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Visualizzazione dei post da luglio 19, 2015

Tris di Greipel, Sagan verde di rabbia

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Zélande alla seconda, Amiens alla quinta e Valence alla 15esima. Il Tour di André Greipel, al terzo sigillo quest'anno e al nono in carriera, è già stravinto. Il velocista della Lotto Soudal, a 33 anni compiuti giovedì, più invecchia e più migliora.

Al Tour c'è stata l'era Cavendish, l'anno scorso il dominatore era Marcel Kittel, assente quest'anno per gli infortuni che ne hanno ritardato la preparazione, ma Greipel c'è sempre: e da cinque Grande Boucle almeno una tappa la porta a casa.

Quando è lanciato, il tedescone ha già dimostrato di non avere rivali, ma stavolta è stato capace di vincere anche di destrezza, tenendosi alle spalle l'intero parterre de roi della categoria: il connazionale John Degenkolb, che in stagione ha centrato la storica doppietta Sanremo-Roubaix, il russo Alexander Kristoff re delle Fiandre e il solito Sagan, che oltre a prendersi a spallate con Degenkolb e altri della Giant alpecin ha rafforzato la sua maglia verde di leader della…

CAPITOLO 18 - The Shot, Part II

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“Credevo di essere in un’ottima posizione su di lui, ma non c’è modo di fermare un tiro come quello. Lui sta semplicemente sospeso in aria e poi ha quel tocco... Non avrei potuto fare altro”
– Craig Ehlo

di CHRISTIAN GIORDANO, Michael "Air" Jordan
Il GM Jerry Krause si era ormai convinto che, per continuare a progredire, i Bulls avessero bisogno di una presenza più forte in area. Così, subito prima del Draft NBA del 1988, cedette ai New York Knicks l'ala forte Charles Oakley per il centro di 2,13 Bill Cartwright, veterano che ai Knicks ritenevano sacrificabile in seguito all'acquisizione di Patrick Ewing. La cessione scatenò un putiferio a Chicago. Molti dei giocatori dei Bulls, Jordan compreso, vedevano Oakley come una sorta di bodyguard della squadra, l’unico che non cercava mai scuse e che affrontava a muso duro tattiche e atteggiamenti intimidatori degli avversari, specie quelli dei “Bad Boys” di Detroit.
Come molte mosse di Krause, anche questa era dura da manda…

CAPITOLO 17 - Pip Pip hurrà, ecco i rinforzi

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«Il mio giocatore ideale è alto 1.96 m, pesa 90 chili, salta come Michael Jordan, ha il numero 23 come Michael Jordan e… gioca come Michael Jordan» – Doug Collins


di CHRISTIAN GIORDANO, Michael "Air" Jordan

A Krause i conti della stagione ’86-87 dei Bulls (leggasi risultati) non portano e quindi si mette di buzzo buono ad eseguire opportune sottrazioni al roster. Poi è la volta delle addizioni e quelle (importantissime) arrivano direttamente dal draft NBA del 1987: il GM questa volta si supera e porta a casa due pietre angolari per il futuro della franchigia. Grazie alle sue Grandi Manovre, Chicago ottiene l’ottava e la decima chiamata del draft e Krause, in un primo momento, crede di poter mettere agevolmente le mani su uno “sconosciuto” (agli addetti ai lavori) quando individua il versatile Scottie Pippen di Central Arkansas. Come era accaduto con Oakley, però, Pippen ha la “pazza” idea di giocare molto bene nei camp di postseason, scompaginandio così i piani del diabolico …

CAPITOLO 16 - I Bulls alla carica

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«Quando la media di Michael scenderà a 25, 28 punti a partita, i Bulls avranno una squadra migliore» – Pat Riley

di CHRISTIAN GIORDANO, Michael Air Jordan
Per rimpiazzare Albeck come allenatore, Krause si rivolse al 35enne ex giocatore Doug Collins , che veniva da due anni come commentatore di basket per la CBS Sports dopo che le sue uniche esperienze di panchina erano state tre stagioni come assistente allenatore a livello di college, una alla University of Pennsylvania e due ad Arizona State. Krause chiamò anche il coach veterano Johnny Bach e l’ex giocatore Gene Littles per i ruoli di assistenti accanto all’eterno coach Tex Winter, confermato dallo staff di Albeck come uno dei pupilli personali di Krause.
Poi si mise a riattrezzare il roster, sbarazzandosi di quei giocatori che riteneva non rientrassero nei suoi piani per il futuro: Orlando Woolridge, Sidney Green, David Greenwood e Jawann Oldham, che furono tutti spediti via in cambio di un pacchetto di scelte del draft. Ciò lasciò…

CAPITOLO 15 - Toro scalognato

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«Io credo che sia Dio travestito da Michael Jordan. È il più grande giocatore della NBA. Oggi al Boston Garden, in diretta tv nazionale, nei playoff, ha messo in scena uno dei più grandi spettacoli di tutti i tempi. Non credevo che qualcuno potesse fare una cosa del genere contro i Boston Celtics» – Larry Bird
«Quando gioco come quel giorno a Boston, non ce n’è davvero per nessuno. E una volta iniziata bene la partita, mi sono sentito come se niente avesse potuto fermarmi. Avrei potuto correre per giorni, e se fosse stato per me, forse staremmo ancora giocando…» – Michael Jordan

di CHRISTIAN GIORDANO, Michael "Air" Jordan
Il secondo campionato di Michael Jordan nella NBA sembrava destinato a grandi cose. Nella seconda metà della stagione ’84-85, il GM dei Bulls, Jerry Krause, aveva incominciato il difficile compito di assemblare una squadra che integrasse l’immenso talento della sua superstar. Il primo pezzo del puzzle, che andava composto, tecnicamente e caratterialmente, su …

CAPITOLO 14 - L’uomo da 6 milioni di dollari (per 7 anni)

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«Sono felice di essere arrivato nella NBA e di aver fatto meglio di quanto la gran parte della gente si aspettasse. È stato tutto molto esaltante e mi sono divertito un mondo. Probabilmente in tutta la mia carriera non avrò mai un’altra stagione come questa, con tutta questa pubblicità e tanta attenzione da parte dei media…» – Michael Jordan
«È come far parte del Victory Tour di Michael Jackson coi Jacksons Five. Lui era Michael e noi i Jacksons» – Orlando Woolridge 

di CHRISTIAN GIORDANO, Michael "Air" Jordan
Il lancio della monetina. Abbiamo già visto com’era andata: lanci in aria una moneta e a volte vinci, a volte perdi. I Chicago Bulls, stavolta, avevano vinto, senza neanche partecipare. Ora passavano alla cassa a riscuotere. Prima, però, dovevano essere loro ad allargare i cordoni della borsa: i Tori avrebbero dovuto mettere in palio la posta necessaria per poter “scoprire” l’asso che la dea bendata aveva messo loro in mano. Quanto valeva quella posta per “vedere”? Seimi…