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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2009

Addio papà Cioli, gran patron dello sport

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di ANGIOLINO MASSOLINI Bresciaoggi, 16 ottobre 2009
Se ne è andato soffrendo in silenzio, come quando assisteva a una corsa in bicicletta o guardava una partita di pallone. All'età di 75 anni, è scomparso ieri, dopo una breve e dolorosa malattia, Mario Cioli, un imprenditore che amava il suo lavoro ma ancora di più lo sport. Tutti gli sport, ma soprattutto il ciclismo e il calcio, che per anni ha sostenuto, finanziato, sponsorizzato, raggiungendo successi importanti e lanciando tanti campioni della bicicletta.

NATO A REMEDELLO il 12 marzo 1934, piccolissimo era emigrato a Cogliate, in provincia di Milano, con papà Giuseppe e mamma Palmira. A 15 anni ha dovuto interrompere gli studi per la scomparsa del papà, cominciando a lavorare in un'azienda di ceramiche dove divenne poi direttore. 
Nel frattempo staccò la tessera di corridore alla Sandamianese con la quale conquist…

FOOTBALL PORTRAITS - Totti, l'ultimo gladiatore

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di CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo 
Kevin Buckley, inviato al Ferraris di Genova dalla rivista ufficiale della Champions League, non riusciva a crederci: 26 novembre 2006, migliaia di sampdoriani applaudono un gol (di rara bellezza) della squadra ospite, la Roma. «Nella terra che ha scordato il fair play, quasi inaudito». 
Capita, se Francesco Totti si specchia in Van Basten contro Dassaev nella finale di Euro88. Sulla sinistra, quasi sul fondo, arma il mancino e scarica al volo sul palo lontano il gran cross di Cassetti da destra. Un attimo, una vita. 
Quella del romanissimo “Pupone” di Porta Metronia, soprannome che lui detesta, inizia (il 27 settembre 1976) appunto là, in via Vetulonia, quartiere Appio Latino. Zona ad alta densità giallorossa. È un predestinato: a dieci mesi già cammina e in spiaggia, a Porto San Giorgio, calcia un pallone di plastica, a cinque palleggia, «ma a casa non ha m…

Dietrologia di un seganervi

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http://www.indiscreto.info/2009/10/dietrologia-di-un-seganervi.html

di Simone Basso
Indiscreto, 5 ottobre 2009

1. Non se lo ricorda più nessuno. Ma il ganzo fu uno dei grandi protagonisti di un periodo, i poco raccomandabili anni ottanta di Francesco Moser e Giuseppe Saronni, che significarono per il ciclismo italiano il tempo dell’autarchia quasi totale. In un panorama oberato da una moltitudine di gare, perfetta scappatoia dal frustante confronto con i big stranieri, la degustazione di tutti i piatti veniva servita ai due cocchi del pubblico e della stampa: Beppe e il Cecco, sempre e comunque, in ogni maniera e a prescindere dalla qualità degli avversari. Per quasi due lustri furono pochi i ribelli che osarono contestare il duopolio: prima Gibì Baronchelli e Giuàn Battaglin, poi il simpatico discolo Silvano Contini e il nostro oggetto d’osservazione diretta, Roberto Visentini da Gardone Riviera.
2. Classe 1957, il perfetto ritratto del corridore italico di quei dì. Talentuosissimo m…