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Visualizzazione dei post da 2004

FOOTBALL PORTRAITS - Drogba: Ebony & Ivory

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Didier Drogba, attaccante ivoriano esploso nel 2002-03 nel Guingamp, è diventato al Marsiglia uno dei crack del mercato internazionale. Ma il gigante d’ebano non vuole andarsene, perché vincere con l’Olympique era il suo sogno di bambino
di Christian Giordano, Calcio Gold
Una storia come tante quella di Didier Drogba. Giovane talento africano lascia la sua terra – meglio se dilaniata dalla guerra civile, dicono faccia vendere – per cercare fortuna nel Paese che di quella terra aveva fatto una colonia: già letto, visto, sentito. Ma con una differenza, anzi un vantaggio: il ragazzo conosce bene la trama, colpi di scena compresi, perché già interpretata, con buon successo, dallo zio Michel Goba, discreto goleador della seconda divisione transalpina (soprattutto a Brest e a Quimper) e della nazionale ivoriana negli anni Ottanta. Come il nipote anche Goba era un centravanti fortissimo di testa, peculiari…

FOOTBALL PORTRAITS - Bridge, il Santo crossatore

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di Christian Giordano
Calcio Gold
Wayne Bridge ha bruciato le tappe, dal settore giovanile del Southampton alla nazionale inglese, nella quale, da riserva ai Mondiali del 2002 (subentrò nelle gare contro Argentina e Nigeria), è diventato il diretto concorrente di Ashley Cole per la maglia numero 3.
Il massiccio terzino (1,78 per 75 kg), che lo scorso luglio il Chelsea ha acquistato versando ai Saints 7 milioni di sterline (9,8 milioni di euro; contratto fino al 2008), oltre che di continuità di rendimento è un modello di solidità fisica: la sua striscia di 113 partite consecutive è il nuovo record di Premiership per un non-portiere, primato strappato ad Alan Shearer, altro illustre ex Saint. Quando, nel gennaio 2003, abbandonò il campo Bridge non saltava un minuto di gioco da quasi tre anni, dall’1-1 casalingo con il Middlesbrough del 4 marzo 2000.
Nato a Southampton, il 5 agosto 1980, ma cresciuto…

FOOTBALL PORTRAITS - Il ritorno del Thatcherismo

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di Christian Giordano, Calcio Gold 
A metà novembre 2003 Ben Thatcher era dato ormai prossimo alla chiamata in nazionale, poi non se ne fece nulla. Secondo le solite cassandre, se quelle voci erano vere gli addetti ai lavori dovevano cominciare a riflettere su come avevano ridotto il calcio inglese. 
Il fatto che Thatcher (classe 1975; 1,78 per 79 kg) fosse lì lì per essere convocato non deve sorprendere più di tanto poiché in Premiership quasi tutti i terzini sinistri sono stranieri. Il “left-back” del Leicester City merita la massima considerazione, ma una così affrettata campagna di sponsorizzazione appare esagerata e forse affonda le sue radici nella profonda crisi generazionale vissuta dal ruolo.
L’Inghilterra, oltre all’ormai cronico problema del portiere, se ne ritrova uno analogo sulla fascia sinistra della difesa. I portieri inglesi sono Wright (Everton), Robinson (Leeds United), Walker (L…

FOOTBALL PORTRAITS - Bridge, il Santo crossatore

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di Christian Giordano, Calcio Gold 
Wayne Bridge ha bruciato le tappe, dal settore giovanile del Southampton alla nazionale inglese, nella quale, da riserva ai Mondiali del 2002 (subentrò nelle gare contro Argentina e Nigeria), è diventato il diretto concorrente di Ashley Cole per la maglia numero 3.
Il massiccio terzino (1,78 per 75 kg), che lo scorso luglio il Chelsea ha acquistato versando ai Saints 7 milioni di sterline (9,8 milioni di euro; contratto fino al 2008), oltre che di continuità di rendimento è un modello di solidità fisica: la sua striscia di 113 partite consecutive è il nuovo record di Premiership per un non-portiere, primato strappato ad Alan Shearer, altro illustre ex Saint. Quando, nel gennaio 2003, abbandonò il campo Bridge non saltava un minuto di gioco da quasi tre anni, dall’1-1 casalingo con il Middlesbrough del 4 marzo 2000.
Nato a Southampton, il 5 agosto 1980, ma cresciu…

