Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Il Lombardia

Il Lombardia 2019

Immagine
di Luca Gialanella La Gazzetta dello Sport Sono i 70 chilometri finali più belli del ciclismo mondiale.  Sali sul Ghisallo e in cima trovi la Chiesetta della Madonna protettrice dei ciclisti, i tre busti in bronzo di Coppi, Bartali e Magni, e il Museo del ciclismo voluto proprio da Fiorenzo Magni.  Sullo sfondo, le Grigne, aspre, e il lago di Como.  Poi arriva il Muro di Sormano, un’erta che guarda al cielo con quelle punte al 25% e una strada strettissima dove i tifosi condivi - dono il respiro dei corridori.  La picchiata verso Nesso è una palestra, lunga 13 km, per aspiranti campioni.  E infine il Civiglio, una lama che fa male in salita e soprattutto in discesa. Mettiamo tutto insieme e scopriamo il finale del Giro di Lombardia numero 113, la Classica delle Foglie Morte (prima edizione 1905) che tra i cinque Monumenti è preceduta nel mondo soltanto dalla Parigi-Roubaix (117).  In questa edizione ritorna il finale classic...

Il Lombardia - The Italian Monument of Champions

Words Peter Easton // Photos by Photo Sport International In the final moments of his life, as he descended the Col de Portet d’Aspet in the French Pyrenées during the 1995 Tour de France’s 15th stage, one can only hope Fabio Casartelli thought of his beautiful wife Annalisa and his infant son, Marco. The 1992 Olympic Road Race Champion crashed hard on the Col and died en route to the hospital. Th e ESPN broadcast on July 18th showed the grisly scenes of the wreck, and the thrill of watching a bike race was replaced with the harsh reality of the dangers of competitive cycling. 20 years later, Casartelli’s bike hangs in the small chapel of Madonna del Ghisallo, above Lake Como. Th e bike — with its gearing still in the 53x11and its front fork twisted from the crash — hangs as a memorial in the cycling shrine. The chapel of the patron saint of cycling honors both the joy and suff ering of cycling, and it is an icon during the fi nal Classic of the cycling season, Il Giro di Lomb...

Lombardia 2018: Pinot à la Nibalì

Immagine
«Solo la vittoria è bella», s'è tatuato sul braccio destro. Se in Italia, come 7 delle sue 27 in carriera da pro’, ancora di più.  Settimana fantastica per Thibaut Pinot : la Milano-Torino mercoledì davanti a Miguel Ángel López e al neocampione del mondo Alejandro Valverde; il Lombardia il sabato, in solitaria con 32" su Vincenzo Nibali e 43" sul belga Dylan Teuns, qui secondo al Piccolo Lombardia 2014 dietro Moscon. Quel Moscon oggi sfortunato nel forare al momento forse decisivo. Per il 28enne della Groupama-FDJ, già terzo al qui nel 2015, è la prima Monumento, l’ultima di una stagione per lui - finale di Giro a parte - magica: cinque successi, tra cui il Tour of the Alps (ex Giro del Trentino) e due tapponi alla Vuelta (Lagos de Covadonga e Andorra/Naturlandia).  Pinot ha vinto à la Nibalì, per lui «un simbolo» più che l’avversario che stima di più.  Ai -50 km, sul Muro di Sormano ha risposto al morso dello Squalo e sul Civiglio, ai -14 km, ha piantato...

IL LOMBARDIA 2018 – PARTENTI E TV COLLEGATE

Immagine
http://www.ilombardia.it/it/notizie/il-lombardia-annunciati-partenti-e-tv-collegate/ 12 ottobre 2018 Ufficializzato oggi l’elenco dei partenti della 112esima edizione de Il Lombardia NamedSport, organizzato da RCS Sport / La Gazzetta dello Sport e in programma domani 13 ottobre con partenza da Bergamo e arrivo a Como dopo 241 km su un percorso molto selettivo (4.000 m di dislivello). L’ultima Classica Monumento della stagione, sarà una vera e propria rivincita del Mondiale di Innsbruck-Tirol, con l’intero podio della rassegna iridata al via. Oltre a Valverde figurano infatti Romain Bardet e Michael Woods tra gli sfidanti al campione uscente Vincenzo Nibali .  Accanto ad essi, tra i moltissimi nomi di spicco, vi sono Gianni Moscon, Thibaut Pinot, Adam Yates, Enric Mas, Rigoberto  Uran  Uran , Tim Wellens, Primoz Roglic, Rui Costa, Wilco Kelderman e Bauke Mollema. IL PERCORSO Partenza da Bergamo in direzione sud attraversando nei primi 40 km ...

