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Visualizzazione dei post con l'etichetta Giro '88

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Gli Scapigliati: van der Velde

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https://www.amazon.it/dp/B07XP5GBYG Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books  © (...) Johan van der Velde da Rijsbergen, nato il 12 dicembre 1956, aveva tutte le carte in regola per essere un fuoriclasse: il fisico longilineo e la capacità, rara, di eccellere in ogni settore.  (...) L’onnipotente Peter Post, a ragione, pensò d’avere in squadra il futuro fenomeno del ciclismo internazionale.  Erano gli anni dei tulipani da esportazione, degli eredi di Jan Janssen: duri a morire, sempre presenti a Tour e classiche (Joop Zoetemelk e lo stesso Kuiper) e pirati delle strade nordeuropee à la Jan Raas e Gerrie Knetemann.  Una scuola di talenti disposti a tutto per passare il traguardo prima degli altri, con una borsa di trucchi alcune volte oltre l’indecenza (chiedetelo al Battaglin di Valkenburg ’79).  (...) Per tornare al Van, rese ...

L’Uomo di Gavia

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https://www.suiveur.it/storie/giorno-x/luomo-di-gavia/ Spettri di van Der Velde. Dalla vita alla morte, e ritorno. MICHELE MASOTTI  - SUIVEUR 27 MAGGIO 2019 “Quel metro di neve sulle Lepontine Retiche Affrontato con una bicicletta al posto della slitta Vale quanto l’alpinismo estremo senza bombole d’ossigeno Tra le inviolate vette del Pamir” Offlaga Disco Pax – Tulipani. Anni Novanta. Johan lavora in cantiere assieme a operai e manovali. Nessuno sa chi sia davvero e lui non vuole dire niente. A capo basso fatica come un mulo, ma sempre in silenzio. Non sanno il suo indirizzo, né che vita faccia. E anche lui vuole scordarsi di tutto per ricominciare. Ma è quando chiude gli occhi alla sera e si accuccia sul letto scarno della sua casa popolare, solo allora tornano alcune immagini della vita, quella vissuta davvero senza sconti e che niente ti ha perdonato. Lui bambino e il padre che tornava a casa con qualche pezzo trafugato a lavoro: fu quello che lo condizionerà poi, quell’esempio....

Erik Breukink, l’olandese che sfiorò il Tour de France

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https://barcalcio.net/erik-breukink-lolandese-che-sfioro-il-tour-de-france/ Tanto vicino al successo di prestigio che poi vide svanire per continui colpi di sfortuna, questo potrebbe essere il sunto della carriera di Erik Breukink, ciclista olandese che calcò la scena professionistica dal 1985 al 1997. Nato il 1° aprile 1964 a Rheden, iniziò a pedalare con i “prof” nel 1985, con la piccola squadra della Skala, dopo aver subito la forte delusione ai Giochi Olimpici di Los Angeles, quando con il quartetto della 100 km raccolse solo la medaglia "di legno" in virtù del quarto posto. La vittoria che rimase nella mente dei tanti appassionati fu la tappa del Gavia, nel Giro d’Italia del 1988. Corsa nel bel mezzo di una bufera di vento e neve, l’olandese rimontò nella discesa battendo in volata il vincitore della corsa rosa, l’americano Hampsten. Salirà poi sul podio finale, in seconda posizione, ad un minuto e 43 secondi dal vincitore. Dopo un triennio alla PDM (199...

Erik Breukink

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https://www.facebook.com/Storie-di-ciclismo-313059979101026/?hc_ref=ARSVTYacwUbp_hL7sJ-4sNPzNiRygxBeFREU-hLKo6DY8ltKI6CDBjt-iaAPVoSzp98&fref=nf Tanto auguri oggi ad Erik Breukin k, corridore olandese nato il primo aprile 1964, che salì sul podio sia al Giro d'Italia sia al Tour de France. Breukink è stato un ottimo corridore, pro tagonista tra la gli anni Ottanta e Novanta. Entra nel professionismo nel 1985 con la Skala . Il suo primo successo arriva nell'anno seguente quando si impone in una tappa del Giro di Svizzera . Il suo talento era già evidente agli addetti ai lavori. Nel 1987 ottiene tre vittorie: una tappa del Giro d'Italia (terzo posto nella classifica finale alle spalle di Roche e Millar), la Acht van Chaam e Maarheeze. Dalle caratteristiche piuttosto complete, Breukink si fa notare in diverse corse a tappe. I risultati importanti non tardano ad arrivare; nel 1988 ottiene dodici vittorie tra le quali spiccano: il Critérium International (con una tappa...

