PATRICIO GUZMÁN L’ostinata memoria nella voce del Cile «immaginario»
Lo sguardo delle Ande, il processo rivoluzionario, il golpe e l’esilio Dai primi 8mm un cinema di lotta SILVANA SILVESTRI Il Manifesto - Giovedì 17 settembre 2026 Pagina 22 Patricio Guzmán ha fatto del documentario politico un evento liturgico, gli ha conferito un’aura di celebrazione condivisa, trasmettendo lo sguardo militante per tutto il corso della sua vita che si è spenta martedì 15 a Parigi all'età di 85 anni . È stata una vita vissuta quasi per intero fuori dal suo Paese, il Cile. Nato a Santiago nel 1941, coetaneo dei registi del nuovo cinema cileno come Raul Ruiz e Miguel Littin , si formò alla scuola di cinema dell'università Cattolica, girò qualche corto ( Elettroshow nel 1966 su pubblicità e contraddizioni del capitalismo) per poi completare gli studi a Madrid e tornare a Santiago al momento della vittoria di Allende nel 1970. A CINQUANT'ANNI dalla fine della dittatura ha realizzato memorabili lavori, atto d’amore militante per il suo Paese come La memoria del...