“Separiamoci dall’Italia”. I secessionisti sudtirolesi e l’alleanza con l’Afd


IL CASO
Melanie Mair, portavoce dei giovani del Süd-Tiroler Freiheit, al congresso dell'ultradestra tedesca: "Ora via da questo Stato"

Per l'esponente estremista Roma "è la crudele vessatrice del nostro popolo"
e i terroristi del Bas "combattenti per la libertà".
"Adesso l'autodeterminazione" Melanie Mair,0
portavoce dei giovani della Süd-Tiroler Freiheit.

dalla nostra corrispondente 
TONIA MASTROBUONI
La Repubblica - Giovedì 17 settembre 2026
Pagina 24

Berlino - Fine agosto, Magdeburgo. Al congresso nazionale del movimento giovanile dell'AfD "Generation Deutschland" viene festeggiato lo Spitzenkandidat Ulrich Siegmund, l'uomo che una settimana dopo trionferà alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt.

Ma tra una tirata a favore della remigrazione, una predica antieuropea e interventi che celebrano l'etnopluralismo e altre versioni moderne delle teorie della razza, sale sul palco l'altoatesina Melanie Mair. È la portavoce dei giovani della Süd-Tiroler Freiheit. Un partito talmente di destra e secessionista da scrivere sudtirolese col trattino.

Un giornalista del celebre sito d'inchiesta Correctiv, Markus Bensmann, ha la prontezza di registrarne l'intervento. E ha girato a Repubblica la registrazione. Parlando di una regione, il Trentino-Alto Adige in cui le ferite del nazismo e del fascismo sono ancora profonde, Melanie Mair fornisce dal palco dei giovani dell'AfD una ricostruzione storica incredibile.

Anche dopo il 1945 lo Stato italiano viene dipinto come crudele vessatore degli altoatesini, i terroristi del Bas (*) degli anni '50 e '60 come "combattenti per la libertà", i carabinieri come aguzzini. E l'unica soluzione, per Mair, a una condizione che la politica altoatesina descrive per dieci minuti interi come persecutoria, è la secessione.

Mair sostiene che dopo il 1945 l'Italia abbia «fatto sempre politiche contro la nostra identità», cioè contro la minoranza di lingua tedesca. E quando i terroristi cominciarono a mettere le bombe ai tralicci negli anni '50, quando i «combattenti per la libertà», come li definisce, iniziarono la serie di 350 attentati che funestarono l'Italia per oltre quindici anni, «era per attirare l'attenzione su di sé». La politica altoatesina si lamenta insomma che dopo le bombe, «fino a 40mila forze dell'ordine furono mandate nelle nostre terre. Ci fu un'enorme ondata di arresti e quasi tutti i nostri combattenti per la libertà furono messi in prigione.

Poi seguirono carcere e torture da parte dei carabinieri italiani. Alcuni (terroristi, ndr) hanno anche perso la vita». Per Mair è scandaloso, ovviamente, che ai «carabinieri seviziatori» siano stati poi «date persino delle onorificenze». È appena il caso di ricordare che quindici (tra) poliziotti e carabinieri furono tra le vittime del terrorismo altoatesino.

Il «mescolamento» con gli italiani «non può essere un'opzione, per noi», ha affermato poi Mair dal palco dell'AfD, che l'ha applaudita con entusiasmo. Perché, ha aggiunto, «siamo una minoranza in uno Stato straniero». Ancora: «Noi sudtirolesi nulla abbiamo a che fare con lo Stato italiano, con la sua lingua o la sua cultura». E l'obiettivo della separatista altoatesina non può che essere uno: «Dobbiamo fare di tutto per liberarci da questo Stato e imboccare la strada dell'autodeterminazione».

Il sodalizio tra Mair e l'ultradestra tedesca, in realtà, non è nuovo. Già due anni fa il portale Brennerbasisdemokratie diede conto di una visita di Jean-Pascal Hohm, allora deputato brandeburghese dell'Afd e secondo i servizi segreti interni uno dei più radicali esponenti del partito, in Sudtirolo, su invito della leader di Süd-Tiroler Freiheit. Hohm ha poi fatto carriera, è diventato di recente il leader della "Generation Deutschland", l'organizzazione giovanile dell'AfD. E dopo l'apparizione di Mair ad agosto, al loro congresso nazionale, Hohm ha accettato di nuovo un invito in Italia. Sabato scorso era a Termeno, vicino a Bolzano, accolto da Mair in costume tirolese.

Un'apparizione contestata da una manifestazione di circa 200 persone, e avvenuta contro la volontà dal sindaco di Termeno, Wolfgang Oberhofer. Interpellata al telefono, Simonetta Nardin, direttrice del quotidiano di Bolzano Salto, commenta così il sodalizio tra i separatisti altoatesini e l'ultradestra tedesca: «La vicinanza della Süd-Tiroler Freiheit con l'AfD, e a sua volta la vicinanza dell'AfD con CasaPound, è particolarmente preoccupante in una terra che ha sofferto sia a causa del fascismo sia del nazismo. In Alto Adige/Südtirol lavoriamo da anni, faticosamente e quotidianamente, per ricucire gli strappi della storia dovuti a queste ideologie — le stesse che l'AfD e la destra estrema italiana oggi ripropagano. Risvegliare e aizzare queste tendenze nazionaliste è pericoloso e irresponsabile».


©RIPRODUZIONE RISERVATA 

(*) BAS: Befreiungsausschuss Südtirol (Comitato per la liberazione del Sudtirolo), organizzazione terroristica irredentista fondata nel 1956 da Sepp Kerschbaumer e attiva tra la fine degli anni '50 e gli anni '60. Scopo del movimento era l'autodeterminazione dell'Alto Adige, attraverso la secessione dall'Italia e l'annessione all'Austria al fine di ottenere, sotto la sovranità di quest'ultima, l'unificazione politica del Tirolo, regione storicamente facente parte dei domini asburgici. Tra le sue azioni più note c'è la cosiddetta "Notte dei fuochi" del 1961, durante la quale fece saltare decine di tralicci dell'alta tensione. [ndr]

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