Il gol lampo di Mazzola
24 febbraio 1963: Inter-Milan 1-1
Sergio Di Battista
La storia illustrata dell'Inter
La Casa dello Sport, 1986
Il gol più fulmineo di tutti i campionati è quello segnato dal ventunenne Sandro Mazzola, nella sua prima partita giocata contro il Milan, agli inizi di una lunga e fortunata carriera. Lo stesso protagonista lo racconta così - il linguaggio è quello tipico dei resoconti calcistici - a Nino Oppio del «Corriere della Sera»: «Di Giacomo batte il calcio d'inizio passandomi la sfera, io a Suárez, questi a Corso, di nuovo allo spagnolo il quale, pur stretto fra due avversari opera un bel lancio verso destra dove mi sono smarcato. Punto decisamente a rete: evito Maldini, supero Trebbi e poi tiro di destro mentre Trapattoni tenta l'intervento in extremis e Ghezzi mi viene incontro. Tutto incredibilmente facile, solo che, essendo il terreno ammollato dalla pioggia, non riesco ad indirizzare il pallone dove voglio, cioè alla destra del portiere. Per la verità Ghezzi aveva captato la mia intenzione. Infatti, quando vede entrare il pallone in rete dalla parte opposta a quella in cui si è piazzato, si dispera e grida: "Tu ha sbagliato a tirare". lo di ri- mando: "Ma lei come può saperlo?". Ghezzi si è arrabbiato ancora di più perché lo trattavo con il lei». Giorgio Ghezzi ha 33 anni ed è stato due volte campione d'Italia con l'Inter quando Sandrino Mazzola, dodicenne, ne frequentava gli spogliatoi, magari per scoprire - dopo un derby - il suo amico e protettore Benito Lorenzi piangere di gioia per aver segnato il gol della vittoria.
Il gol-lampo di Mazzola viene poi pareggiato nella ripresa da un pezzo di bravura del trentunenne brasiliano Dino Sani, che al centro del campo in questi anni domina il gioco con la sua pelata di calciatore sapiente. L'Inter sta comunque avviandosi a vincere il primo scudetto della Stagione-Herrera: HH diventa una sigla popolare quanto quella di BB (e non a caso la useranno persino massaggiatrici di dubbia virtù negli annunci economici), è uno dei personaggi più in vista dell'Italia in vetrina. È infatti la grande stagione dell'industria della mitologia: a contendersi le copertine dei rotocalchi, sono, con Herrera, Claudia Cardinale e Farah Diba, Sophia Loren protagonista in guepière nera di un famoso strip-tease cinematografico e Catherine Spaak seminuda sotto un malizioso pullover. È, questo, un passaggio di consegne: sta, infatti, tramontando la giarrettiera.

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