 – Orbetello-Frascati 235 km - dislivello 2.300 m

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Tappa molto lunga sostanzialmente priva di vere asperità altimetriche, ma caratterizzata da una parte finale abbastanza mossa con ultimi chilometri a salire. Primi chilometri lungo le strade maremmane salendo a Manciano per poi attraversare lungo dolci ondulazioni gli abitati di Tuscania e Vetralla e contornare l’agglomerato metropolitano di Roma. A Mentana è posto uno sprint intermedio che prelude al finale (sempre attorno Roma) piuttosto articolato e mosso sia altimetricamente che planimetricamente.
Ultimi km Ultimi 5 km sempre dapprima in discesa con alcune svolte su rotatorie. Segue un tratto ondulato che porta agli ultimi 2,5 km sempre a salire e praticamente cittadini con pendenze attorno al 4/5% medio con picchi fino al 7%. Ultimo km interamente in salita con pendenza fino al 4%. Rettilineo finale in asfalto di 250m largo 6,5m.