Addio papà Cioli, gran patron dello sport



di ANGIOLINO MASSOLINI
Bresciaoggi, 16 ottobre 2009

Se ne è andato soffrendo in silenzio, come quando assisteva a una corsa in bicicletta o guardava una partita di pallone. All'età di 75 anni, è scomparso ieri, dopo una breve e dolorosa malattia, Mario Cioli, un imprenditore che amava il suo lavoro ma ancora di più lo sport. Tutti gli sport, ma soprattutto il ciclismo e il calcio, che per anni ha sostenuto, finanziato, sponsorizzato, raggiungendo successi importanti e lanciando tanti campioni della bicicletta.


NATO A REMEDELLO il 12 marzo 1934, piccolissimo era emigrato a Cogliate, in provincia di Milano, con papà Giuseppe e mamma Palmira. A 15 anni ha dovuto interrompere gli studi per la scomparsa del papà, cominciando a lavorare in un'azienda di ceramiche dove divenne poi direttore. 

Nel frattempo staccò la tessera di corridore alla Sandamianese con la quale conquistò un secondo posto nel 1951, proprio a pochi metri dalla sede del suo gruppo sportivo. Lavoro e ciclismo costituivano il suo menù quotidiano. Per non farsi mancare nulla dopo avere lavorato in fabbrica ed essersi allenato, iniziò a lavorare di notte con il prete di Cogliate nel settore della plastica. Ancora minorenne fondò la Artiplast, la prima delle 27 aziende che avrebbe realizzato, ultima delle quali la Brasilplast aperta nel 2000. 

Lasciò l'attività agonistica, ma rimase nel settore sportivo, soprattutto nel ciclismo che amava come pochi altri. E dopo aver condotto all'altare la signora Giuliana nell'agosto del 1958, ed essere diventato padre di Pietro e Stefano, cominciò a sponsorizzare le squadre ciclistiche giovanili con i marchi Artiplast e successivamente Novartiplast. Decisivo l'incontro con Domenico Garbelli, ciclocrossista di fama internazionale conosciuto ai tempi in cui gareggiava. Con la Novartiplast vinse quasi tutto quello che c'era da vincere: titoli regionali, nazionali, corse internazionali. 

Sciolto il matrimonio con Garbelli e divenuto padre anche di Giovanni, Giuseppe e Nicoletta, Mario Cioli tornò a Remedello verso la fine degli anni '70, per stabilirsi definititamente in via Ponte Asolana al civico 12. Fondò altre aziende un po' ovunque: da Chiari a Padova; da Asola a Remedello; dalla Polonia al Brasile. Ma nei momenti liberi si recava senza nemmeno mangiare o dormire a seguire le corse: la sua vita. Ogni volta che un suo corridore vinceva (e succedeva spesso) si emozionava e piangeva come un bambino. Ha sempre detto di essere stato fortunato e spesso lo ripeteva: «La vita mi ha dato tanto: una moglie straordinaria, cinque figli d'oro e la possibilità di sfogare la mia passione per il ciclismo. Non ringrazierò mai abbastanza Dio per essere stato così buono con me». 


SE N'È ANDATO a 75 anni, dopo essersi sottoposto a intervento chirurgico il 31 luglio scorso a Mantova, mentre in precedenza era sopravissuto a tre infarti cui seguirono quattro by pass. Ha però vissuto intensamente miscelando alla perfezione l'impegno nel lavoro e nello sport. Con Novartiplast; Tesint 84; Remac; Verynet; Garda Calze e Brescialat ha sponsorizzato numerose squadre ciclistiche dirette da Domenico Garbelli, Olivano Locatelli, Secondo Volpi, Cesare Turchetti e altri tecnici affermati. 

Dai suoi team sono usciti corridori di qualità come Daniele Contrini; Marco Velo; Luca Gelfi; Gianluca Bortolami; Davide Bramati; Luigino Giovenzana; Walter Delle Case; Ivan Gotti; Wladimir Belli; Angelo Tosi; Marco Milesi; Giuseppe Guerini; Dario Montani; Flavio Giupponi e tanti altri. Dopo avere vinto tantissimo con le categorie dilettantistiche approdò anche nel professionismo con i marchi Murella (Giambattista Baronchelli il capitano); Remac (leader Pierino Gavazzi) e Brescialat (Enrico Zaina). Senza però dimenticare le categorie giovanili sponsorizzate anche insieme a Resine Ragnoli e Feralpi Lonato.

Al calcio è arrivato nell'età matura, e ha vinto subito: da sponsor del Brescia con il marchio Brescialat nella stagione '97-98 ha festeggiato la terza promozione in A dell'era-Corioni. Poi, è stato presidente del Montichiari nell'anno della storia promozione in C2 e della cavalcata-record. Infine, è approdato alla guida del Mantova tra i professionisti. E si è avvicinato anche alla pallavolo, sostenendo il Montichiari, sempre con il marchio Brescialat, per un paio di stagioni. 


UNO SPORTIVO a tutto tondo che ha pure organizzato corse ciclistiche a Remedello (GP Papà Cioli e tricolore della cronometro individuale) e sponsorizzato la corsa giovanile più prestigiosa della provincia: la 3 Tre. Con il team di Sandro Sellari è rimasto undici anni con i marchi Tesint 84; Remac; Brescialat; Garda Calze e Verynet. Stagione fantastica per il ciclismo giovanile bresciano perché Mario Cioli non si fermava alla sponsorizzazione: voleva saper tutto di tutti e spesso le riunioni a casa sua si protraevano fino a tarda notte, con sua maestà ciclismo al centro dei discorsi. Del resto per il mondo del ciclismo, e dello sport, era «papà» Cioli. E tutti gli volevano bene come a un padre. 
Angiolino Massolini

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