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Visualizzazione dei post da ottobre 12, 2019

Mollema all'italiana, Valverde e Bernal podio de rois

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Trentotto anni dopo Hennie Kuiper '81, per rivedere un olandese in cima al Lombardia, quinto e ultimo "monumento" del calendario, è servita un'azione all'italiana: in contropiede.
Bauke Mollema, ai -18,5 km dei 243 km su e giù per

sei colli da Bergamo a Como (Gallo, Brianza, Ghisallo, Sormano, Civiglio, San Fermo della Battaglia, tornato quest'anno), ha infilato i big, troppo impegnati a squadrarsi in cagnesco per cogliere l'atttimo.

Fuggito via con il quasi 33enne (26 novembre) capitano della Trek-Segafredo, prossima squdara di Nibali, lo Squalo primo due volte sulle strade di casa e secondo un anno fa. Ma, come previsto, in giornata-no, confermata dalla borraccia che per poco non lo faceva arrotare con Benoot.

Mollema è scappato via alla Nibali, e i tardivi attacchi dei favoriti Roglic (ai -9,5) e Valverde ai (-4,5) non hanno fatto altro che lanciarlo verso il suo primo successo individuale del 2019, il terzo dopo la staffetta mista oro a Europei e Mon…

2000 E UNO, SOLO AL COMANDO: L’ODISSEA DI REMCO EVENEPOEL

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https://www.sport-e-cultura.com/2019/10/11/2000-e-uno-solo-al-comando-lodissea-sotto-lo-sguardo-di-tutti-di-remco-evenepoel/
di SIMONE BASSO, 11 ottobre 2019
Sabato 4 agosto 2019, sei giorni dopo l’incoronazione di un colombiano di ventidue anni (il più giovane dell’èra moderna) sui Campi Elisi, Egan Bernal, si corre una classica del circuito World Tour. San Sebastián , che dagli anni Ottanta – dall’89 nell’allora Coppa del Mondo – segue la Grande Boucle, è un su e giù feroce per i monti baschi prima dell’arrivo in spiaggia. La Movistar dell’eterno Alejandro Valverde guida il forcing, in attesa dell’ultimo gipiemme, e le telecamere cercano – con un senso dello spettacolo, della sceneggiatura, che sa di predestinazione – Remco Evenepoel.
Il belga si era staccato, la salita precedente, e rientra, con le borracce nella maglietta (da sporgere ai suoi, rimasti nel plotoncino di testa). Il classe 2000, sul falsopiano che precede Murgil Tontorra segue l’allungo di Toms Skujins, cogliendo – a…

Il Lombardia 2019

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di Luca Gialanella La Gazzetta dello Sport
Sono i 70 chilometri finali più belli del ciclismo mondiale. 
Sali sul Ghisallo e in cima trovi la Chiesetta della Madonna protettrice dei ciclisti, i tre busti in bronzo di Coppi, Bartali e Magni, e il Museo del ciclismo voluto proprio da Fiorenzo Magni. 
Sullo sfondo, le Grigne, aspre, e il lago di Como. 
Poi arriva il Muro di Sormano, un’erta che guarda al cielo con quelle punte al 25% e una strada strettissima dove i tifosi condivi - dono il respiro dei corridori. 
La picchiata verso Nesso è una palestra, lunga 13 km, per aspiranti campioni. 
E infine il Civiglio, una lama che fa male in salita e soprattutto in discesa. Mettiamo tutto insieme e scopriamo il finale del Giro di Lombardia numero 113, la Classica delle Foglie Morte (prima edizione 1905) che tra i cinque Monumenti è preceduta nel mondo soltanto dalla Parigi-Roubaix (117). 
In questa edizione ritorna il finale classico con l’ultimo trampolino di San Fermo della Battaglia, dove …