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Visualizzazione dei post da settembre 16, 2014

Luci e ombre in vista di Ponferrada

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di Simone Basso
Il riassunto della Vuelta 2014, il suo nucleo narrativo, è racchiuso nell’ultima ascesa. Salendo ad Ancares si ripete il pattern già esplorato nella seconda settimana di corsa: Chris Froome, generoso ma prevedibile, sgassa lasciando indietro tutti tranne la maglia rossa, un Alberto Contador diabolico, che a meno di mille metri dal traguardo lo lascia sui pedali e va a prendersi il bottino pieno. Arrivano in fila, a relativa distanza l'uno dall’altro, dettando la classifica finale: Contador, Froome, Valverde, Rodriguez, Aru.
Non essendo strilloni del cosiddetto ciclismo tradizionale (forse perché ne conosciamo la storia) potremmo definire questo Giro di Spagna tecnicamente mediocre e ripetitivo: i grandi nomi, le rampe di garage, che tanto appassionano tv e tifosi, non possono coprire i vuoti di sceneggiatura. Chilometraggi-bonsai, tracciati monodici hanno prodotto distacchi minimi sino a La Farrapona, una delle (due) frazioni con dinamiche prossime ai Grandi Giri …