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Visualizzazione dei post da luglio 19, 2018

Il sogno spezzato di Nibali, la grandeur vera di Thomas e finta di ASO

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Per Vincenzo Nibali il Tour s'è spezzato a metà, alla 12-esima tappa: frattura composta alla decima vertebra toracica nella caduta , ai -4 km dalla cima dell'Alpe d'Huez, provocata forse dalla tracollla di una macchina fotografica e non da una moto della Gendarmerie, come invece detto in un primo momento dallo stesso Nibali.
Doveva essere, l'ultima del trittico alpino, la frazione regina. Quella che avrebbe sconvolto la classifica. E lo è stata, ma per la forzosa rinuncia a uno dei favoriti per il podio di Parigi. Per colpa di un'organizzazione che per il proprio gigantismo fagocita se stessa. 
E non sa trovare un elicottero per non far percorrere in ambulanza, al vincitore del 2014, i 63 km di sobbalzi fino all'ospedale di Grenoble per un referto che la smorfia dello Squalo faceva presagire anche prima dell'esito clinico; e nonostante fosse riuscito a tagliare il traguardo con un ritardo di soli 13". 
Grazie anche al - PRESUNTO e tutto da provare - f…

Thomas vola sull'Alpe d'Huez, Nibali per terra

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Mai, in trenta ascese al Tour, un britannico aveva vinto sull'Alpe d'Huez. La montagna "degli olandesi", così chiamata per il loro record di successi (otto, l'ultimo di Theunisse nell'89) e il loro caldissimo tifo da "curva" su uno di quei 21 tornanti in 14 km all'8,1% di pendenza media entrati nel mito.
Ci è riuscito lo straordinario Geraint Thomas, alla seconda vittoria consecutiva nel trittico delle Alpi. Se possibile, in maniera ancora più perentoria rispetto a La Rosière: andando a sprintare ai 40 orari (quaranta!) in un finale incandescente quanto i fumogeni ormai purtroppo sdoganati anche negli stadi a cielo aperto del ciclismo.
Ripreso l'eroico Kruijswijk, il più combattivo di giornata e in fuga per 100 km, ai -4 km è successo di tutto: Nibali, buttato giù forse dalla tracolla di una macchina fotografica e non da una moto della Gendarmerie, come invece detto dallo stesso Nibali, si gettava all'inseguimento dei big, che con grand…

Solo un samaritano della strada ha aiutato l'eroe in difficoltà

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L'ALTRA FACCIA DEL GIRO
di CLAUDIO GREGORI La Gazzetta dello Sport, domenica 7 giugno 1987
SAPPADA - Le dolomie sono relitti pietrificati di meravigliosi fondali marini. Qui duecento milioni di anni fa viveano lussureggianti colonie di coralli. Piccoli bivalvi, come la «Claraia clarai», hanno lasciato la loro impronta nella pietra. Oggi le Dolomiti sono piantate sul verde superbo degli abeti e dei larici. I prati sono chiazzati di mille fiori: la malva e i ranuncoli, i botton d'oro, le genzianelle, i nontiscordardime, le eleganti aquilegie, che assomigliano a lanterne progettate dal raffinato Gaudì. Ma forse è rimasto qualcosa di quell'antico mare.
Il grande tentacolo di un calamaro gigante si è allungato sopra i fiori. Il braccio invisibile e viscido del tradimento e della paura ha stretto alla gola Visentini con ventose formidabili e lo ha trascinato nel gorgo della sconfitta.
Un dolore lancinante
L'agonia di Visentini, spietatamente ripresa dalla Tv, è un lungo sorp…

La "entrada" lavolpiana

da La Gazzetta dello Sport, 19 luglio 2018
MESSICO - L’ex c.t. La Volpe rischia l’arresto
● Mandato di cattura per Ricardo La Volpe, terzo portiere dell’Argentina campione del mondo nel '78 ed ex Ct del Messico oltre che allenatore di Boca e Vélez. Secondo la stampa locale, il Tribunale dello Stato di Jalisco, in Messico, ritiene che ci siano elementi sufficienti per l’arresto di La Volpe per molestie sessuali.