Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Basket

C’è ancora un po’ di LeBron: lascia i Lakers, non il basket

Immagine
L'addio a Los Angeles dove giocava dal 2018 A 41 anni può unirsi ai Warriors di Curry o tornare a Cleveland La Repubblica - mercoledì 1 luglio 2026 Pagina 41 ANDREA SERENI Sarà che la sua è una continua sfida ai limiti, la ricerca della felicità che si trasforma in un gioco impossibile. L'agonismo sfrenato, vincere come unico credo. È questo ad aver spinto LeBron James a 41 anni a scegliere di andare avanti. Lascia i Lakers per correre verso quel quinto anello, gli stessi di Kobe Bryant, solo uno in meno di Michael Jordan. È quello il suo tarlo: l'etichetta unanime di Goat, il miglior cestista di sempre. Non si ritira, anzi raddoppia. L'immagine della sua dolce ossessione l'ha condivisa lui sui social, in palestra alle 5 del mattino: «Go hard or go home», spingi o vai a casa . Ha già pronto il prossimo passo: raggiungere Curry ai Warriors e con lui recitare la sua personale Last Dance . Oppure tornare a casa, a Cleveland. Dove tutto è iniziato. Resta l'uomo più ...

YOU ALWAYS MAKE IT THERE, YOU MAKE IT ANYWHERE

Immagine
https://www.facebook.com/photo/?fbid=2124786538390189&set=a.1001086544093533 SIMONE BASSO - I Godoari nella Casse Déserte doimenica 14 giugno 2026 1.  Abbiamo visto i Knicks vincere un anello. L'ultima volta avevamo i pantaloncini cortissimi, iniziavamo a parlare e camminare: la tivù era in b/n, la NBA era un mondo lontanissimo e sconosciuto, Eddy Merckx avrebbe stravinto il Giro, Nereo Rocco era il direttore tecnico del Milan, qualche mese più in là ci sarebbe stata la guerra nel Kippur . 2. Tre uomini tre rappresentano tout court questa New York. Mike Brown ha illustrato al (giovanissimo) collega  Mitch Johnson la gestione, non solo tattica , delle partite. La lettura del flusso, del momentum, i time out, persino i challenge . Veterano di mille battaglie, esonerato un anno e mezzo fa dai (Sacramento) Kings (una franchigia gestita dall'algoritmo della stupidità), figlio "tecnico" di Greg Popovich , vice-chiave della Golden State dinastica. La sua Spray Offens...

LO STADIO OVALE - New York festeggia i Knicks e fischia l'intruso: il presidente

Immagine
La squadra di basket cittadina arriva alle finali, ma la grande mela viene militarizzata per l’arrivo di Donald Trump MARINA CATUCCI Il Manifesto - Mercoledì 10 Giugno 2026 Pagina 10 È dal 1973 che i Knicks non vincono un campionato NBA, e dal 1999 che non arrivavano in finale. Ventisette anni di attesa, e non è di certo una quisquilia come l’aver perso la partita al Madison Square Garden per 115 a 111, lunedì notte, contro gli Spurs di San Antonio, gli stessi che gli avevano soffiato la vittoria nel ’99, ad abbassare il volume dell'entusiasmo newyorchese. Stasera si gioca «Game 4» - la quarta partita -, sempre al Madison Square Garden, e l’aria resta elettrica. È da qui che arriva lo slogan della stagione, « Knicks in four », i Knicks vincono in quattro partite, che ha invaso magliette, marciapiedi e i profili social, specialmente dopo che un tifoso ha lanciato la variante che ha fatto più presa su tutti: «My mayor muslim (il mio sindaco è musulmano), my bagel jewish (il mio bagel...

SPACE COWBOYS. ALIEN. CAPTAIN CLUTCH. NBA FINALS STATE OF MIND

Immagine
https://www.facebook.com/photo?fbid=2114534142748762&set=a.1001086544093533 di SIMONE BASSO 3 giugno 2026 Pallini in serie, senza prendersi sul serio, a qualche ora dalla palla a due di gara1 delle NBA Finals. L'alieno francese contro New York. A Silverland , si brinda con lo champagne. 1.   Le Finals a Ovest sono state (e rimarranno) il momento più alto nella stagione. Sì, le vere Finals. Accade, ogni tanto, quando una Conference ammassa più portaerei e All-NBA rispetto all'altra. Ciò non toglie che questi Knicks, nei mismatch e nei temi tattici contro gli Spurs, siano da corsa. 2. Game-7 a Oklahoma City "for the ages" quanto la vernice all'iperuranio (con 2 OT). Alla faccia di quelli che "la regular season non conta", il 4-1 di RS è stato l'ipofisi del 4-3 della postseason (e 8-4 nella somma). Se il metodo-Thunder, attraverso Sam Presti , è stato clonato dagli Spurs dinastici, quello della San Antonio di Brian Wright lo replica. Pop culture...

