UNA FESTA a due facce...
MILAN GIOIA FINALE NELLA TIRRENO FIRMATA DEL TORO
Jonathan vince l’ultima tappa: «Sanremo dura, però mai dire mai...». Il messicano re della corsa
Sto studiando da leader"
- Isaac del Toro, 1.
"Ci stava che Jorgenson prendesse l’abbuono.
Importante, per me, era rimanere sul podio.
Lo considero un punto di partenza"
- Giulio Pellizzari, 3.
16 Mar 2026 - La Gazzetta dello Sport
di CIRO SCOGNAMIGLIO INVIATO A SAN BENEDETTO DEL TRONTO
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Guardi Jonathan Milan vincere per il terzo anno consecutivo la volata che a San Benedetto chiude la Tirreno-Adriatico, ti viene la tentazione di pensare a un film già visto ma... passa subito. Perché stavolta è molto diverso, e lo conferma subito lui stesso: «In questi giorni ho sofferto tanto, come non mi era capitato nelle precedenti edizioni. Il percorso era meno adatto ai velocisti come me ed era solo la seconda occasione, con la prima che non era andata bene. E allora sì, è pesante come vittoria. Per il morale, e per la squadra». E per la Sanremo, che va in scena tra cinque giorni, anche? «Vediamo. Sarà decisamente un’altra storia, ma mai dire mai...».
Atmosfera
Ci arriveremo, ai pensieri sulla Classicissima del friulano. Prima non si può non sottolineare la vittoria finale di Isaac Del Toro, il primo messicano a trionfare in 61 edizioni della Corsa dei Due Mari. Lo ha fatto con autorità, freddezza e lucidità, nonostante abbia appena 22 anni. Ma ormai ha smesso da un pezzo di essere una sorpresa (salterà la Milano-Torino di mercoledì e aiuterà capitan Tadej Pogacar sabato alla Sanremo): «All’inizio mi sono portato un malanno che avevo da prima delle Strade Bianche, ma non ho mollato. Sono orgoglioso di questo risultato. Voglio imparare in fretta, ma su cosa debba ancora migliorare di più... La considero una questione personale, preferisco non rispondere». Sul podio con lui, rispetto al mattino, posizioni invertite: come si poteva immaginare, Matteo Jorgenson ha approfittato dell’abbuono al traguardo volante per scavalcare Giulio Pellizzari. «Ma è stata comunque un grande settimana, una bella emozione», dice il 22enne marchigiano della Red Bull, al primo podio fiin carriera in una corsa World Tour dopo aver vestito per un giorno la maglia azzurra di leader. «Ora la Milano-Torino, per cercare un buon risultato, e la Sanremo per fare esperienza e divertirmi».
Spunto
Tornando a Jonathan Milan, è doveroso ricordare il decisivo contributo del compagno Theuns che l’ha portato nel posto giusto al momento giusto (con la nota di una multa della giuria per entrambi: Edward gli aveva dato una spinta in salita) dopo il vano tentativo di Abrahamsen e il gran lavoro di Filippo Ganna per il compagno Sam Welsford, poi 2° dietro a Milan: pure il piemontese si è complimentato con il “collega” del quartetto azzurro. «Tutto il lavoro fatto qui mi è servito e mi servirà – spiega Milan -. Anche la squadra aveva bisogno di questo successo, perché abbiamo avuto un po’ di sfortuna con l’infortunio di Pedersen, la caduta di Ayuso alla Parigi-Nizza... Lo sprint di chiusura non è stato scontato, nella parte in salita Van der Poel aveva fatto un ritmo infernale e, tanto per cambiare, ho sofferto. Ma nel finale sapevo che sarebbe stata una volata a decidere il successo, anche se la caduta di Philipsen e Manale gnier ha mischiato un po’ le carte». Johnny continua ad essere in evoluzione: in pista ha già raggiunto il massimo, leggi titolo olimpico e mondiale, mentre su strada è uno dei velocisti migliori al mondo ma sa che il prossimo passo è tentare di diventare un potenziale vincitore delle classiche che più gli si addicono.
Sensazioni
E qui si torna sulla Sanremo (a proposito: le previsioni meteo non escludono pioggia per sabato), che però negli ultimi anni sta spesso tagliando fuori i velocisti come lui, specie da quando Tadej Pogacar sta cercando di vincerla con tutte le sue forze: «Le mie sensazioni sono buone – ragiona Milan – ma bisogna vedere gli avversari quanto avanti siano... A me sembra che stiano alla grande, alla fine i nomi per sabato sono quelli che sapete e io, ma non per dargli pressione, spero sia davanti pure Filippo Ganna. Ogni anno si cerca di fare un passo avanti». Dopo la Sanremo, lo attendono GandWevelgem (l’anno scorso aveva chiuso al terzo posto), Attraverso le Fiandre e la Roubaix, prima di focalizzarsi sul debutto al Giro. Ma i ragionamenti sulla Classicissima continuano. «Impossibile reggere il ritmo di Van der Poel, di Pogacar? Non ho dubbi che la Uae, per favorire Tadej, cercherà di rendere la corsa il più dura possibile e a me toccherà andare al massimo. È vero, per chi ha le mie caratteristiche sta diventando sempre più difficile. Ma continua a piacermi parecchio».
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Arrivo
1. Jonathan MILAN (LidlTrek), 142 km in 3h04’54”, media 46,079 km/h
2. Welsford (Aus, Ineos)
3. L. Rex (Bel, Soudal)
4. Kogut (Isr)
5. Bittner (Cec)
9. Lonardi
49. Pellizzari 123. Del Toro
Classifica finale
1. Isaac DEL TORO (Uae Team EmiratesXRG), 1165,5 km in 28h02’14”, media 41,560
2. Matteo Jorgenson (Usa, Visma-Lease a Bike) a 40”
3. Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora) a 43”
4. Tobias Johannessen (Nor) a 1’14”
5. Roglic (Slo) a 1’21”
6. Ciccone a 1’26”
10. Pinarello a 2’06”
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PARIGI-NIZZA
Ultima tappa a Lenny Martinez Vingegaard trionfa: che rivincita
16 Mar 2026
La Gazzetta dello Sport - Milano
No, non l’ha regalata. Jonas Vingegaard avrebbe voluto vincere anche l’ultima tappa di una Parigi-Nizza tormentata dal maltempo: in fuga assieme a Lenny Martinez con un attacco sulla cote di Linguador, il danese è stato battuto sul traguardo di Nizza dal francese della Bahrain-Victorious. Poco male: non cambia la sostanza, che racconta del dominio del 29enne capitano della VismaLease a Bike, al debutto stagionale nell’annata in cui ha deciso di debuttare al Giro. Si può parlare di una gran rivincita: l’anno scorso aveva dovuto ritirarsi in seguito a una caduta. In classifica finale, Vingegaard ha chiuso con 4’23” su Dani Martinez (Red Bull), distacco più ampio dell’era moderna, e 6’07” sul tedesco Steinhauser (Ef): adesso è atteso dalla Volta Catalunya (23-29 marzo) che sarà l’ultimo test agonistico prima della corsa della Gazzetta, che scatterà venerdì 8 maggio da Nessebar (Bulgaria). Ai microfoni, è parso di ottimo umore: «Dura, ma ce l’ho fatta. Ora che l’ho vinta, dall’anno prossimo la posso lasciare di nuovo a Jorgenson (il compagno che l’aveva conquistata nel 2024 e nel 2025; ndr)...».
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