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Visualizzazione dei post da luglio 28, 2018

Il gran giorno di "Mr. G"

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Geraint Thomas ha - di fatto - vinto la 105esima edizione del Tour del France. E nessuno più di lui lo ha meritato. Non solo per quanto ha fatto nelle 20 tappe, ma anche - e forse soprattutto - per quanto ha fatto per tutta la carriera. Per i compagni e per la squadra - che fosse il Team Sky o la nazionale britannica - prima ancora che per sé.
A scriverlo, postarlo, twittarlo non sono solo tifosi, critica o dirigenti più o meno interessati.  Sono, per esempio, suoi illustri ex compagni come Cavendish e Wiggins, due che nel Team Sky mai si sono davvero integrati. E che di tutto si possono accusare tranne che di piaggeria verso la squadra del loro ex boss Sir Dave Brailsford, gallese come "Mr G".
Forse il meno predestinato andato a scuola con Gareth Bale e l'ex rugbista Sam Warburton: immaginate la gioia del professor Steve Williams, docente di educazione fisica alla Withcurch High School di Cardiff. 
Lo stesso ex pistard - 2 ori olimpici e tre mondiali più altri tre podi…

Perché siamo diventati ignoranti

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CONTROMANO
di CURZIO MALTESE il Venerdì di Repubblica, n. 1584, 27 luglio 2018

Se una classe dirigente che per un ventennio ha assistito con serenità al succedersi dei governi più corrotti e incapaci della storia repubblicana, ben incarnati in un leader pluricondannato, e assistito da Previti e da Dell'Utri. 
Se chi non ha alzato la voce per opporsi al rovinoso declino economico, culturale, morale del Paese, o per denunciare il furto di futuro a due generazioni di giovani, preferendo la complicità lautamente compensata o il quieto vivere dell'opposizione di sua maestà.
Se quanto fra mille condoni, perdoni, tangentopoli, abusi di potere, offese alle donne, processi calunniosi all'antifascismo, si sono indignati alla fine soltanto contro i quattro gatti che osavano "demonizzare" un potere delinquenziale.
Se insomma tutte queste brave e coraggiose persone che hanno raccontato l'Italia di Berlusconi da un sistema dei media valutato per libertà ai livelli del Ben…

Nostalgia canaglia

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CONTROMANO
di CURZIO MALTESE il Venerdì di Repubblica, n. 1581, 6 luglio 2018

Il 2018 è stato finora l'anno della nostalgia per le grandi passioni. Nei luoghi che più spesso ho frequentato, il giornalismo, il cinema, la sinistra, è curioso che questo sentimento sia esploso nel cinquantennale del '68, l'anno del maggio francese e della morte di Bob Kennedy e di Martin Luther King, di Odissea 2001 di Kubrick, dell'apogeo dei Beatles, la rivoluzione culturale.
Ma come sempre, si celebra il passato o si sogna il futuro per parlare al presente, alla nostalgia di utopie delle nuove generazioni. Il grande cinema popolare è stato il miglior diario sentimentale di questo passaggio. È stato deludente il sequel di Blade Runner di Denis Villeneuve, pallido spettro del capolavoro di Ridley Scott dell'82. «Ho visto cose che voi umani...». Eppure significativo della nostalgia del cinema per la grandezza e il coraggio perduti. Molto belli erano invece Dunkirk di Nolan e L'ora…