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Visualizzazione dei post da febbraio 6, 2018

Tommy Conlon: A most astonishing accident of history

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https://www.independent.ie/sport/other-sports/cycling/tommy-conlon-a-most-astonishing-accident-of-history-36206427.html
by Tommy Conlon October 8 2017 4:30 PM
Not to put too fine a point on it, but if you want to find a symbol that summarises professional cycling in all its cruelty, heroism and treachery, you need look no further than Seán Kelly's bony backside.
In 1987, this lion of the road was among the favourites to win the tour of Spain, La Vuelta a España. With four days to go, he was leading the race by 43 seconds; the next day he abandoned. Turned out he'd been suffering with a cyst on his perineum, caused by an ingrown hair. 
An online medical dictionary tells us that the male perineum is located between the scrotum and the anus. One can only imagine that a bike saddle is the last place where you'd want to be sitting with such an affliction. Kelly sat on it for four days, pounding out mile after punishing mile. The agony must have been exquisite.
The night before …

ROCHE & KELLY AT THE 1987 WORLDS

How Stephen Roche won the rain bow jersey in 1987, with a lit tle help from Sean Kelly
Procycling · 8 sett. 2017 WRITER: BARY RYAN

When Sean Kelly first began to earn selection for the Irish national team as an amateur in the mid-1970s, he regularly found himself competing for jerseys with his teammates. Not rainbow ones, mind, but the notoriously ill-fitting garments provided by the Irish Cycling Federation at the time. Alan McCormack, regularly Kelly’s equal in the sprint as a junior, was rather slighter of build than the robust farmer’s son from Carrick-on-Suir, but he was never guaranteed the snuggest jersey on offer.
“They’d be laid out on a bed and Sean would grab my jersey, saying he liked a nice tight fit,” says McCormack. “Jesus, the medium would be like a dress on me, so I used to have to fight him to keep my small jersey. They were pure cotton and they’d sag in the rain.”
Come the 1987 World Championships in Villach, Austria, after a decade climbing inexorably to the summit…

FERRETTI: «LA SKY? È LA ROVINA DEL CICLISMO»

http://www.tuttobiciweb.it/2018/01/27/108533/giancarlo-ferretti-la-sky-E-la-rovina-del-ciclismo-alessandra-giardini-nibali-petacchi-bugno-sagan-tuttobiciweb
«Speriamo che se ne vadano, in tanti la pensano come me»
di Alessandra Giardini, TuttoBiciWeb, 27 gennaio 2018
«Cosa faccio? Invecchio, lavoricchio. Curo la mia società immobiliare. E poi vado a spasso con i miei cani, due Jack Russell, una razza stupenda. Sono due femmine, mamma e figlia, Molly e Lilly». 
Dall’ammiraglia Giancarlo Ferretti ha guidato grandi campioni e ha visto scorrere più di trent’anni di ciclismo. Ma la sua esperienza da direttore è ferma al 2005, quando chiuse la Fassa Bortolo. Da allora Ferron guarda il ciclismo da amante, da appassionato, da critico. E sempre, si capisce, da tecnico.
Non pensa mai di rimettere su una squadra? «Ci ho pensato, e ci penso ancora. La mente per fortuna non mi abbandona, e spesso il pensiero va a finire lì, nel ciclismo. Ma quello che vorrei non è fare una squadra qualunque, vorrei…

CORTI: «VADO IN GIRO A VENDERE IL CICLISMO»

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http://www.tuttobiciweb.it/2018/01/28/108547/claudio-corti-vado-in-giro-a-vendere-il-ciclismo.-froome-bugno-squadre-worldtour-globalizzazione-alessandra-giardini-tuttobiciweb
«Ma è difficile, costi troppo alti e poche sicurezze»
di Alessandra Giardini, TuttoBiciWeb, 28 gennaio 2018
PROFESSIONISTI | Claudio Corti se la ricorda come se fosse adesso la prima volta che vide Chris Froome. «Con la Barloworld dovevamo fare il Giro del Capo. Il secondo anno ci andai con una bella squadra. Era la tappa che arrivava a Stellenbosch, in circuito. C’erano questi quattro chilometri di salita finale, e in fondo c’erano rimasti i miei corridori e questo ragazzo pallido e magro, con la maglia bianca. Mulinava, era agile. Alla fine andai a parlare con lui, mi raccontò che viveva da solo, si era trasferito in Sudafrica per correre. Non ci volle molto a convincerlo a venire in Italia. E’ rimasto con noi due anni, ma non scrivere che sono stato io a scoprirlo o a farlo crescere. Non mi piace appropriarmi …

José Maria Jimenez

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Il 6 febbraio 1971 nasceva José Maria Jimenez, professionista dal 1992 al 2002 e quattro volte miglior scalatore alla Vuelta, tragicamente scomparso prematuramente nel 2003.
Soprannominato El Chava (il selvaggio), fu uno scalatore le cui gesta per certi versi ricordavano quelle di Marco Pantani, altro campione scomparso prematuramente. Viene considerato tra i più forti scalatori di tutti i tempi. Colse 28 successi, oltre ad aggiudicarsi la maglia verde di miglior scalatore alla Vuelta nelle edizioni 1997, 1998 (anno in cui concluse terzo alle spalle di Olano ed Escartin), 1999 (fu quinto in classifica) e 2001 (anno in cui vinse anche la classifica a punti).
Sul finire della carriera fu curato per una sindrome depressiva e nel 2002 si ritirò dall'attività agonistica. Si sposò nel maggio 2003. Il 6 dicembre 2003, quando era ricov…