IL VISENTA, BELLISSIMO E IMPOSSIBILE

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http://www.treccani.it/enciclopedia/ciclismo_%28Enciclopedia-dello-Sport%29/ di CLAUDIO GREGORI, Enciclopedia Treccani Roberto Visentini è ricco, l'esatto contrario dello stereotipo del corridore, è insofferente, rissoso, egocentrico . Non è amato dai compagni . Però pedala bene. Campione del mondo junior, ha vinto il titolo italiano dell'inseguimento. È passista dotato, eccellente nelle tappe a cronometro e va bene in salita . È nato a Gardone il 2 giugno 1957. Elegge a teatro per le sue imprese il Giro d'Italia. Visentini, che ha già portato la maglia rosa nel 1980 e nel 1981, minaccia la vittoria di Saronni nel 1983 . Lo stacca sul San Fermo, lo attacca nel 'tappone' dolomitico, lo insidia a cronometro. Alla fine Visentini arriva secondo in quel Giro; senza gli abbuoni lo avrebbe vinto con 38 secondi di vantaggio. L'anno dopo Visentini fugge nella discesa di Montemarcello, si presenta solo a Lerici, con 19″ su Fignon, e si regala la prima vittoria da professi...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI: Andy Hampsten, l'Amerikano buono

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https://www.amazon.it/FUGA-DAGLI-SCERIFFI-Saronni-ciclismo/dp/1087075408/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr= di SIMONE BASSO ©  IN FUGA DAGLI SCERIFFI Rainbow Sports Books © Campione e pioniere, Andy Hampsten nacque (a Columbus) in Ohio e rappresentò – poco dietro Greg LeMond – la frontiera americana. Nei primi anni Ottanta, il suo nome rimbalzava già qua e là sui periodici stile Miroir e Biesse . Due volte medagliato, da junior, nella Settanta chilometri iridata (1979 e 1980), crebbe – da dilettante – nella (piccola) Levi’s-Raleigh. Al battesimo del fuoco con i pro’ del vecchio continente – 1985 – si mise subito in evidenza. Firmò un contratto a tempo con la 7-Eleven, la compagine nordamericana che colmò le distanze, soprattutto culturali, con l’altra parte dell’Atlantico.  Hampsten, dei ragazzi del diesse Mike Neel, era il più futuribile. C’erano Ron Kiefel, che sorprese tutti, all’esordio ...

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Scalatori esotici: Andy Hampsten

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https://www.amazon.it/dp/B07XP5GBYG Simone Basso IN FUGA DAGLI SCERIFFI Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta Prefazione di Herbie Sykes Rainbow Sports Books, 160 pagine - kindle, amazon.it – € 9,90 Campione e pioniere, Andy Hampsten nacque (a Columbus) in Ohio e rappresentò – poco dietro Greg LeMond – la frontiera americana.  (...) Al battesimo del fuoco con i pro’ del vecchio continente – 1985 – si mise subito in evidenza. Firmò un contratto a tempo con la 7-Eleven, la compagine nordamericana che colmò le distanze, soprattutto culturali, con l’altra parte dell’Atlantico.  Hampsten, dei ragazzi del diesse Mike Neel, era il più futuribile. C’erano Ron Kiefel, che sorprese tutti, all’esordio in Italia, vincendo il Trofeo Laigueglia, Davis Phinney (marito di Connie Carpenter e babbo di Taylor), l’hombre messicano Raúl Alcalá, la leggenda olimpica (del pattinaggio di velocità) Eric Heiden e Jonathan Boyer, il precursore.  U...

Jersey tales

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No. 13: 7-Eleven. How a US convenience store helped to take road racing beyond its traditional European heartland  Words GILES BELBIN Cyclist, ISSUE 86 - May 2019 With one day remaining of the 1987 Tour de France, the manager of the 7-Eleven team, Jim Ochowicz, was a happy man . The US squad had enjoyed a remarkable race. Davis Phinney and Dag Otto Lauritzen had both won stages, while the team’s 23-year-old Mexican rider, Raúl Alcalá, had secured the young rider’s competition.  For a team that had arrived in Europe for the first time as a professional outfit just two years earlier, such returns on the sport’s grandest of stages represented a huge achievement. Before the final stage into Paris started Ochowicz told his riders he was proud of them. ‘You looked like a team,’ he said. ‘Today, let’s go finish things off.’  That was exactly what they would do. With one-lap remaining of the iconic Champs Élysées circuit that is the traditional finishing st...

Breukink, Tulipano di ghiaccio

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Un olandese non aveva mai vinto il Giro, lui ci prova e diventa nella tormenta il re del Gavia. Ma non basta. Sarà secondo di Claudio Gregori, Giro d’Italia – La grande storia Gli olandesi non avevano mai vinto al Giro . Con Jan  Janssen e Joop Zoetemelk , invece, si erano imposti al Tour e alla Vuelta. Erik Breukink sogna di colmare quella lacuna.  Ha 23 anni quando, il 22 maggio 1987, parte nel prologo di Sanremo. Corre per la Panasonic , lo squadrone guidato da Peter Post che ha per punte l’australiano Phil Anderson e lo scozzese Robert Millar . Il sogno di Breukink sembra audace, cisto che nell’ultimo Giro si è piazzato 71° a 1h48’39” dal vincitore Visentini .  Nel prologo, però, è il migliore della sua squadra, dodicesimo a 6” da Visentini .  E il giorno dopo, nella prima semitappa, solo 31 km con la salita del San Romolo , attacca, riprende Pagnin, lo stacca e vince, conquistando la maglia rosa . La Panasonic domina e piazza quattro u...