Lombardia 2018 senza il San Fermo, ma resta la classica più dura

Immagine
(ANSA) - COMO, 13 settembre 2018 - Non ci sarà la tanto temuta ascesa di San Fermo della Battaglia, ma il Giro di Lombardia di ciclismo resta la classica monumento più dura. L'edizione numero 112, presentata oggi a Como, si disputerà sabato 13 ottobre, tra un mese, su un percorso che ricalca quello del 2017, quando Vincenzo Nibali con una prodezza su Civiglio bissò il successo del 2015. Da Bergamo a Como saranno 241 chilometri di inferno, con 4 mila metri di dislivello: Madonna del Ghisallo, Muro di Sormano e Civiglio, una filastrocca diventata tradizione. In quegli ultimi 70 chilometri si deciderà la 'Classica delle foglie morte', ogni metro potrà essere decisivo, perché il Lombardia e' spietato. Fino a oltre metà percorso i continui saliscendi (rappresentati perfettamente da Gallo e Brianza) inondano di acido lattico i muscoli dei corridori e non concedono tregua; le dure pendenze dei tre colli successivi, invece, danno la spallata a chi non ne ha abbastanza. ...

Il Lombardia 2016 - Rosa imparerà, Chaves campione vero

Immagine
http://www.bagarretoday.it/le-altre-campane-il-parere-degli-altri-sul-lombardia-di-diego-rosa/ di CHRISTIAN GIORDANO © Premessa. Potrei apparire in una sorta di “conflitto di interessi”, visto che Diego Rosa correrà dalla stagione 2017 per il Team Sky e io mi occupo di ciclismo per Sky Sport 24 . Fugo subito ogni dubbio: scriverei le stesse cose anche se avesse firmato per la Pinco Pallo Racing Team. Come si fa a non essere d’accordo con “Martino”, al secolo Giuseppe (Beppe) Martinelli diesse dell'Astana? Il punto è che Diego Rosa ha corso come sa, o perlomeno come sa fino a questo punto della sua (spero straordinaria) carriera, esplosa un anno fa - ricorderete - con quella liberatoria esultanza, alzando la bicicletta vincendo la tappa regina al Giro dei  Paesi Baschi e poi la Milano-Torino, il suo primo grande successo da pro’. Nel Lombardia 2016 era forse il più forte, Chaves escluso. Come in altre corse in passato, Rosa aveva più gamba del proprio cap...

Lombardia 2014, la Classica delle foglie Martin

Immagine
Cinque sono le classiche monumento: in ordine di calendario Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia . Daniel Martin se ne è già messe in bacheca due, la Liegi 2013 e adesso la "Classica delle foglie morte". La corsa che più ama. Quella che chiude la stagione (del grande ciclismo). E che aveva sfiorato già nel 2011, quando finì secondo dietro allo svizzero Oliver Zaugg e davanti allo spagnolo Joaquim Rodríguez . Il gran favorito di giornata, a caccia di uno storico tris consecutivo che manca dai tempi di Fausto Coppi.  Purito però non aveva la gamba delle ultime due edizioni, e nemmeno la stessa rabbia: due anni fa prese tanta acqua da gettare a terra la borraccia, l'anno scorso voleva far pagare al connazionale Alejandro Valverde il tradimento mondiale di Firenze.  Quest'anno invece la rabbia era tutta di Martin, caduto all'ultima curva prima dell'ormai certo bis alla Liegi e poi nella cronosquadre al Giro . Non voleva però fare la fine del...