A Villa Condulmer nel 1987 la breve vacanza prima del G7

http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2004/06/07/VA4MC_VA402.html
Il Mattino di Padova, 7 giugno 2004
VENEZIA. Il vertice era per Sette Grandi, e infatti si chiamava G7. Venezia, giugno 1987: Amintore Fanfani era presidente del Consiglio, Francesco Cossiga presidente della Repubblica. Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti, aveva deciso di anticipare di una settimana l'arrivo in Italia. Una vacanza, con la moglie Nancy, a Villa Condulmer di Zerman di Mogliano Veneto.
Sembra un'altra epoca. Le più imponenti misure di sicurezza di allora oggi non basterebbero per un secondo cugino di George W. Bush. Per Zerman e le sue poche anime erano stati giorni straordinari: il nome del paese su tutti i tg, i Reagan non li vedeva nessuno ma sapere che c'erano era bellissimo. Il presidente e la moglie erano arrivati a Tessera sull'Air Force One, poi un elicottero li aveva portati sul campo da golf Condulmer e una limousine nera fino all'ingresso, d…

Simoni-Cunego, scintille e insulti. Ma al Giro si è sempre litigato

http://www.repubblica.it/2004/e/rubriche/sulleantichestradedelgiro/litigi/litigi.html?ref=search
di Leonardo Coen la Repubblica, 29 maggio 2004

Lo scazzo tra capitan Simoni e l'ex gregario Cunego, ieri, al termine della tappa di Bormio 2000? Un déja vu, nel ciclismo. Il precedente più celebre è quello tra Bartali e Coppi, nel 1940. Ginettaccio aveva già vinto due Giri (guarda guarda: come Simoni): quello del 1936 e quello del 1937. Nel 1938 Mussolini impose al campione toscano di allenarsi per il Tour e quindi di non correre il Giro. Bartali andò in Francia e vinse, tra lo scorno dei transalpini, quell'edizione della Grande Boucle. Nel 1939 Giovanni Valetti bissò la vittoria dell'anno precedente battendo Bartali di quasi tre minuti. Dunque, Bartali voleva fare il tris (come Simoni quest'anno). 
Scrisse Gino Bartali, a proposito del famoso Giro 1940, quando lui, capitano della Bianchi, dovette accettare la vittoria del ventenne Fausto Coppi, che in teoria avrebbe dovuto …

FOOTBALL PORTRAITS - Hartson, stazza padrona (2004)

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Dopo lungo peregrinare si è imposto con il Celtic, dall’alto dei gol e di un fisico imponente. A dispetto del carattere rissoso e i problemi di peso

di CHRISTIAN GIORDANO
Guerin Sportivo n. 5, 3-9 febbraio 2004

Se si vuole il male di un calciatore, il migliore modo di procuragliene è sbizzarrirsi in paragoni con campioni del passato. E più arditi sono, più funziona. Nel caso di un centravanti come John Hartson, una montagna d’uomo (1,85 x 92 kg), per giunta gallese di Swansea, l’accostamento con l’omonimo Charles, indimenticato totem juventino degli anni Cinquanta-Sessanta, è tanto immediato quanto fuorviante.

Figlio d’arte, suo padre è stato un buon giocatore in Prima divisione, già a sei anni John (5-4-1975) entra a parte di una squadretta organizzata. A dieci, lo scopre un osservatore di Merthyr, Ceryl Beach, che lo vede giocare nel L…