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Quel giorno segreto di Saronni a Ferrara da Conconi

Bicisport, n. 9, settembre 1984
Saronni era giunto a Ferrara poco prima di mezzogiorno, accompagnato da [Pietro] Algeri e dal medico della sua squadra. Era finito da poco il Giro d’Italia: dietro la facciata degli osanna a Moser si celava quest’ombra inquietante. Saronni era alla ricerca del filo conduttore d’una carriera che sembrava misteriosamente finita. Perché?
Il professor Francesco Conconi lo aspettava sull’erba del velodromo insieme ai suoi assistenti. Lo scienziato aveva da poco “curato” Maria Canins in partenza per i Giochi olimpici e dopo qualche preambolo mise in pista Saronni.
Beppe cercava un aiuto. Soprattutto egli chiedeva al “medico” di Moser una traccia per iniziare una preparazione diversa, più scientifica, nuova. Algeri aveva il volto segnato. Il giovane tecnico di Saronni era alla ricerca d’una spiegazione ai tanti perché che ancora popolavano la via di Saronni. Lontano da quello stadio, un’altra persona trepidava non poco: Ernesto Colnago il quale su Saronni avev…

Visentini: Ho lasciato la scuola perché amavo lo sport

Bicisport n. 8, agosto 1984
Lucia Targetti chiede a Robeto Visentini se è vero che non ha comèpletato gli studi e perché "A quella età facevo sci e motocross ottenendo anche buoni risultati. Poi ho scelto il ciclismo. La decisione non è stata sbagliata".
Caro Roberto,    sono una tua grande ammiratrice e prima di tutto voglio congratularmi con te per la tua grande serietà che non sempre ti fa essere considerato quello che sei veramente. Ma io ti ammiro proprio per questo. Avrei anche delle domande da rivolgerti: ho saputo che hai frequentato le scuole medie superiori, ma che non le hai portate a termine: per quale motivo? Che tipo di scuole erano? Ringraziandoti anticipatamente ti saluto e porgo i miei migliori auguri per un’ottima stagione. Lucia Targetti, Bergamo
Cara Lucia,     non è vero che non ho terminato le scuole superiori perché non le ho nemmeno cominciate. A 4 anni ero già molto impegnato con lo sport che mi dava grandi soddisfazioni. No, non ero ancora un ciclista…

Io, Argentin non accetto il linciaggio di Visentini

Moreno Argentin a Pia Zilioli
Bicisport n. 7, luglio 1984

«No, non è vero che non mi impegno a conoscere la gente e che tratto tutti allo stesso modo. Certo, h molta diffidenza nei confronti di voi giornalisti. Prenda ad esempio il caso Visentini: coloro, i tanti che, che non l’hanno voluto capire ed eventualmente scusare sono in malafede. Quelli che hanno attizzato il fuoco della polemica hanno guardato unicamente l’interesse del loro giornale non dandosi neanche lontanamente la pena di pensare che umanamente e concretamente distruggevano Roberto, reo, tuttalpiù, di dire verità scomode e con mal calcolata misura. Se, come andate dicendo, ci apprezzate e volete bene, avreste dovuto comprendere e cercare di minimizzare l’accaduto; invece troppo spesso ci trattate come carne da macello sicché è logico che io abbia grosse resistenze ad essere completamente autentico».

Visentini - Gli sono saltati i nervi nel giorno destinato alla sfida con Moser

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Bicisport n. 7, luglio 1984
Seduto sul sedile posteriore dell'ammiraglia, Roberto Visentini, con lo sguardo fisso nel vuoto, mostrava ancora la tensione che lo aveva tradito appena la strada iniziava a salire verso Selva Gardena. Davide Boifava, fuori, sotto gli occhi avviliti e sorpresi degli sponsor, cercava di offrire ai giornalisti spiegazioni convincenti.
Quando nella discesa di Montemarcello si era tuffato verso Lerici su strade bagnate ricche di curve pericolose, aveva aggiunto ancora più convinzione alla sua speranza di fare propria la maglia rosa. Sul lungomare di Lerici aveva conquistato la sua prima vittoria in una gara in linea e guadagnato 39" sui rivali. Tutto si metteva bene. Anche Battaglin, attardato nettamente in classifica, era pronto a dargli una mano per fargli conoscere quelle quelle emozioni che lui stesso nel 1981 aveva provato nella stessa Arena di Verona.
Poi qualcosa non aveva funzionato nella cronometro di Milano. Moser con una ruota lenticolare a…

IL GIRO ALLE STRETTE: MOSER RESISTE MA PERDE UN MINUTO

FIGNON: "OGGI ATTACCHERO' " 
dal nostro inviato MARIO FOSSATI la Repubblica, 8 giugno 1984
SELVA DI VAL GARDENA (m.f.) - La Merano-Selva di Val Gardena di ieri ha rimesso in discussione il primato del 67-esimo Giro. La classifica che ne è uscita, lo dice: Moser: a 1'03" Fignon. A 1'07" Argentin. A 1'08" Marino Lejarreta. 
Moser, che è pur sempre l'uomo da battere, viene posto in discussione per non aver saputo gestire il suo ritardo. "Ho preferito tenere finché ho potuto - ha detto Moser immediatamente dopo l'arrivo -. Ma all'ultimo strappo sono stato afferrato da un incredibile mal di gambe. Gli altri se ne sono accorti. E mi hanno attaccato. L'avversario mio autentico è Fignon, che contro il cronometro, cammina". 
Il campione francese è, a proposito, molto esplicito. "Nella Selva di Val Gardena-Arabba, di oggi, staccherò Moser e vincerò il 67-esimo Giro ciclistico d' Italia". E', questa, la sua pre…

