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Visualizzazione dei post da aprile 1, 2026

L’ITALIE ENCORE À TERRE

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Comme en 2018 et en 2022, la Nazionale ne participera pas à la Coupe du monde  après son élimination à l’issue des tirs au but en Bosnie-Herzégovine.  Une énorme désillusion pour toute une génération de joueurs italiens. UNE CHUTE SANS FIN Réduite à dix en première période, l’Italie a résisté mais a fini par céder et a perdu aux tirs au but, hier en Bosnie-Herzégovine.Elle va manquer une troisième phase finale d’affilée, et le coup est terrible. 1 Apr 2026 - L'Équipe MÉLISANDE GOMEZ ZENICA (BOS) – Le stade de Zenica n’accueillait que 9 000 supporters bosniens, hier, mais ils ont fait du bruit comme s’ils étaient cent mille, quand le dernier tir au but victorieux d’Esmir Bajraktarevic a filé hors de portée de Gianluigi Donnarumma pour envoyer la Bosnie-Herzégovine de l’autre côté de l’Atlantique et très haut dans les étoiles. Les tirs de mortier ont continué de fuser depuis les fenêtres grandes ouvertes sur le stade, de larges gaillards entourés dans leur drapeau se sont laiss...

1° aprile 1966: la conquista della Coppa dei Campioni

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Bologna, 1° aprile 1966 1° aprile 1966, la conquista della Coppa dei Campioni 1 Aprile 2026 - olimpiamilano.com Novanta anni di storie e di passione. L’Olimpia Milano lo scorso 9 gennaio 2026 he celebrato i 90 anni di attività. Il 1° aprile 1966, conquistò il primo titolo europeo della sua storia e di una squadra italiana. Ecco la storia di quel trionfo di 60 anni fa. Cesare Rubini lasciò la squadra a Bologna e in auto rientrò a Milano. Era il 30 marzo 1966. L’Olimpia era in hotel in attesa di giocare la seconda semifinale di Coppa dei Campioni contro il CSKA Mosca. Ma Rubini tornò a Milano per vedere dal vivo, al Palalido, la prima semifinale tra l’AEK Atene e lo Slavia Praga. Erano altri tempi: per vedere quella partita doveva esserci, non poteva seguirla in tv perché in Italia non sarebbe stata trasmessa, non c’erano i satelliti e ovviamente nemmeno lo streaming. In realtà, il suo era anche un atto di fede o forse un modo per smorzare la tensione della vigilia, perché la squadra fav...

«Nel ’66 vinsi la Coppa Campioni vivendo in un pensionato a Milano. Passai io al mio amico Rumsfeld il curriculum di Dick Cheney»

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Bill Bradley: «Ai sovietici in campo feci credere di parlare russo.  Vidi la segregazione e decisi di diventare democratico» In Senato -  «Ero in commissione Finanza. Trump mi ha odiato perché tolsi le deduzioni immobiliari» 1 Apr 2026 - Corriere della Sera Mario Platero Dove Nasce? © RIPRODUZIONE RISERVATA La finale è un miraggio. La vittoria impossibile. La data poco propizia. Eppure quell'1 di aprile del 1966, sessant’anni fa, l’Olimpia «Simmenthal» compie il miracolo. Trionfa a Bologna contro lo Slavia di Praga e conquista la prima Coppa dei Campioni di basket per una squadra italiana. Cinque in campo: Gabriele Vianello, Skip Thoren, Bill Bradley, Sandro Riminucci e Gianfranco Pieri. Leggende.  Bradley però lo è un pochino di più: a Tokyo, nel 1964, in piena Guerra Fredda, capitano della nazionale americana, vince la medaglia d’oro contro l’Unione Sovietica. E il suo record, 57 tiri liberi vincenti consecutivi alla Princeton, stagione 1961-62, è imbattuto. L’Olimpia è...