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Visualizzazione dei post da Luglio, 1978

Radiografia di Visentini, un anti-Saronni che nel ciclismo cerca disagi e divertimento

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Non corre per arricchirsi: è già ricco di famiglia. Corre per soffrire e per vincere
Ma guarda un po' che tipo: non era mai capitato in questo sport un protagonista tanto raro. E' fortissimo sul passo e sa scalare in progressione. Al suo primo Giro d'Italia (ventun anni non ancora compiuti) ha impressionato e stupito. Ha fatto sci, nuoto, motociclismo prima d'arrivare alla bicicletta. Adesso aspira a una maglia azzurra «che saprei come difendee sul circuito del Nurburgring»
di Ermanno Mioli Bicisport n. 7, luglio 1978
Rientrato in albergo dopo la batosta di Canazei, intirizzito col dorso squassato da una tosse quasi convulsa, Roberto Visentini incrociò lo sguardo pensoso di Zilioli. Entrambi rimasero in silenzio per due-tre minuti. Poi il ragazzno esplose: «Non mi dici niente, Italo? Non mi dici che ho fatto pena?». Ziloli abbozzò un sorriso stanco, ma pieno di comprensione. Prima ancora che il direttore sportivo potsse parlare, Visentini riprese con la stessa aggressiv…