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Visualizzazione dei post da settembre 19, 2026

Sandro Mazzola

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di Lamberto Artioli I più grandi , Sonzogno, 1980 Il suo scatto era bruciante. È stato un grande attaccante, veloce di gambe e di cervello. Non esisteva difensore al mondo che potesse seguirlo. Avesse fatto lo sprinter, sarebbe stato accreditato di tempi di assoluto valore mondiale. Le sue migliori qualità erano l'agilità, i riflessi improvvisi, lo scatto in allungo, il dribbling e la battuta, specie di destro. Uno dei più famosi calciatori, Omar Sivori , disse di lui nel 1966: "È la più grande punta del mondo,' come dire, fuori dalla frase tecnica, la spina più "velenosa' e "insidiosa". Sandro Mazzola , figlio di "capitan Valentino" morto nel 1949 nel rogo del Torino, approdò all'Inter e alla nazionale nei primi Anni Sessanta. Nato a Torino l'8 novembre 1942, Sandro con la madre Emilia, il fratello Ferruccio e il patrigno , subito dopo la tragedia di Superga si trasferì a Cassano d'Adda dove il padre era nato trent'anni prima ...

Il gol lampo di Mazzola

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24 febbraio 1963: Inter-Milan 1-1 Sergio Di Battista La storia illustrata dell'Inter La Casa dello Sport, 1986 Il gol più fulmineo di tutti i campionati è quello segnato dal ventunenne Sandro Mazzola , nella sua prima partita giocata contro il Milan, agli inizi di una lunga e fortunata carriera. Lo stesso protagonista lo racconta così - il linguaggio è quello tipico dei resoconti calcistici - a Nino Oppio del «Corriere della Sera»: «Di Giacomo batte il calcio d'inizio passandomi la sfera, io a Suárez , questi a Corso , di nuovo allo spagnolo il quale, pur stretto fra due avversari opera un bel lancio verso destra dove mi sono smarcato. Punto decisamente a rete: evito Maldini, supero Trebbi e poi tiro di destro mentre Trapattoni tenta l'intervento in extremis e Ghezzi mi viene incontro. Tutto incredibilmente facile, solo che, essendo il terreno ammollato dalla pioggia, non riesco ad indirizzare il pallone dove voglio, cioè alla destra del portiere. Per la verità Ghezzi avev...

GHIACCIO INCANDESCENTE: MAZZOLA

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PROTAGONISTI La carriera straordinaria del baffo parlante di Vladimiro Caminiti La storia illustrata dell'Inter La Casa dello Sport, 1986 Non ha avuto, il calcio italiano, molti attaccanti alla sua altezza, pur non potendo condividere quanto un notista inglese ebbe a dire di lui, che nel calcio sia stato artista e operaio, poeta e contadino, padrone e gregario. In realtà, Sandro Mazzola, col suo baffo parlante, pinocchiescamente inaugura un'epoca di dialettiche stringenti; lui e Rivera rappresentano l'ingresso del nostro calcio nel mondo con una tecnica di pallone almeno audace quanto quella labiale. Due campioni che si difendono anche fuori campo con sopraffine abilità, direi soprattutto Sandrocchio , chiamiamolo da questo punto con questo maggiorativo; sì, questo si può dire, fu sempre maggiorativo rispetto agli altri campioni della sua epoca, per come riuscì a farsi largo e nonostante certe antipatie preconcette del suo allenatore Helenio Herrera , in quei giorni grandis...

RIVERA E MAZZOLA I DIOSCURI DI MILANO

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di Gianni Brera I MONDIALI DI CALCIO, Fratelli Fabbri Editori, 1974 Matura prima Giovannino Rivera, piccolo-borghesemente chiamato Gianni, anche se è nato dopo: fine agosto 1943. Alessandro Mazzola è di razza diversa e meno precoce. Nasce a Torino in piena guerra (1942). Padre di Giovannino è un ferroviere che sta quasi in campagna per risparmiare e, chissà?, anche per stare più a suo agio. L'estrazione è contadina. Avere un pollaio significa qualcosa sotto certi chiari di luna. E poi si avverte l'incedere delle stagioni. E la pergola abbarbicata alla ringhiera è votiva e sacrale come il fico all'ingresso della corte. Padre di Alessandrino è un giocatore già celebre, Valentino Mazzola, abduano di pelle rossiccia e di capelli rameici. È piccolo e tozzo, ancorché morfologicamente vicino al longilineo: un nordico sbagliato. Ed è incerta e tardiva anche la sua maturazione atletica. Giochicchia all'Alfa - dov'è operaio - senza particolare fortuna. Prova per il Venezia, q...