Achi ha detto stop, e ci mancherà

Immagine
Il destino nel nome, e il suo non è solo "Achille". È pure "Achi". O, per Beli, Della Valle e mille altri compagni di battaglie - in campo e fuori - "Achillooo". Con una sfilza di "o" infinita come l'amore per lui in chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. O di stargli accanto E non solo l'orgoglio di giocarci con o contro. Ora quel primo campionato della vita si chiude. Alla sua maniera: dritto a canestro, senza fronzoli. Il "momento che mai avrebbe voluto arrivasse", è arrivato: e la sirena, come sempre, l'ha fatta suonare lui. Con un post minimalista su instragram, essenziale com'è sempre stato sul parquet. "È ora di dire basta al basket giocato perché non sarò più il giocatore di prima e voglio che mi ricordiate per quel che ero". E cioè molto più che - per dirla con parole sue - "un BRAVO giocatore, ma soprattutto un Uomo". Ala forte, per non dire fortissima, classe d'acciaio '91, da 59...

Addio Schmidt, leggenda del basket

Immagine
Capocannoniere in tre Olimpiadi con il Brasile, è lo straniero con più punti in Italia.  Si è arreso a un tumore MATTEO DE SANTIS La Stampa - Sabato 18 aprile 2026 Pagina 37 Adesso piange tutto il mondo del basket. Al suo arrivo in Italia, nel 1982, Boscia Tanjevic lo descrisse così: «Ho preso un camion brasiliano che tira da tre, segna sempre e piange in continuazione». Le lacrime, da ieri notte, sgorgano dagli occhi di chi lo ha visto con un pallone in mano o anche solo sentito i racconti: Oscar Schmidt, la Mão Santa (mano santa) capace di disegnare parabole che sembravano guidate dal destino, se n'è andato, all’improvviso, a 68 anni. Il miglior marcatore della storia olimpica dei canestri, con 1093 punti in 5 edizioni dei Giochi (da Mosca 1980 ad Atlanta 1996 e capocannoniere olimpico nel 1988, nel 1992 e nel 1996) e straniero con più punti in Italia, si è spento in un ospedale di Barueri, in quel Brasile che aveva eletto unica patria sportiva, preferendo il pallone da basket a ...

Oscar, la mano santa del basket che fece diventare grande Caserta

Immagine
Oscar Schmidt aveva 68 anni. Il campione brasiliano è morto a 68 anni. Stella della nazionale verdeoro, in Italia segnò oltre 34 punti di media a partita WALTER FUOCHI La Repubblica - Sabato 18 aprile 2026 Pagina 49 Era la Mano Santa. Così lo chiamavano in Brasile, Oscar Schmidt , il migliore di tutti loro a infilare canestri anziché gol. Da vicino e, soprattutto, da lontano. Non c'era distanza, per Oscar. Osava e segnava. A 68 anni se n'è andato, a San Paolo, data la notizia dalla famiglia, diffusa dalla CNN brasiliana, arrivata in ogni angolo del pianeta. Non era Pelé, ma era il basket brasiliano. La faccia, meglio il sorriso di quel paese di sport e allegria. Conquistava anche perdendo. Gli capitò spesso: fu più titanico che vincente. Ad esempio, non giocò mai nella NBA, che oggi lo coprirebbe di dollari e ai tempi non dragava altri mondi sconosciuti. Scelto dai Nets, nell'84, con un anonimo numero 131 al sesto giro , fece il professionista altrove. E da qui fu risarcito...

Oscar Schmidt (1958-2026) - Era “mano santa”

Immagine
Tiratore divino Per Caserta disse no alla Nba  E incantò l’Europa Il brasiliano è morto a 68 anni per un tumore al cervello contro cui lottava da tempo.  Con i suoi canestri ha scritto la favola di una città  Una Coppa Italia con la Juvecaserta  5 volte ai Giochi  18 Apr 2026 - La Gazzetta dello Sport di GIUSEPPE NIGRO  Dici più grande tiratore di sempre e pensi a lui. Il sorriso mansueto negli occhi, testimone di un’umanità con cui è entrato nei cuori più che con i suoi canestri, Oscar Schmidt . E il fuoco divino in quella mano, “Mão Santa” come era soprannominato, che con una carezza dei polpastrelli e la frustata del polso ha bucato le retine come nessun altro o quasi: 49.737 punti, undicimila in più di Kareem Abdul-Jabbar, per dare una misura, dal 2013 nella Hall of Fame del basket a Springfield pur non avendo mai giocato in Nba. Ciuf . Il mondo e il suo Brasile, lo sport e il basket, Caserta e Pavia che aveva benedetto col suo passaggio in Italia tra i...