ADDIO ALLO STELVIO: IL GIRO CAMBIA STRADA

"TORRIANI HA FATTO BENE: SULLA NEVE NON ANDIAMO" 
dal nostro inviato MARIO FOSSATI la Repubblica, 6 giugno 1984
LECCO (M.F.) - Lo Stelvio (metri 2757, Cima Coppi) non verrà scollinato, oggi, nella Lecco-Merano, diciottesima tappa del Giro. La corsa infilerà il tracciato di riserva: 252 chilometri. Due vette, passo del Tonale (m. 1883) e passo delle Palade (m. 1812) con discesa su Merano, sostituiranno il tetto del Giro. 
Torriani ha esitato molto prima di confermare una decisione che appariva scontata. Decisivo, è stato al riguardo, un telegramma dell'ingegnere Ortolani, dell'ANAS di Bolzano. La maglia rosa Francesco Moser, prima ancora di conoscere la decisione, aveva rilasciato una dichiarazione piuttosto significativa. "Io andrei a Merano, ha detto, per la strada più normale che conosca: la Verona-Trento-Bolzano-Merano. Una strada, del resto, nota a tutti. Mi risulta che pure sul Tonale è caduta la neve". "Se avessimo affrontato lo Stelvio, ha aggi…

Giro d'Italia 1984: Roberto Visentini - IL NOBILE

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Ha fallito un anno fa sulle strade del tappone, quando ormai aveva la corsa in mano, m è maturato e parte con sicurezza maggiore. Le crono lo assecondano
Bicisport n. 5, maggio 1984
Roberto Visentini ci riprova. L’anno scorso [1983, nda] nessuno lo aveva pronosticato come il rivale numero uno del favoritissimo Giuseppe Saronni e soprattutto pochi pensavano che grazie alla cura di Davide Boifava avrebbe fatto un così immediato e promettente salto di qualità. Non ha avuto fortuna però. Persi per strada i suoi compagni più importanti, alle battute finali è giunto stanco e con il solo infaticabile Luciano Loro ad aiutarlo. Non è bastato.
- L’esperienza dello scorso anno sarà certamente un’arma in più per il Giro che sta per cominciare – afferma Roberto deciso – ma è anche fuori dubbio che ci saranno più avversari che mi terranno d’occhio.
- Ritiene questo Giro più duro di quello passato? - Grosso modo credo che ricalchi quello scorso, poi bisogenrà vedere come sarà corso. Quant dureranno f…

Forse Moser e Saronni non mi stimano… Ma a me non importa

“A tu per tu”
Bicisport n. 3, marzo 1984

Antonella Ceramicoli vuol sapere da Roberto Visentini: Ma tra voi vi stimate?

Caro Visentini,
   sono una tua accanita tifosa e vorrei che rispondessi alle mie domande:
- durante il periodo invernale come ti sei allenato? Quante volte sei uscito la settimana e su che percorsi?
- Chi stimi di più tra Moser e Saronni come carattere e classe?
- Se potessi tornare indietro sceglieresti ancora di fare il corridore ciclista?
Antonella Ceramicoli
ROBERTO VISENTINI: Certo che sceglierei ancora la bicicletta. È stata una scelta mia e soltanto mia. L’ho fatta ben sapendo che sarei andato incontro a sacrifici e rinunce; l’ho fatta pur essendo abituato bene e pur avendo praticato diversi sport. Ce n’è soltanto uno che amo come il ciclismo: è lo sci. Non sono diventato un campione ma credo di poter essere considerato un buon corridore: le mi soddisfazioni me le sono prese e credo che me ne prenderò ancora. Io stimo tutti. Anche Moser e Saronni…

1984: cancellare i blackout

Roberto Visentini
Bicisport n. 1 gennaio 1984
«Ritengo di essere riuscito a dare la prova della mia maturazione nell’annata scorsa con le vittorie nella Tirreno-Adriatico e nella Ruota d’oro e, ancora di più, con il secondo posto e il successo nell’ultima cronometro al Giro d’Italia. Questo non vuol dire che mi considero già attestato su queste posizioni: è chiaro che il mio impegno è di fare ancora meglio e soprattutto intendo cancellare dalla mia stagione giornate nere come quelle che ho accusato al Giro di Svizzera, al campionato del mondo e al GP delle Nazioni conto di riuscire ad azzeccare la giusta terapia per colmare questa lacuna».

Un trust di cervelli per battere l'ora

Bicisport, gennaio 1984
La dcisione definitiva di tentare il record dell'ora è stata presa a Milano il 28 ottobre 1983 al termine di una riunione cui hanno preso parte tutti i componenti l'équipe tecnico-scientifica.
Ecco i 19 nomi:  Francesco CONCONI (Centro Ricerche dell'Università di Ferrara), Antonio ARRIGO (Centro Neurofisiologia Clinica dell'Università di Pavia), Luciano COCCHI (biologo), Antonio DAL MONTE (Istituto di Medicina dello Sport del CONI-Roma), Silvano FINOTTI (Clinica del Lavoro dell'Università di Milano), Lorenzo SOMENZINI (dietologo), Giovanni TREDICI (Istituto Medicina Sportiva dell'Università di Milano), Pia FARINA (fisiologa), Luigi ALLEGRA (Istituto Pneumologia dell'Università di Milano, Enrico ARCELLI (medico sportivo), Benigno BARTOLETTI (medico sportivo - Fiat), Franco LA NEVE (medico sportivo della Juventus), Vittorio MASSARI (medico), Franco ZAMORANI (medico sportivo di "Azzurra"), Alberto e Paolo SORBINI (Also-Enervit…