L’incredibile tappa sul Gavia

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https://www.ilpost.it/2018/06/05/gavia-giro-1988-hampsten-van-der-velde/ MARTEDÌ 5 GIUGNO 2018 Storia di uno dei giorni più incredibili del Giro d’Italia – su una delle salite più dure, sotto la neve – e dei suoi due protagonisti, Andy Hampsten e Johan van der Velde di Gabriele Gargantini Il 5 giugno 1988 il Giro d’Italia arrivò a Bormio, in provincia di Sondrio, alta Valtellina , alla fine di una tappa piuttosto breve: 120 chilometri . Quel giorno nevicava e faceva molto freddo. Tra la partenza di Chiesa in Valmalenco e l’arrivo, la tappa prevedeva un passaggio sul Passo dell’Aprica e uno sul Passo di Gavia, a 2.621 metri d’altitudine. La salita fu molto problematica, la discesa ancora di più. I protagonisti furono due, lo statunitense Andy Hampsten e l’olandese Johan van der Velde, per ragioni diverse. Fu una tappa incredibile, ricordata a distanza di anni da cronisti e appassionati. Nel 2012 uscì una canzone degli Offlaga Disco Pax, “Tulipani”: parlava di ...

MANCA ROCHE VISENTINI CI PROVA

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/05/20/manca-roche-visentini-ci-prova.html?ref=search di Mario Fossati la Repubblica, 20 maggio 1988 I TECNICI votano Zimmermann: e dietro di lui Bernard, Rominger, Delgado, Giovannetti, Bugno, Visentini, Hampsten, Breukink, Saronni. Giupponi sarebbe quartultimo. Argentin e LeMond non avrebbero diritto a voto. Se il Giro d'Italia riportasse una simile classifica finale, il risultato, fischiatissimo dal popolo del ciclismo, verrebbe definito disastroso. Ma la classifica molto astratta del post Tour de Romandie si rifà alla "corsa in merito", non tiene conto alcuno di chi è andato a farsi la gamba altrove e tanto meno di Maurizio Fondriest, che al pari di Gianni Bugno e di Flavio Giupponi appartiene alle stelle che vorremmo vedere brillare di luce sempre più vivida.  Assente Roche - che dopo l'ultima sua corsa vera (secondo nel Giro d'Irlanda) è entrato nelle cronache per una fibrosi da...

Hampsten, un americano in rosa

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https://www.gazzetta.it/Ciclismo/Countdown-Rosa/25-04-2017/giro-d-italia-5-hampsten-americano-rosa-190986303295.shtml L'edizione del 1988 regala una tappa da leggenda: il Gavia sotto una bufera di neve. La vince l'landese Breukink ma la corsa è di Andy, unico corridore a stelle e strisce nell'albo d'oro di trionfatori del Giro di PIER BERGONZI Gazzetta.it, 27 aprile 2017 Ci sono edizioni del Giro d’Italia che hanno la faccia stessa del campione che le ha dominate. Altre sono legate, necessariamente, a una tappa che le caratterizza. Pensiamo al 1949 della Cuneo-Pinerolo o al 1956 del Bondone.  Ecco, il Giro del 1988 è il Giro della nevicata sul Gavia e di quell’arrivo dantesco di Bormio, con Andy Hampsten nella scia di Erik Breukink e poi una lunga è lenta litania di corridori trasformati in statue di ghiaccio. Hampsten sfila la maglia rosa dalle spalle di “Coppino” Chioccioli e mette solide fondamenta alla sua conquista del Giro. Torriani apre con...

Fantasmi di neve sul Gavia

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http://oldsite.cicloweb.it/articolo/2015/05/27/il-mio-giro-di-paolo-viberti-fantasmi-di-neve-sul-gavia-assideramenti-ipotermia- Assideramenti, ipotermia, una giornata ai limiti tra leggenda e follia di Paolo Viberti, 27 maggio 2015 TIRANO. Intorno all'ora di pranzo di ieri il gruppo dei corridori del 98° Giro d'Italia si è immerso nell'accoglienza di Pontedilegno, dopo la discesa infinita del Passo del Tonale. E a me è venuto in mente quante pagine leggendarie siano state scritte sui tornanti di una delle montagne classiche della Corsa Rosa, il leggendario Passo Gavia che parte proprio da lì e che il mio amico Tarcisio Persegona ha scalato più di 400 volte nonostante abbia sorpassato da un pezzo la metà del cammino tra i settanta e gli ottant'anni. E così stamani mi sono ripromesso di raccontarvi che cosa accadde nella tappa del Giro del 1988 che prevedeva lo scollinamento sul Gavia. Fu quella una delle pagine più drammatiche nella storia della Cor...