Muore Oscar, 68 anni grandissimo cecchino. Dominò la scena con Caserta e il Brasile

Immagine
18 Apr 2026 - Corriere della Sera Giuseppe Sciascia © RIPRODUZIONE RISERVATA Il mondo del basket piange la sua «Mano Santa». È scomparso a 68 anni Oscar Schmidt (foto), forse il più grande tiratore di tutti i tempi, autore di 49.747 punti in 26 anni di carriera tra il suo Brasile e l’europa. Undici dei quali nel nostro campionato, segnando 13.597 punti a 34,6 punti di media, secondo miglior marcatore nella storia del basket italiano dietro Riva. Con la maglia del Brasile ha giocato 5 Olimpiadi; è tuttora il miglior realizzatore nella storia dei Giochi e il recordman di punti in una sola partita (55 nel 1988 contro la Spagna). Ala di 203 cm, simbolo della Juve Caserta di Tanjevic, che lo portò in Campania nel 1982 dopo averlo affrontato da avversario in Coppa Intercontinentale. L’introduzione del tiro da 3 punti nel 1984 lo portò a diventare «O Rey de triple», portando Caserta ai vertici in Italia (finali scudetto 1985/86 e 1986/87 perse contro l’olimpia) e in Europa (Coppa Coppe 1989 ...

MÃO SANTA, você tocou os nossos corações!

Immagine
REPRODUÇÃO / INSTAGRAM Causa do falecimento de Oscar Schmidt não foi divulgada Tadeu Schmidt: ‘ Maior ídolo’ Maior ícone do basquete brasileiro, Oscar morre aos 68 anos e deixa grande legado OSCAR RECUSOU OFERTA PRA JOGAR NA NBA PORQUE NÃO PODERIA DEFENDER A SELEÇÃO BRASILEIRA Luto oficial de três dias 18 Apr 2026 - Meiahora - RJ Lenda do basquete, Oscar Schmidt morreu ontem, aos 68 anos. O Mão Santa sentiu um malestar foi encaminhado às pressas para o Hospital Municipal Santa Ana ( HMSA), em São Paulo, onde recebeu atendimento. A causa da morte não foi divulgada. Oscar foi detentor do recorde de maior pontuador da história do basquete, com 49.703 pontos, até 2024, quando foi superado por LeBron James. Além disso, possui o recorde de pontos nos Jogos Olímpicos: 1.093. Pela seleção brasileira, o momento mais emblemático foi a conquista do ouro no Pan-Americano de 1987, em Indianápolis. Na época, liderou o Brasil na vitória por 120 a 115 sobre os Estados Unidos, primeira derrota dos nort...

Adeus ao Mão Santa

Immagine
JONATHAN BACHMAN/GETTY IMAGES / AFP Eterno ‘Mão Santa’ deixa títulos, marcas históricas e devoção ao Brasil Lenda do basquete, Oscar Schmidt, o maior jogador brasileiro de todos os tempos, morreu aos 68 anos, depois de lutar contra um câncer. Astro do esporte brasileiro lutou por 15 anos contra câncer no cérebro e sofreu parada cardiorrespiratória Lenda do basquete mundial, atleta bateu diversos recordes em sua carreira e também defendeu como poucos a seleção brasileira “Não me arrependo de nada.  Para mim, a seleção era a coisa mais importante  que havia na minha vida.  Por isso que falei não para a NBA.  O que mais queria ver era os brasileiros comemorando”    - Oscar Schmidt, Sobre ter recusado convite para jogar nos EUA 18 apr 2026 - O Estado de S. Paulo. RICARDO MAGATTI O Brasil perdeu um de seus mais importantes atletas, que elevou o basquete brasileiro a outro patamar. Oscar Schmidt morreu ontem, aos 68 anos. O Mão Santa estava internado no hosp...

MORRE OSCAR SCHMIDT, LENDA DO BASQUETE BRASILEIRO

Immagine
Oscar Schmidt, o maior cestinha do basquete brasileiro, morre aos 68 anos Mão Santa, ou ‘Mão Treinada’, como ele dizia, foi um dos grandes pontuadores da história; atuou em cinco edições de Olimpíadas e entrou para o Hall da Fama do esporte, nos EUA Apelidado de Mão Santa, ex-jogador foi um dos maiores cestinhas do mundo, acumulou recordes, esteve em cinco Olimpíadas e comandou o Brasil na vitória sobre os EUA no Pan-americano de 1987 18 apr 2026 - Folha de S.Paulo Estevão Bertoni  “Mão Santa é o caramba!”, protestava Oscar Schmidt sempre que questionado sobre seu apelido. “É Mão Treinada! Acho que ninguém treinou tanto quanto eu treinei.” Um dos grandes cestinhas da história, com 49.737 pontos, Oscar foi obstinado pelo esporte desde que seu tio Alonso o convenceu, aos 13, a jogar. Tão persistente em quadra que bateu recorde atrás de recorde e fez de seu nome um dos maiores do basquete brasileiro. Ele morreu nesta sexta-feira (17), aos 68 anos, em São Paulo. Após passar mal, foi le...