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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

HOOPS PORTRAITS - Sterling, lo scivolone del palazzinaro

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Sedici giugno 1981: Donald T. Sterling, palazzinaro di Chicago che negli anni sessanta ha fatto fortuna a Beverly Hills, per 12,5 milioni e mezzo di dollari acquista i San Diego Clippers. Come, San Diego? Sì, e dopo la prima vittoria, impazzito di gioia, attraversa di corsa il campo per andare ad abbracciare coach Paul Silas, pelle nera, nerissima.

Tempo tre stagioni, nell’84 Sterling trasferisce i Clippers a Los Angeles. Come, Los Angeles? Sì. In tanti pensavano veleggiassero ad Anaheim, ma Sterling aveva un sogno: sfidare i Lakers, e il loro pubblico di celebrities, sul loro terreno. Vip di Hollywood che erano anche amici suoi e che mai avrebbero tradito i gialloviola, col Forum di Inglewood lì, a dieci miglia da L.A.

Trent’anni dopo, oggi, la rivista economica Forbes valuta l’ex barzelletta della lega 575 milioni di dollari. Chissà quanto si è deprezzata dopo il polverone mediatico che ha condannato senza processo Sterling per le frasi razziste che il sito di gossip Tmz ha rubato …

HOOPS MEMORIES - Re per una notte

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27 aprile 1984, Joe Louis Arena, Detroit (Michigan) Playoff NBA, Eastern Division, primo turno, gara-5 Detroit Pistons-New York Knicks 123-127 (OT)
di CHRISTIAN GIORDANO, Black Jesus
Il capitano dei Knicks 1983-84 era Bernard King, 27enne di Brooklyn che il giorno dell’investitura piangeva dalla commozione. Prima ancora che newyorchese, l’ex leggenda dei playground della City era un Knick «dentro» e coach Hubie Brown ne aveva fatto il perno dell’attacco: l’illimitato bagaglio di finte, di movimenti, specie lo spin move (la rotazione su se stesso), e l’incredibile velocità di «rilascio» nel tiro, costituivano un potenziale offensivo devastante. Secondo Marv Albert, storico broadcaster dei biancobluarancio, «l’arma più pericolosa e spettacolare nella storia dei Knicks».
Quell’anno New York raggiungeva tranquillamente i playoff e fu allora che King, ala di 1.99 per 93 kg scarsi, si erse a protagonista assoluto. Contro Detroit stabilì un nuovo record NBA segnando 23 punti consecutivi; po…

Roubaix 2014 - Leggerezza di Spartacus

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https://www.indiscreto.info/2014/04/leggerezza-spartacus.html
di SIMONE BASSO Il Giornale del Popolo, 12 aprile 2014
La Settimana Santa del ciclismo si conclude, domenica pomeriggio, nel Velodromo di Roubaix: un luogo sacro per lo sport europeo, come solamente Kitzbühel, Holmenkollen e Wimbledon. Il leitmotiv del rito, che riverbera e addirittura amplifica l’epica brutale della Ronde, è il solito: Cancellara, che a Oudenaarde ha chiarito la sua collocazione storica, contro l’Omega Pharma-Quickstep, la corazzata del Nord ancora a secco o quasi; il resto però non è mancia.
SPARTACUS E GLI ALTRI – Ribadiamo che il tris fiammingo del bernese rende ancor più evidente il concetto: Fabian, alla voce flahute, nel dopoguerra, è in una compagnia esclusiva. Al suo livello solamente Rik Van I e II, Merckx, De Vlaeminck, Museeuw e Boonen. Poi, allargando la cerchia, potremmo discutere – sempre in ordine rigorosamente cronologico – di Impanis, Magni, Godefroot, Moser e Kelly. Alla Regina ha da chied…

Kosovo: Milestone match after years in limbo

Haiti were the opponente as Kosovo played their fist FIFA approved international
JAMES MONTAGUE in Mitrovica, Kosovo - World Soccer
Under black clouds and plumes of acrid yellow smoke, a group of young men in blue tracksuits are meeting each other on a football pitch for the first time. The players of the Kosovo national team run around the pitch of the decrepit stadium in Obilic – a poor, industrial town dominated by Kosovo’s two largest power stations which, according to the World Bank, represent the “worst single-point source of pollution in Europe” – as a crowd of a few hundred look on.
In two days time the players are due to be involved in an important milestone in Kosovo’s recent history. After years of politics, fighting, failure, fraught negotiation and, finally, a tentative agreement, Kosovo are about to play their first FIFA-approved match: a friendly against Haiti. “I feel great because we struggled to have this opportunity to show the world we have tradition in football,” s…