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Visualizzazione dei post da settembre 1, 2016

Beckenbauer, dimostraci che non è vero

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Kaiser Franz. Basta il nome: in campo ha reinventato un ruolo, il libero davanti la difesa; in panchina gliene hanno cucito uno su misura: Team Chef, che a Italia '90 rivinse da Ct senza patentino il mondiale conquistato da capitano a Germania Ovest '74.

È stato il più grande fuoriclasse del calcio tedesco, ma ora Beckenbauer rischia di finire come Platini: ricordato dai più giovani più per l'oscuro presente dirigenziale che per il suo luminoso passato con Bayern, New York Cosmos, Amburgo e nazionale tedesca.

L'icona di italia-germania-quattro-a-tre di Messico '70, con quel braccio al collo per la spalla lussata, a settant'anni rischia grosso: è indagato dalla magistratura svizzera per frode e riciclaggio di denaro.

Secondo l'edizione online del settimanale Der Spiegel (lo Specchio), come presidente del comitato organizzatore del Mondiale 2006, tra il 2002 e il 2005 avrebbe ricevuto pagamenti sospetti per dieci milioni di franchi svizzeri. Con lui sono indagat…

Vince Keukeleire, ma che gioia Felline

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Fuga poteva essere, e non è stata. O perlomeno fino all'arrivo. Non sono mancate le sorprese in questa 71esima Vuelta a Espana, e la 12esima tappa non ha fatto eccezione riservando un finale inatteso: un volatone di gruppo allargato in senso numerico e fisico.
A spuntarla, dopo i 193 km da Los Corrales de Buelna a Bilbao, è stato il 27enne Jens Keukeleire, certo non un velocista puro ma che ha vissuto la sua giornata di gloria bruciando sul traguardo il francese Maxime Bouet, e i due italiani Fabio Felline e Kristian Sbaragli.
Per il Belgio è la quarta vittoria in dodici tappe, la gioia più grande però è rivedere Felline non solo su strada ma tra i protagonisti dopo lo spaventoso incidente dello scorso aprile al via della Amstel Gold Race.
Tutto immutato in vetta alla generale, con il cololmbiano Quintana che mantoiene la maglia rossa e i 54 secondi di vantaggio su Chrs Froome e 1'05" sullo spagnolo Valverde, compagno ma non scudiero di Quintana alla Movistar.
Ci ha pro…

FOOTBALL PORTRAITS - Fernández, Mati da slegare

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di CHRISTIAN GIORDANO, Eurocalcio (2006)
Per 9.5 milioni di euro (7, secondo altre fonti), dal 1° gennaio 2007 il Villarreal potrà contare su genio, gol, dribbling, rabone, tunnel e cucchiai di questo fenomeno del Colo Colo.

Dopo mesi di voci e battendo l’agguerrita concorrenza (su tutti il Real Madrid e il Chelsea), il Submarino Amarillo potrà rimpiazzare l’infortunato Robert Pires con Mati o Pelusa (il primo soprannome di Maradona, per la fluente chioma) non appena questi avrà terminato il Clausura cileno e la Copa Sudamericana. Dopo il brasiliano Robinho e l’argentino Sergio Kun Agüero, la Liga si appropria così della terza Grande Speranza del calcio sudamericano. Per la quarta, Gonzalo el Pipita Higuaín del River Plate, è solo questione di tempo.
Madre argentina e padre cileno, Fernández ha scelto la nazionale del Cile perché è in quel Paese, a La Calera, che con la famiglia si è trasferito a 5…