Que la fête commence!

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Remco Evenepoel et Quinten Hermans à l’entraînement jeudi devant le chalet que  la  sélection belge occupe à Bromont, au sud-est de Montréal, non loin des Bleus. Montréal s’apprête à vivre les deuxièmes Mondiaux de son histoire, après ceux de 1974. Dès cet après-midi, la cérémonie d’ouverture se tiendra à 17 heures (23 heures, heure française), au parc Jeanne-Mance, au mont Royal. Les épreuves débutent demain avec les contre-la-montre et la plupart des favoris sont déjà sur place. 19 Sep 2026 - L'Équipe DE NOTRE ENVOYÉ SPÉCIAL THOMAS PEROTTO MONTRÉAL (CAN) – La ville s’est endormie dimanche dernier, dans la foulée du Grand Prix organisé autour du mont Royal. Elle a pourtant gardé quelques atours un peu cachés qui n’attendent que le réveil en mondovision pour reprendre place au centre du jeu. Le long des artères de la plus grande ville du Québec, où il faut trouver son chemin au milieu des travaux, où chaque échoppe vous agrippe aux effluves et noms de « Poutine », « Queue de c...

We wanted to let Dowman bloom in the shadows but he is hard to ignore

Owen was brilliant at 17 … Rooney was out there making the game up 19 Sep 2026 THE GUARDIAN / Sport Barney Ronay The poet Jorge Luis Borges wrote a famous short story about a society that had become so good at making maps, so obsessed with capturing every detail, that its rulers decided the only way to do the job right was to make a lifesize map of its entire empire, which could then be laid out across the actual land from coast to coast. Imagine a map of Britain the exact same size as Britain, showing every branch of Greggs, every nail bar, every vape shop in perfect detail. Only then can we really see what Britain looks like, by standing on a fake Britain laid over the top of actual Britain. Borges was writing in the 1940s, at a time when people were fascinated by the mechanised future, with its new forms of measuring out the world: the wireless, the 30mph motorcar, the rise of Big Tape Measure. And to be fair, the mega-map is a pretty accurate vision of our own fully networked prese...

Nouvelle page d’histoire à Montréal

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PHOTO D’ARCHIVESL Le Belge Eddy Merckx lève les bras au ciel en franchissant le fil  d’arrivée lors des Championnats du monde de cyclisme sur route, le 25 août 1974, à Montréal. Le légendaire Eddy Merckx, qui fait toujours figure de héros national en Belgique, avait été couronné champion du monde en 1974, à Montréal. Les plus vieux amateurs de cyclisme se souviennent encore du sprint final l’ayant opposé à Raymond Poulidor. Un tel duel entre un Belge et un Français pourrait marquer à nouveau, 52 ans plus tard, la grande course masculine des prochains Championnats du monde de cyclisme sur route. Après Eddy Merckx en 1974, voici cinq coureurs qui pourraient à leur tour entrer dans la légende 19 Sep 2026 - Le Journal de Montréal BENOÎT RIOUX Le Belge Remco Evenepoel, 26 ans, semble être l’homme tout désigné pour l’emporter. On l’a d’ailleurs déjà surnommé « le nouveau Merckx » de même que « le petit cannibale », en référence au sobriquet du célèbre champion. Dans le camp français, les...

Ce phénomène roule en moyenne à 50 km/h

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PHOTO DIDER DEBUSSCHERE PHOTO FOURNIE PAR MONTRÉAL 2026  Remco Evenepoel a triomphé vendredi dernier au Grand Prix cycliste de Québec.  Le Belge a savouré son troisième titre consécutif de champion du monde du contre-la-montre individuel, le 21 septembre 2025, lors des Mondiaux de cyclisme sur route à Kigali, au Rwanda. Remco Evenepoel est le grand favori, demain, pour l’épreuve du contre-la-montre individuel 19 Sep 2026 - Le Journal de Montréal BENOÎT RIOUX Le Belge Remco Evenepoel roule à une vitesse moyenne avoisinant les 50 kilomètres à l’heure. Pas en voiture, mais bien sur son vélo. C’est ce qui lui permet de viser un quatrième titre consécutif de champion du monde dans l’épreuve du contre-la-montre individuel, demain, à Montréal. L’an dernier, au Rwanda, ce même Belge avait bouclé la distance de 40,6 kilomètres en moins de 50 minutes pour dominer cette compétition d’ouverture aux Mondiaux. C’est complètement fou ! RAPIDES ET TÉMÉRAIRES Là où c’est encore plus impression...