SPACE COWBOYS. ALIEN. CAPTAIN CLUTCH. NBA FINALS STATE OF MIND
di SIMONE BASSO
3 giugno 2026
Pallini in serie, senza prendersi sul serio, a qualche ora dalla palla a due di gara1 delle NBA Finals.
L'alieno francese contro New York.
A Silverland, si brinda con lo champagne.
1.
Le Finals a Ovest sono state (e rimarranno) il momento più alto nella stagione.
Sì, le vere Finals.
Accade, ogni tanto, quando una Conference ammassa più portaerei e All-NBA rispetto all'altra.
Ciò non toglie che questi Knicks, nei mismatch e nei temi tattici contro gli Spurs, siano da corsa.
2.
Game-7 a Oklahoma City "for the ages" quanto la vernice all'iperuranio (con 2 OT).
Alla faccia di quelli che "la regular season non conta", il 4-1 di RS è stato l'ipofisi del 4-3 della postseason (e 8-4 nella somma).
Se il metodo-Thunder, attraverso Sam Presti, è stato clonato dagli Spurs dinastici, quello della San Antonio di Brian Wright lo replica. Pop culture, scouting, identità tattica, tanking.
3.
Neroargento costruiti per smontare le certezze di OKC, in ogni dettaglio.
Una pattuglia di 2-way, swingman, giovanissimi, a quattro ruote motrici.
Più l'unicorno (...) e 2 giocatori di ruolo.
Uno offensivo (Fox), l'altro difensivo (Kornet).
Up tempo, Good-2-Great, triple e/o slashing.
4.
Quella velocità, abbinata alla fisicità, dei Castle, Vassell, Bryant, Champagnie eccetera, una sorta di kryptonite all'andamento lento, controllato, di un sistema d'attacco (conservativo) che sfrutta lo (straordinario) stritolamento difensivo, i close out, gli aiuti, le deflection.
Solo aprendo la scatola, da 3, con continuità, i Thunder possono essere battuti.
5.
Se poi non ci fossero stati quegli infortuni, a Jalen Williams e a AJ Mitchell, lo schema non avrebbe comunque portato alle Finals.
Malgrado Caruso (un geniaccio degli intangibles), "Microwave" McCain, Shai Gilgeous-Alexander è rimasto (troppo) solo.
6.
Asterisco dovuto.
I 35 di SGA nella bella sono stati uno dei più fenomenali losing effort di sempre.
Alcuni canestri, con 2 o 3 Speroni davanti e attorno, roba da fantabasket.
In questi dì ci erano capitate 2 contese (fine) anni '80, NBA e ACB, da vedere.
Senza fare nomi e paragoni, osservando i raddoppi scientifici dalla metacampo sull'MVP, l'atletismo e il timing degli scivolamenti, l'intensità (selvaggia): con le difese del 1989, il canadese ne farebbe 50 a serata. Se pensate altrimenti, andate a scopare il mare.
7.
Wilt e Kareem, poi Ralph Sampson (e in Texas toccano legno).
Victor Wembanyama appartiene a quella categoria lì di freak.
Fuori misura, fuori dal Tempo.
Chamberlain era ancora più atleta (e chi ca**o lo è stato di più?), Alcindor/Jabbar aveva l'arma totale, ma l'alieno francese sembra stia sviluppando un potenziale simile a quei due là.
Adattato al positionless basketball, è il cielo il limite.
Il c**o degli Spurs e della lega, che ha la super stella vendibile sull'intero globo terracqueo.
Il 2026 assomiglia al 2007.
8.
Che poi la Pop culture sia un'eccellenza ce lo chiarisce la seconda scelta assoluta '25 Dylan Harper.
Il pargolo di Ron, mancino, una (very) big guard 4x4 con istinti, nell'uno-contro-uno, fuori del mondo.
La scriviamo qui: potrebbe essere ciò che non fu - per via degli incidenti - Brandon Roy.
Se lo diventa, con Wemby centro di gravità permanente, gli Spurs ripeteranno la dinastia di Duncan e (coach) Popovich.
9.
27 anni dopo, un altro showdown New York vs San Antonio.
Stavolta, malgrado le prospettive (atomiche) della banda-Johnson, i Knicks potrebbero giocarsela.
Quella volta, l'anno del lockout, della miniserie di brawl-ball con gli Heat (il canestro di Allan Houston in gara-5), la tripla ignorante di Larry Johnson al Madison contro i Pacers, le speranze erano minime. Non avevano un uomo che potesse marcare, limitare, il 21.
La campagna '26, anch'essa da Team of Destiny, è stata di un altro livello.
E un go-to-guy come Jalen Brunson, a New York, non l'hanno quasi mai visto. Due e basta: Walt Frazier e Bernard King. Period.
10.
Mike Brown, cum grano salis, ha allargato la rotazione (non che ci volesse molto...) e il campo.
Un (gradevole) macchinario di palla con estro.
Towns playmaker aggiunto, Anunoby e Bridges più responsabilizzati, Hart collante.
Di là, difesa competente: quanto, atleticamente, rispetto alla rivale-West, lo vedremo in queste settimane.
Il resto, of course, è farina del sacco di Brunson.
11.
Al di là della rinuncia ai 113 milioni di $, roba che a un Harden o a un Giannis verrebbe un coccolone, JB è la point-guard più decisiva e devastante in questa NBA.
Basterebbe l'ultimo quarto (e il supplementare) di gara1 coi Cavs, sotto di 22 a 8 minuti dalla sirena, per definirlo così. Almeno 4 canestri, di tabella, con la parabola altissima, sopra le mani e le braccia tese, da giocatore di biliardo. Togliendo il tempo, sulla gamba (sinistra) del rilascio, in equilibrio precario.
Nate Archibald più Kyrie Irving (o Rod Strickland) ma in un flusso di coscienza cestistico tutto suo.
12.
Otto in fila, le franchigie diverse a vincere l'anello dal 2018.
Poi dicono che il salary cap non serve...

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