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Visualizzazione dei post da Settembre, 2019

LOST SOULS - Timothy "Baby Sunshine" Doyle

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di CHRISTIAN GIORDANO
Lost Souls - Storie e miti del basket di strada

Quarant’anni dopo, Danny “Sunshine” Doyle era tornato al Rucker Park. Ma non per farsi beffe degli avversari, in stragrande maggioranza nera come gran parte del pubblico sulle tribunette. Quello lo faceva da re del Queens quando, all’ipotesi di giocare nella NBA, aveva preferito la tesi di vendere soda.
Sunshine stavolta era là per tifare per un altro bianco che cercava di farsi un nome sulla scena - rimasta a stragrande maggioranza nera ma intanto assurta a fama mondiale - dove i migliori prospetti newyorkesi di high school sfidavano i più forti ballers di Philly. Tradizione viva dai tempi di Cal Ramsey e Wilt Chamberlain, Herman Knowings e Jay Norman.
«Benvenuti al Rucker Park - strillava l’uomo al microfono -, dove nascono sogni e si compiono leggende». Quattro decenni dopo, attraverso gli occhiali scuri Danny g…

LOST SOULS - Lloyd “Swee’pea” Daniels

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di Christian Giordano
LOST SOULS: Storie e miti del basket di strada
«Magic Johnson con il jumpshot di Larry Bird». Pareva un’investitura, quella pronunciata in tempi non sospetti da coach Stan Dinner, ma nella notte tra il 10 e l’11 maggio 1989 pareva tanto a un epitaffio. Verso le 2.10, due baby-spacciatori avevano scaricato in corpo al “Next Magic” tre proiettili davanti la baracca che lui chiamava casa, in South Jamaica nel Queens. «Un probabile regolamento di conti legato al traffico di droga» recitò allora il detective Vincent Jones, portavoce della polizia di New York. I conti non erano tornati soprattutto al dealer 16enne e relativo socio che non avevano gradito la furbata, peraltro mai ammessa dalla vittima, di aver ricevuto due banconote da un dollaro anziché da cinque come da tariffa. Da lì la ancor meno apprezzata fuga in campo apert…

Stefano Zanatta: «La maglia la tiene chi ce l’ha»

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di CHRISTIAN GIORDANO ©
in esclusiva per RAINBOW SPORTS BOOKS ©
Agriturismo Tenuta “Il Cicalino” Massa Marittima (Grosseto), lunedì 22 gennaio 2018
- Stefano Zanatta, poche vittorie ma buone. Come quella del ’93 alla Ruta de México. Io però sono qui per farti salire su una DeLorean e riportarti ancora più indietro nel tempo, al Giro ’87. Tu correvi nella Supermercati Brianzoli, con Tony Rominger capitano e Gianluigi Stanga diesse. Che ricordi hai di quel Giro, che tu chiudesti 112 a 3h 14’ 17”?
«Per me era il secondo Giro d’Italia (il primo fu nell’86 alla Malvor-Bottecchia, nda). Ero in una squadra con grandi ambizioni. Rominger prese la maglia bianca [dalla sesta alla 18-esima tappa, nda], in squadra avevamo anche Claudio Corti e per le volate Stefano Allocchio, quindi essere stato selezionato per far parte del gruppo dei partecipanti era per me un grande onore. Dovevamo sempre avere una grande attenzione, soprattutto stare vicino a Tony, nelle fasi di tappa adatte alle mie caratte…

LOST SOULS - Derrick Curry

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di Christian Giordano
LOST SOULS: Storie e miti del baset di strada
«Nel basket c’è molto più del basket».
Stufi della retorica zen philjacksoniana?
Desiderosi di capire davvero a che cosa si riferisca, in concreto, “quello-che-sì-ha-vinto-nove-anelli-ma-con-Jordan&Pippen-Kobe&Shaq” (ma non è che Arnold “Red” Auerbach ne abbia vinti altrettanti con delle scartine, e PJ è anche leader d’ogni epoca per successi nei playoff e per percentuale-vittorie, ndr)?
Allora quel che vi serve è una bella passeggiata in montagna. Ma non una qualsiasi.
Per comprendere appieno il ruolo predominante che il basket può assumere nella vita di una persona, ci si deve avventurare nelle boscose pendici delle Allegheny Mountains, nel Maryland nordoccidentale. Cinque miglia a ovest di una vecchia cittadina mineraria chiamata Cumberland, si vede quello che appare …

IN FUGA DAGLI SCERIFFI - Phil dei fiori

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Simone Basso
IN FUGA DAGLI SCERIFFI
Oltre Moser e Saronni: il ciclismo negli anni Ottanta
Prefazione di Herbie Sykes
Rainbow Sports Books, 160 pagine - kindle, amazon.it – € 9,90

Inconsapevole profeta del Nuovo Mondo, Phil Anderson fu il precursore della globalizzazione ciclistica. 
(...)
Australiano nato in Inghilterra, francese di stipendio e belga di residenza: come direbbe il principe Antonio De Curtis, un uomo di mondo. 
Atleticamente un carro armato, potentissimo sul passo e competitivo sulle salite, entrò nella mitologia del pedale al primo Tour che disputò: nel 1981, alla quinta frazione (un tappone pirenaico atipico per la sua collocazione temporale), riuscì a rimanere con Hinault e agguantò una leadership inedita, primo capoclassifica non europeo in settantotto anni di romanzo. 
(...)
Visse pure un’esistenza on the road intensa, con due matrimoni (la prima sposa, Ann, l’incontrò alla Coors Classic 1978) e una relazione “scandalosa” con Shelley …

A HARROGATE SI FA LA STORIA O SI MUORE

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https://www.sport-e-cultura.com/2019/09/27/a-harrogate-si-fa-la-storia-o-si-muore/
di Simone Basso, venerdì 27 settembre 2019
Arcobaleno UCI in quel di Harrogate, questa settimana, sperando (per gli atleti) che spiova un po’ il sabato e la domenica: cioè quando conta (sul serio).
Una prova iridata più attesa del solito, per la congiunzione astrale di avvenimenti che la rendono ancora più affascinante e imprevedibile; quasi epocale se le premesse – di uno scontro fra mammasantissima – si realizzassero al cento per cento.
Siamo ancora qui, dopo decenni, a celebrare una festa perversa, abbastanza scema, considerando il ciclismo vero, leggendario, delle classiche e dei Grandi Giri.
Bizzarro che si assegni la maglia, fotogenica, originale, con quel titolo (di campione del mondo...), mediante una kermesse che simula – in una sorta di sagra di paese – uno sport professionistico che crea e vive – più di tutti – di monumenti e simulacri.
Consapevoli, in fondo, che un criterium di qualsiasi tip…